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Nel primo derby storico in A tra partenopei e sanniti, la squadra giallorossa esce con una sonora sconfitta

Non capita spesso di vedere un giocatore che a fine gara stringe tra le braccia il pallone vinto dopo aver segnato una tripletta. Noi abbiamo visto Mertens. Non capita spesso di vedere una squadra che chiude il primo tempo con un netto 4-0. Noi abbiamo visto il Napoli e la squadra di Maurizio Sarri è tra le 10 squadre più forti d’Europa. Non capita spesso vedere soccombere una squadra di serie A per 6 reti a 0 tanto da paragonare la stessa ad un set tennistico. Noi abbiamo visto il Benevento e non ci sono dubbi, oggi la nostra Strega vale quello zero in classifica che la relega all’ultimo posto in classifica con 10 gol subiti in 4 giornate e solo 1 fatto nell’ormai lontana gara di Marassi contro la Sampdoria. Baroni va salvato e difeso a spada tratta per il bene comune e perchè anche l’anno scorso nel momento più delicato lui è stato il primo artefice della ripresa giallorossa di fine stagione stemperando gli animi e ricostruendo un morale che giorno dopo giorno andava sempre più sotto i tacchi. Basta pensare alla serie B, ora siamo in serie A e tutti ci siamo accorti delle differenze colossali tra le categorie. Non ci interessa vedere il bicchiere mezzo pieno oppure contare le assenze di Ciciretti, D’Alessandro e Iemmello perchè ad oggi la rosa appare completa e con diversi giocatori degni di sostituire gli assenti. Nessuna scusante. L’emozione di calcare il San Paolo avrebbe dovuto dare le giuste motivazioni agli undici scesi in campo. Giocare contro il Napoli avrebbe dovuto dare ad ognuno di quelli scesi in campo la giusta carica per dimostrare la voglia di fare. Cosa ha fatto il Benevento per evitare questa brutta figura nel giorno più bello dei tifosi giallorossi? Niente. Sembrava di assistere ad una partita di Coppa Italia disputata in una calda sera d’estate tra una formazione che lotta per lo scudetto, il Napoli, ed una squadra di terza serie che vuole vincere il campionato. Atteggiamento da rivedere. BARONI (voto 4) ha dovuto fare di necessità virtù mandando in campo una formazione nuova, inedita puntando sul solito 4/4/2 che questa volta è sembrato alquanto lacunoso. Anche le pietre sanno come gioca il Napoli, possibile che non si è riuscito ad arginarlo mai? Possibile che Ghoulam sia andato al cross indisturbato senza che mai LOMBARDI (voto 4) abbia opposto resistenza? E’ possibile che Insigne nell’uno contro uno abbia vinto tutti i duelli senza mai essere raddoppiato da qualche giallorosso? E’ possibile beccare il primo gol dopo 2 minuti in contropiede mentre Armenteros e Coda cercavano un inutile pressing alto? Oggi sembrava tutto impossibile. Ma non sarebbe stato meglio fare come fanno tute le squadre che devono lottare per non retrocedere, ossia difendendo con ordine dietro la linea di centrocampo? Presuntuosi. Il Napoli di Hamsik, la squadra che esprime il miglior calcio di serie A, quella che aveva perso in Champions e quella che a tutti i costi voleva rimanere incollata all’Inter ed alla Juventus non è stata neanche solleticata da Lazaar e compagni. BELEC (voto 6) è stato bombardato da quasi tutti gli azzurri ed è riuscito a limitare anche i danni sventando diversi dei 14 tiri arrivati nello specchio della porta. LUCIONI (voto 5,5) non lo si è visto mai così in difficoltà ma la responsabilità di guidare un intero pacchetto difensivo nello scontro titanico contro i bombardieri napoletani non era cosa semplice. ANTEI (voto 5) di certo non lo ha aiutato anzi è risultato spesso impacciato e mal posizionato. Il povero VENUTI (voto 5,5) si salva dal marasma generale cercando nella sfida personale contro Insigne un motivo per combattere ma ripeto andava aiutato sulla fascia da un poco presente Lombardi ed onestamente se avesse preso un voto più alto staremmo parlando di un giocatore da Nazionale. Nazionale? Quali giocatori da nazionale? Il Benevento deve salvarsi, il Benevento deve sputare sangue su ogni pallone, il Benevento deve sudare le proverbiali 7 camice per spuntarla sugli avversari. Questa è la cruda realtà ed oggi questa mentalità non si è vista anzi si è notato un pressapochismo ed una presunzione mai viste prima. LAZAAR (voto 4) è voluto tornare a tutti i costi in Italia, sapeva a cosa andava in contro? Uno come lui in queste gare dovrebbe suonare la carica ed invece si è scaricato dopo il vantaggio partenopeo. Lo stesso DI CHIARA (voto 4,5) dopo aver visto chi sa quante partite di Callejon non è quasi mai riuscito a chiudere una diagonale sulle pennellate di Insigne alla ricerca del secondo palo. Brutto Brutto. Eppure mister Baroni si era affidato alla coppia di centrocampo già rodata Viola/Chibsah ma entrambe sono caduti nella trappola del triangolo delle Bermude napoletano che era sempre in superiorità numerica nella zona nevralgica. Chi doveva fronteggiare Allan nel momento del gol? Chi doveva frenare gli inserimenti di Hamsik? Chi doveva marcare Jorginho? Non lo sapremo mai. Di certo VIOLA (voto 5,5) ha cercato di dettare qualche passaggio ed imbastire qualche geometria mentre CHIBSAH (voto 4) è risultato spesso fuori zona, in ritardo, pasticcione e soprattutto falloso. Insomma se il problema è sapersi difendere per poi ripartire di contropiede abbiamo fallito miseramente, ma siamo sicuri che se fosse arrivata qualche palla giocabile in attacco saremo stati pronti a pungere? CODA (voto 4) ha giocato con Puscas e si è detto che i due avevano le stesse caratteristiche, ha giocato con Iemmello e si è detto lo stesso, questa volta ha avuto al suo fianco ARMENTEROS (voto 5) al quale niente gli si può rimproverare se non il fatto di essere lontano anni luce dal campionato italiano. A nulla sono serviti gli inserimenti di LETIZIA, CATALDI E PARIGINI tutti e tre non giudicabili visto che il Napoli nel secondo tempo ha abbassato notevolmente i ritmi dato il risultato già acquisito. C’è da preoccuparsi? C’è da fare punti anche se in basso in tante squadre hanno difficoltà a trovare continuità di risultati. Di certo l’obiettivo è la salvezza e con questo atteggiamento sarà dura fare punti con almeno la metà delle squadre partecipanti alla serie A. Siamo più forti dell’Hellas Verona e del Crotone? Dimostriamolo perchè se è vero che i numeri non sbagliano mai oggi siamo ultimi in classifica a zero punti, stiamo scrivendo la storia ma questa è un’altra storia…

Foto: pagina Facebook Benevento (Mario Taddeo)