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I voti del tecnico sannita alla squadra di Baroni tornata da Verona con le pive nel sacco

Con chi ce la vogliamo prendere. Se l’arbitro e mi fermo qui altrimenti dovrei cantargliele quattro; dicevo, se l’arbitro non avesse espulso frettolosamente il centrale ANTEI (voto 6), autore di una buona prova fino al 37 minuto di gioco, forse staremmo parlando di un’altra partita. Purtroppo e sottolineo purtroppo siamo vittime predestinate dove vige la legge del più forte e visto che noi siamo gli ultimi arrivati ma quelli che più fanno ridere ci viene preservato un trattamento osceno. Detto questo, che risulta essere il pensiero di tanti, c’è un’altra legge incontrovertibile che è quella legata ai risultati. Dopo 9 sconfitte di fila bisognerebbe non difendere più a denti stretti la preda perchè questa potrebbe morire tra le fauci. Sarebbe meglio lasciarla andare a leccarsi le ferite in un ambiente più familiare. In poche parole è arrivato il momento che Vigorito faccia sentire, sotto i piedi di BARONI (voto 4), qualche scossa di terremoto che lo faccia vacillare come buon uso e costume degli ambienti calcistici. Un po’ più Zamparini. Ormai la dialettica toscana non fa più appeal nello spogliatoio giallorosso, forse ci vorrebbe un viso più scafato dalle esperienze, che non vuole fare brutte figure e che soprattutto sappia prendere a muso duro i suoi atleti perchè ad oggi è quello che meritano. Non scherziamo, i giocatori c’entrano poco in questi discorsi, come si dice in gergo “i guai della pignata li sa la cucchiaia”. Il presidente Vigorito sa tutto. Sa perfettamente che qualche tempo fa avrebbe dovuto mandare via il direttore sportivo Di Somma per incompatibilità con l’ambiente, sa perfettamente che siamo diventati gli zimbelli d’Europa e bisogna decisamente investire di più se ci si vuol salvare, sa perfettamente che con i risultati alla mano avrebbe dovuto esonerare Baroni. Sa tutto il presidente Vigorito. Come sa che potrà fidarsi di DJMSITI (voto 6) per la sua voglia di emergere, di VENUTI (voto 5,5) per il suo attaccamento ai colori sociali, di LETIZIA (voto 6) per la sua incessante corsa, di CHIBSAH (voto 5,5) per la sua continua caparbietà, di CATALDI (voto 6) per il suo senso della posizione, di LOMBARDI (voto 6) perchè si sta sacrificando tanto, di PARIGINI (voto 5,5) perchè ha bisogno solo di più spazio, di GYAMFI (voto 6) perchè sempre attento ed ordinato. Il presidente Vigorito sa tutto. Al di la delle prestazioni dei singoli che hanno sudato fino al novantesimo con un uomo in meno a Vigorito sfugge una piccola cosa. Il popolo giallorosso è stufo di non sapere. Di non sapere perchè non gioca Belec ma BRIGNOLI (voto 5) evidentemente ancora in fase di shock dopo l’amichevole estiva di Vasto, di non sapere perchè si era detto che MEMUSHAJ (voto 5,5) era stanco dopo le due gare giocate con la nazionale albanese ed invece lo abbiamo rivisto in campo quando sulla panca sedeva l’osannato Viola che neanche è subentrato, di non sapere perchè l’evanescente IEMMELLO (voto 4,5) non è stato sostituito per un più fresco Puscas o Coda, di non sapere perchè ARMENTEROS (voto ng) si trova a Benevento, di non sapere perchè CICIRETTI (voto ng) è stato fuori tutto questo tempo, di non sapere perchè D’Alessandro è di nuovo fermo ai box, di non sapere perchè questa squadra è falcidiata dagl’infortuni, di non sapere perchè capitan Lucioni oggi è l’unico che sta pagando. Vigorito sarai contento? Il prossimo anno quando con Di Somma dovrete rifare la squadra nessun atleta vi potrà dire: “Dove si trova Benevento?”. Ora ci conoscono tutti.

Foto: Mario Taddeo