Gli azzurri di Sarri soffrono e cadono nelle grinfie degli uomini di Gasperini e cedono agli avversari il primo tempo, poi ribaltano il risultato con l’aiuto della panchina. A sbloccare la matassa ci pensa Zielinski, Mertens e Rog la chiudono. Reina ai saluti?

NAPOLI – Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde va in scena in un gremito San Paolo per la sua prima stagionale e, guarda caso, non delude le attese. C’è chi addirittura parlava di una replica dello scorso febbraio e i presupposti erano tutti presenti, persino gli attori erano (quasi) tutti gli stessi. E invece c’è chi dice no, chi fa e disfa a proprio piacimento un copione di eduardiana sfumatura, quando i giorni dispari diventano pari e il tutto sembra volgere verso un lieto fine con speranze annesse. Si sa, il Napoli quando lo ritiene opportuno ama rendere complicate le situazioni che non dovrebbero destare preoccupazioni; come il più superbo dei masochisti, sceglie la serata meno adatta, contro la stessa squadra che lo scorso anno non ha concesso nemmeno un goal all’infuocato reparto offensivo partenopeo. La partenza ha il sentore del match dello scorso febbraio: Gasperini sa come imbrigliare il gioco di Sarri ed è un gioco da ragazzi annullare centrocampo e attacco avversario, rendendo la sua Dea troppe volte fastidiosa, nonostante l’asse Insigne-Mertens fosse già propenso ad impegnare su vari fronti Berisha e i difensori bergamaschi. Tra questi, merita una menzionatura a parte Masiello, autore di una straordinaria prestazione prima del crollo. Un passo alla volta, prima c’è un calcio d’angolo il cui sviluppo premia un impetuoso Cristante su Maggio e Callejon: colpo di testa e l’Atalanta, tatticamente perfetta per tutto il primo tempo, passa in vantaggio. Il Napoli prova a reagire, ma è poca roba; evidentemente la manovra è lenta e non sforna chiare occasioni da goal, mentre Gomez e soprattutto Ilicic chiamano in causa Reina e i calci piazzati si rivelano la solita spina nel fianco per Sarri e i suoi.

La svolta è nei cambi, ma il primo a buttarsi su una scelta avventata è proprio Gasperini, il neutralizzatore più devastante del gioco del Napoli. Esce Petagna, un attaccante, entra De Roon, un centrocampista. Per il Gasp è scelta tecnica come dichiarerà a fine partita. Si cambia con un 3-5-2 assai discutibile, perché Sarri non resterà a guardare alla lunga. L’inizio della ripresa è sempre di marca nerazzurra con un Ilicic in grande spolvero, poi è Zielinski a pescare uno straordinario jolly dal suo repertorio. Brillante nelle giocate, il migliore nelle percussioni e nelle successive ripartenze, dapprima sfodera uno stop di petto su involontario assist della difesa avversaria intenta a spazzare via la minaccia dopo un corner di Ghoulam, quindi un destro esiziale che proietta il pallone nel sette dove Berisha non può nulla. Il Napoli si sblocca, il copione è riscritto. Sarri decide di cambiare totalmente il centrocampo per dargli più muscoli e fisicità, Insigne e Mertens tornano a divertirsi e portano gli azzurri sul 2-1 tramite una meravigliosa azione. Lancio in verticale di Allan, sponda di Insigne di testa, Mertens di prima insacca il portiere avversario. Pura poesia. A questo punto il Napoli torna ad essere il Napoli, mentre l’Atalanta pecca di poco coraggio, forse a causa della stanchezza, e si affida alle incursioni di Kurtic, sensazione che questa volta Gasperini non avrà la meglio. E così, se la svolta è partita dalla panchina, non poteva che essere un subentrato l’autore del goal della sicurezza: Marko Rog, minuto 86, concretizza al meglio un contropiede partito da Callejon e passato per Mertens, realizzando così la sua prima rete in Serie A. È a dir poco fantastico l’assist del belga, sempre di prima, un modo per farsi perdonare l’occasione sciupata pochi minuti prima. Finisce 3-1 tra la festa sugli spalti e i saluti di Reina che sanno di congedo: questa può essere stata per davvero l’ultima al San Paolo con la maglia del Napoli, che intanto vola a punteggio pieno in ottima compagnia.

 

Andrea Cardinale
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Fonte foto Official Twitter SSC Napoli