Dopo un primo tempo opaco, gli azzurri di Sarri ribaltano tutto in cinque secondi e sbancano l’Olimpico. Battuta una Lazio incerottata nel primo big match stagionale

ROMA – 54, 56, 59: terno sulla ruota di Napoli. Tre numeri, perché 92 non è previsto nella cabala nonostante sia servito per arrotondare. Risultato? Vittoria in rimonta, padroni di casa ferrigni sciolti come neve al sole nel secondo tempo complice, tra le altre cose, l’attenuante di una difesa precaria. Non è un alibi naturalmente. I ragazzi del comandante Sarri superano la prova dopo un primo tempo smorto e una ripresa arrembante, si aggiudicano il primo big match della stagione e proseguono la marcia punteggio pieno, manco a dirsi, insieme con la Juventus. È un Napoli fantastico, partito male e uscito alla distanza, capace di ribaltare una situazione complicata contro un ottimo avversario grazie a una reazione da grande squadra, completa, impiegandoci cinque minuti per cambiare l’inerzia di un match che ha vissuto due fasi completamente distinte. Pronti, via, biancocelesti più attivi, gli ospiti faticano ad entrare in partita. Le azioni più belle le fanno vedere Immobile e compagnia prima che uscissero fuori la classe e l’eleganza dei partenopei. Inzaghi accusa il primo colpo con l’uscita per infortunio di Bastos, ma non l’avvertirà nell’immediato. Alla mezz’ora Immobile salta Koulibaly e lancia De Vrij, il quale sforna un destro che insacca Reina e fa illudere i suoi, prima c’erano stato un legno colpito da una deviazione di capitan Hamsik su un corner battuto da Luis Alberto. E così, mentre Reina rischiava grosso beccando il giallo causa intervento su Immobile fuori area, lo slovacco centrava nuovamente il palo a parti invertite con Strakosha battuto. Callejon sfiorava il pareggio a due minuti dallo scadere del primo tempo, a mo’ di antipasto per quello che doveva ancora venire. La ripresa è di grande sarrismo, non c’è nient’altro da aggiungere. La difesa di Inzaghi va a pezzi dopo un altro forfait, quello di De Vrij, il più pesante forse, certamente quello decisivo. La regia difensiva dell’olandese mancherà all’intera squadra. Comincia a soffrire la Lazio, nulla può contro un avversario che ormai ha ricominciato a girare e rendere semplici le cose più difficili. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo Koulibaly si fa trovare pronto immediatamente dopo un primo intervento di Strakosha, poi Callejon firma il raddoppio a conclusione di un’azione chimerica. Il terzo goal – sei minuti prima il risultato era fermo ancora sull’1-0 – è una meravigliosa perla di Mertens, un pallonetto capolavoro da posizione piuttosto defilata. Credeva di averla spedita in fallo laterale l’estremo difensore biancoceleste, ma si è trovato costretto a raccoglierla dalla porta da lui difesa. Tre schiaffi tremendi, una Lazio tramortita, mentre gli azzurri trovano anche il modo di sfiorare il quarto goal con la traversa centrata da Insigne su deviazione decisiva di Strakosha. I minuti scorrono, anche Basta alza bandiera bianca, Sarri provvede alla solita girandola di cambi e fa rifiatare Hamsik, anche questa sera in crescendo. La quarta rete, cercata e inseguita, è ottenuta in pieno recupero dal rigore trasformato da Jorginho. Il Napoli vince 4-1 mandando in onda al mondo intero una straordinaria prova di forza, Inzaghi deve arrendersi a una serie di infortuni che ha inevitabilmente condizionato l’andamento dei suoi nel match, ma non ridimensiona una squadra in grado di dare filo da torcere a tutte le big.

 

Andrea Cardinale

Fonte foto Official Twitter SSC Napoli