Il numero uno parla della sua esperienza vesuviana, delle qualità del gruppo, delle avversarie e di cosa serve per vincere il campionato

La saracinesca del Pro San Giorgio. Mario Uliano è una delle armi della formazione vesuviana, un portiere che sa come vincere (reduce dalla vittoria a Ponticelli lo scorso anno), che è uno dei punti fermi del team allenato da Pascucci e uno dei portieri più apprezzati della categoria in un team che condivide la vetta insieme a San Marzano e TorreseIl proge. Un giocatore di categoria superiore “prestato” alla Prima Categoria per scelta personale, per dedicarsi alla famiglia e perchè come lui spesso dice: “ad agosto voglio dedicarmi ai miei figli e a mia moglie piuttosto che andare in ritiro”.

Mario primo anno per il Pro San Giorgio in una categoria nuova, siete ai vertici, te lo aspettavi?

“Non mi aspettavo sicuramente questa posizione in classifica, l’obiettivo della società quando ho firmato era di disputare un campionato tranquillo, anche se confesso che già dai primi giorni di allenamento vedevo ottima determinazione e partecipazione di un gruppo già forte dello scorso anno, che con i nuovi innesti è migliorato sempre più. I risultati hanno poi confermato quello che pensavo e ad oggi stiamo veramente facendo qualcosa di importante che ci permette di trovarci lassù”.

Progetto pulito, gruppo storico, quale è il segreto del Pro San Giorgio?

“Il progetto Pro San Giorgio mi ha affascinato sin dall’inizio, un progetto che da vari anni la società di Carmine Astuni sta portando avanti puntando al calcio che conta, nonostante le grandi difficoltà in una realtà cittadina che la vede un po’ emarginata. Con l’aggiunta del ds Genny Paladino, persona che ringrazio di grande competenza ed umanità, del vice presidente Carmine Scarpitella coordinati dal tecnico Vincenzo Pascucci, quest’anno si sta cercando di valorizzare ancor di più l’obiettivo, grazie soprattutto alla loro esperienza, per cercare di fare avvicinare a questa società persone che vogliono investire e sostenere la causa Pro San Giorgio creando un progetto quanto più stabile e ambizioso possibile”.

Dal punto di vista sportivo, siete in vetta, ma quale è l’obiettivo stagionale?

“Adesso che siamo in vetta c’è tanto entusiasmo da parte di tutta la squadra e lo staff, stiamo lavorando duramente perchè siamo consapevoli che questa posizione ti mette in condizioni che tutti vogliono prendersi la soddisfazione di battere la capolista e non bisogna mai calare di ritmo e concentrazione. Fino ad oggi non ho visto nessuna squadra metterci in serie difficoltà, il nostro gioco (da numeri e statistiche) è quello più prolifico del campionato e ci dà enorme consapevolezza della nostra forza. E se ci troviamo ai vertici è nostra intenzione rimanerci e giocarcela con tutti fino alla fine”.

Quali sono le vostre avversarie?

“Da quello che ho visto fino ad oggi, considerando il mercato di riparazione e la classifica attuale, mi viene da dire in primis la Torrese. Siamo in attesa di giocare tra 15 giorni con il San Marzano che ritengo una delle squadre più organizzate insieme al San Gennarello. In verità sono convinto che il nostro unico avversario siamo noi stessi, perchè quando siamo concentrati e mettiamo in campo i consigli tattici del nostro allenatore è difficile per tutti batterci”.

Cosa pensi dell’attuale campionato e cosa serve per vincerlo?

“Credo sia formato da ottime squadre, che hanno cominciato il torneo con rose importanti sulla carta ma che hanno deluso le aspettative. Mi aspetto tante sorprese proprio da queste che sono giù in classifica, credo che faranno un girone di ritorno dove concederanno pochissimo alle avversarie. Per la Pro San Giorgio ritengo serva un pizzico di fortuna che non fa mai male e quel pizzico di maturità in più essendo una squadra giovane, ovviamente serve mantenere questo spirito e la mentalità vincente soprattutto nei momenti difficili che ci aspettano e che sicuramente verranno, dove dovremo farci trovare pronti per arrivare fino alla fine e pronunciare quella parola che noi difficilmente pronunciamo per scaramanzia, ma a cui crediamo fortemente tutti: società, staff e calciatori”.