La Strega beffata nel finale dai granata di Mihajlovic

Settantaduesiomo minuto di gioco, risultato inchiodato sullo 0-0 ma il Torino, padrone del campo in quanto a possesso palla, ci crede. Mihajlovic sostituisce un evanescente Niang per inserire lo sgusciante Berenguer. Si ma che significa tutto questo? Direbbe qualcuno. Infatti potrebbe non significare niente perchè il gol vittoria immeritato del Torino è nato da uno spunto di Ljajic che ha virato verso l’aria di rigore ed invece di andare al tiro ha inventato un passaggio per l’accorrente Iago Falque che, inesistente fino a quel momento, ha anticipato tutti mettendo alle spalle di un incolpevole BELEC (voto 6,5). Ljajic ha virato da destra verso l’aria di rigore, quella fascia sinistra dove si era appostato Berenguer, quella fascia destra del Benevento dove fino a quel minuto settantadue era risultata letale per le ripartenze dei giallorossi con un VENUTI (voto 7) migliore in campo che fermava puntualmente gli avversari ed un Ciciretti in ripiego che mai si è fatto trovare in ritardo rispetto alle azioni dei granata. Sapete cosa è successo quando è entrato Berenguer? Chiedetelo a Baroni anche se i suoi richiami sono stati eloquenti. Diceva Baroni ai suoi di stare attenti perché lo spagnolo avrebbe cercato l’interno del campo, insomma un ambidestro che avrebbe cercato il fondo ma che allo stesso tempo avrebbe usato anche il destro per convergere e puntare l’area. Il Torino attacca, il Torino vuole vincere e a sei minuti dal termine forse era giusto accontentarsi. Precedentemente al minuto settantadue mister Baroni aveva già rinunciato ad uno stanco  D’ALESSANDRO (voto 6,5) anche se le ripartenze dell’esterno stregato erano davvero una spina nel fianco per la difesa granata. In quel momento serviva un uomo più fresco che avesse agito in fase di non possesso, quindi dentro LAZAAR (voto 6,5) che è riuscito nel suo intento ed ha anche sfiorato il gol del vantaggio con una stoccata parata ancora una volta dal sempre bravo Sirigu. Non perdete il filo. Fuori D’Alessandro dentro Lazaar. Fuori Niang dentro Berenguer. Fuori  CICIRETTI (voto 6) dentro DEL PINTO (n.g.). Del Pinto? Ma perché Baroni ce lo spieghi? Sveliamo l’arcano. Al posto di Ciciretti si è spostato il bravo centrocampista albanese MEMUSHAJ (voto 6.5) che sicuramente avrebbe tamponato di più le incursioni sinistre del Torino ma che rispetto al “Cicero” non avrebbe dato il là alle nostre azioni di contropiede. il pareggio è un buon risultato, il Torino ormai è quasi una “Grande”, abbiamo giocato bene, meritavamo addirittura di vincere ma sai che c’è di nuovo? Ora mi accontento! Peccato perché LETIZIA (voto 7) era proprio in vena, le sue discese palla al piede erano devastanti ma da quel momento ha dovuto tirare anch’egli i remi in barca. Gli unici che avrebbero potuto essere d’aiuto all’uscita della manovra giallorossa evitando che i vari Cataldi o Del Pinto perdessero di continuo contrasti e palla erano i due attaccanti ma ormai CODA (6,5) aveva speso tanto e Puscas stava ancora pensando che a come rivivere i “tiemp bell e na vota” magari sbloccando un risultato di parità regalando ancora soddisfazione ai colori giallorossi. PUSCAS (voto 5) è sembrato il poco concentrato ragazzo dello scorso anno ad inizio anno senza capire che le chance in serie A non saranno molte ed andranno sfruttate nel modo giusto, con l’approccio giusto. Fino a quel momento anche se il pallino del gioco favoriva il Torino, il Benevento faceva tremare la difesa gestita da N’Koulou con la coppia Coda/IEMMELLO (voto 6,5) e proprio l’ex Sassuolo stava risultando letale già dal primo tempo. La squadra dal minuto settentadue ha cambiato volto, ma siamo contenti di come ha giocato il Benevento perchè ha dimostrato di tener testa ad una blasonata del nostro calcio, perché ha dimostrato di avere delle ripartenze spettacolari che andrebbero solo concretizzate, perché il nuovo difensore centrale ANTEI (voto 6,5) si è dimostrato all’altezza della situazione mettendo la museruola al nazionale Belotti, perchè zio LUCIONI (voto 6,5) è una sicurezza in questo difficile campionato, perché CATALDI (voto 6) sta migliorando partita dopo partita, perché Armenteros è legato strettamente a noi italiani grazie al “sogno cubano” e non fa niente se volevamo smuovere la classifica perché io sono sempre più convinto che dovranno essere il Napoli e la Roma a doversi preoccupare del Benevento. Siamo vivi ma tutti però, tutti.

Foto: Pagina Facebook Benevento Calcio