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Un girone d’andata con poche presenze e senza gol, da dicembre sei gol in otto partite e, caso vuole, che ogni volta che è andato in rete l’Aversa ha fatto punti, undici su venti

Mirko Giacobbe sta facendo la fortuna dell’Aversa. Forse è un caso, come dice lui, ma da quel 4 dicembre, giorno dell’esordio con la maglia granata, a sabato scorso, ogni volta che ha segnato la sua squadra non ha perso, portando a casa undici punti sui totali venti realizzati.

Mirko, questa seconda metà della stagione è decisamente più esaltante rispetto alla prima quando hai vestito la maglia dell’Ercolanese.

A Ercolano mi sono trovato bene, nulla da dire sulla società, il presidente è un’ottima persona che mi ha pagato fino all’ultimo centesimo. Nulla da dire neanche con l’ambiente, ottimo i rapporti con i tifosi, con i compagni di squadra (che sento spesso), con il direttore Mignano. Solo con l’allenatore non c’è stato feeling sull’aspetto tecnico e questo bisogna accettarlo, è contemplato che un allenatore non ti faccia giocare, ognuno deve fare il suo lavoro.

Infatti hai giocato solo dieci volte. Forse nel 4-3-3 di Squillante era difficile collocarti.

Sì, solo dieci presenze e con un minutaggio minimo, tranne una da titolare. La posizione in campo potrebbe essere un motivo che non mi ha aiutato.

Con Marasco ad Aversa, invece, hai trovato la giusta dimensione.

Qui abbiamo variato moduli: abbiamo giocato con il 4-4-2, il 3-5-2 o il 3-5-2 e io faccio la seconda punta. Oggi è difficile trovare la squadra che gioca con il mio ruolo, il trequartista, e chi ricopre questo ruolo deve fare la seconda punta.

Ogni volta che hai segnato con l’Aversa, hai portato punti alla squadra.

Forse è un caso ma è così. Quando sono venuto a dicembre (con gol all’esordio nell’1-1 in casa con il Picerno con dedica speciale in foto, ndr) avevamo nove punti in classifica ed ora siamo a venti. Durante il calciomercato sono arrivati anche altri validi calciatori come Platone (anch’egli proveniente da Ercolano, ndr), Romano, poi c’è Pezzella, Varriale, Maiellaro. Marasco, che è stato un grande giocatore, come allenatore ha nuove idee. Speriamo di continuare così perché la città lo merita, Aversa deve vivere altre situazioni. Sono venuto qui nella sessione invernale del calciomercato – prosegue Giacobbe – perché mi ha voluto Corvino, che conoscevo già quando era azionista della Casertana, e mi ha convinto pur se la situazione in classifica non era facile. Un altro motivo per cui ho accettavo Aversa è perché qui sono di casa: abito a pochi chilometri e i miei lavorano qui da anni, ho amici e conoscenti“.

Ora avete un tris di partite per nulla facile: Altamura in casa, poi due trasferte difficilissime con Potenza e Cerignola.

Sarà molto difficile ma dobbiamo cercare di dare il meglio. Tra l’altro abbiamo due trasferte consecutive.

L’anno scorso facevi parte di quella bella squadra della Frattese. Come hai vissuto la fine, avvenuta in estate, di quella bella avventura?

A Frattamaggiore mi sono trovato molto bene. Avevamo una grande squadra e io arrivai a dicembre. Mi sarebbe piaciuto restare a Fratta ma la piazza non voleva più il presidente. Purtroppo non ci sono state le condizioni per giocare là. Lo Ianniello è uno dei campi più belli dove ho giocato e mi divertivo.