E’ deceduto oggi a Caserta uno dei più grandi goleador della storia del calcio campano degli anni settanta del secolo scorso. Ha militato con la Casertana e l’Internapoli. Ha sfiorato la Serie A indossando la casacca rossonera del MIlan ma solo nella Coppa delle Alpi

CASERTA [Massimo Iannitti (testo), Fabrizio Schmid (statistiche)] | Caserta calcistica ha cominciato la sua settimana con un enorme dolore: nella giornata di oggi ci ha lasciato Marco Fazzi, indimenticato attaccante dei falchetti negli anni Sessanta e Settanta. Al centravanti, genovese classe 1941, sono legati tantissimi ricordi dei sostenitori rossoblù più avanti con gli anni. Ma anche quelli più giovani sono cresciuti col mito, ora leggenda, di Marco Fazzi.

Arrivato nell’estate del 1968 a Caserta dal Savona, dopo essere stato vicinissimo al passaggio al Milan, l’attaccante ligure ha legato il suo nome a quello della Casertana per un decennio, fino al campionato di serie D 1977-1978 ad eccezione della stagione 1971-1972 quando passò in prestito alla Reggina. I numeri parlano di 293 presenze in campionato con la Casertana a cui aggiungere altri 26 incontri in Coppa Italia e 106 reti complessive.

Nella stagione 1969-1970 il suo passaggio al Napoli sembrava praticamente fatto: Fazzi era reduce da un ottimo primo campionato in serie C con la Casertana dove aveva messo a segno tredici reti. I falchetti erano stati anche promossi nella categoria cadetta prima di vedere vanificata la loro impresa dalla presunta “combine Selmo-De Togni” che portò alla successiva penalizzazione ed alla “Rivolta del pallone” del settembre 1969. Chiude la sua carriera da calciatore nell’Internapoli nel campionato di Promozione stagione 1979/1980. Lo ricordiamo anche come allenatore in diversi club tra cui Casertana, Marcianise (Rifo Sud), Gladiator, Puteolana, Portici, Boys Caivanese tra le altre. 

Lo paragonarono anche a Nordhal (ex grande bomber del Milan, squadra con cui Fazzi disputò anche due gare nella Coppa delle Alpi) per un suo splendido gol al Marsala il 5 gennaio 1969 e avrebbe sicuramente meritato di gioca­re in categorie superiori. E’ rimasto invece a Caserta, conquistato da una città che gli ha dato anche una moglie e un lavoro e della qua­le si sente ormai figlio.

Fazzi, convinto anche dal presidente Moccia, restò a Caserta e fu il principale  protagonista della promozione della Casertana in serie B. Un gesto d’amore verso la maglia rossoblù e verso la città di Caserta dove si era ormai trasferito e dove ha finito i suoi giorni.

Ora non sono in pochi quelli che vogliono rendere onore a Marco Fazzi per il suo attaccamento alla Casertana ed a Caserta. Appare doveroso chiedere all’Amministrazione del capoluogo di Terra di Lavoro di intitolare lo stadio cittadino all’indimenticato centravanti.