Termina con un tennistico 6-0 il derby campano tornato nella massima serie trent’anni dopo. Troppo Napoli per il Benevento, gli azzurri scrivono la storia con Inter e Juventus

NAPOLI – Era la stagione 1960-61, un’altra epoca calcistica, i punti per ogni vittoria erano due e dopo quattro giornate di campionato, il terzetto composto da Inter, Juventus e Roma dominava la classifica a punteggio pieno. Un record rimasto ineguagliato per cinquantasette anni, fino ad oggi. E mercoledì potrebbe essere battuto. L’Inter d’esperienza sbanca Crotone nell’anticipo di ieri, i bianconeri s’impongono in casa del Sassuolo nel match di pranzo, il Napoli strapazza il Benevento nel derby che mancava in Serie A da trent’anni, quando i partenopei di Maradona, Careca e Bruscolotti davano vita a sfide romantiche contro l’Avellino. Insomma, una storia nella storia tra amarcord e sguardi fermi al presenti, contemporaneamente orientati verso un futuro prossimo tra obiettivi malcelati e ben nascosti, a seconda delle esigenze. Non era una partita semplice alla vigilia per le Streghe di Marco Baroni, già decisivo a Fuorigrotta quando il suo goal in Napoli-Lazio del 30 aprile 1990 regalò il secondo Scudetto a Maradona e compagni, non lo è stato nel pomeriggio di una domenica memorabile. Altri tempi, altra epoca, un calcio diverso da quello attuale. Sarri e i suoi bramavano il pronto riscatto dopo il ko rimediato in Champions, Benevento d’altro canto a caccia del classico risultato della domenica senza pretese, consapevole di trovarsi di fronte un ostacolo insormontabile. Di fatto, gli azzurri si scatenano e rifilano un tennistico 6-0 a un avversario apparso arrendevole non per volontà, bensì per ragioni tecniche. Allan apre le danze del nono successo consecutivo in campionato, un altro record; dopo trentadue minuti di gioco la pratica è già chiusa dalle reti aggiuntive di Insigne, Mertens e Callejon. 4-0 a un’ora dalla fine, nessuna attenuante per Baroni privo comunque di Ciciretti, Iemmello, D’Alessandro e Costa: avrebbero potuto fare qualcosa contro questo Napoli? Con i se e i ma la storia non viene redatta, ma i padroni di casa sono un rullo compressore continuo, senza soste, tremendamente devastanti per le linee difensive sannite troppo fragili, fiacche. Il canovaccio non cambia nella ripresa se non nel numero di goal e la loro modalità. Il ritmo tuttavia cala inevitabilmente e le due squadre decidono di contenersi da un lato, diventare guardinghi almeno per salvare l’onore dall’altro con l’ingresso di Cataldi. Menzione speciale per Letizia, napoletano doc, entrato nel primo tempo causa infortunio di Antei. Sarri ne approfitta per far rifiatare Insigne e Callejon sostituiti da Giaccherini e Ounas, quest’ultimo al debutto in gare ufficiali con la maglia azzurra. In realtà il 4-0 parziale già potrebbe bastare soprattutto per i giallorossi che preferirebbero evitare un passivo pesante, ma decidono di infliggersi altro dolore sportivo grazie alla premiata ditta Chisbah-Venuti e i loro maldestri interventi rispettivamente su Giaccherini e Ounas, proprio i subentrati. Due rigori netti: Mertens si appropria della sfera negandola a Jorginho e porta il pallone a casa realizzando il celebre hat trick. Risultato finale 6-0: il Napoli vola a punteggio pieno e si prepara nel migliore dei modi al big match di mercoledì sera all’Olimpico contro la Lazio. Il Benevento resta ancora a secco e mercoledì alle 18 sarà impegnato al Vigorito in un’altra partita proibitiva alla vigilia: è già aperta la sfida alla Roma.

 

Andrea Cardinale

Fonte foto Official Twitter SSC Napoli