Il patron della Puteolana 1902 vede il recupero con il Mondragone come il crocevia della stagione e ci spiega come immagina il futuro calcistico a Pozzuoli

“Pozzuoli una grande scelta, ma se non andiamo ai play off è un fallimento”. E’ un Carmine Franco pragmatico, un patron diverso rispetto ad agosto, scottato dall’anno complicato in Eccellenza ma sembra combattivo e volenteroso di far rinascere il calcio a Pozzuoli. Gli ultimi eventi lo hanno segnato, soprattutto le sconfitte interne della sua Puteolana 1902 con Afragolese, Giugliano e Savoia.

Presidente è arrivato un altro stop al Conte…

“Purtroppo le ultime due le abbiamo perse, anche se la delusione più grande resta quella con il Giugliano. Il Savoia è una formazione molto più attrezzata che ha giocato con la serenità dei forti, noi avevamo oggettivamente troppe assenze e non era facile”.

Mercoledì c’è il recupero con il Mondragone, possiamo dire che è il crocevia della stagione?

“Assolutamente, è la partita dell’anno. Ci ritroviamo in questa situazione dove nonostante i forti investimenti e un budget importante rischiamo tutta la stagione. E’ una gara verità, peccato arrivarci in maniera non ideale perchè se è vero che recuperiamo Guadagnuolo abbiamo però perso Caccia e non so mister Sarnataro cosa può più inventarsi in difesa, ai ragazzi mi sento dire di dare tutto quello che hanno. Inoltre occhio anche alla designazione di un arbitro che ci ha fatto già dannare e che mi auguro diriga senza errori”.

C’è il rischio di non disputare i play off, sarebbe un fallimento?

“Certo, sarebbe un grande fallimento mio personale e della squadra. Impensabile non disputare i play off, il più deluso sono io per questa situazione”.

Presidente ti senti di aver commesso qualche errore durante questa stagione?

“Certamente, ho gestito male la società e il primo colpevole sono io, anche i calciatori hanno le loro colpe, salvo solo il mister che è arrivato in ritardo ed ha lavorato con enormi difficoltà. Il problema principale è stato il reparto under, siamo costretti a cambiarli sempre perchè non abbiamo trovato una quadratura”.

Contento della scelta di Pozzuoli?

“Sì, è l’unica cosa giusta che ho fatto in questo anno sportivo, ha sempre risposto alla grande ed è l’ambiente ideale per me”.

Venivi dalla D, come ti è sembrata l’Eccellenza?

“Un campionato durissimo, troppe differenze tra le squadre, troppo dilettantismo, non è un campionato che mi piace ma non è semplice da vincere, la cosa che mi viene in mente è la difficoltà a reperire under senza un settore giovanile e che paghi durante la stagione”.

Si vocifera tanto che vai via da Pozzuoli a fine anno…

“Ho già detto che resto, certamente il tutto passa dalle decisione dell’Amministrazione e dalla possibilità di avere il campo in gestione. Pensare di fare un’altra stagione da zingari non è possibile, il futuro è avere il Conte o meno”.

Pozzuoli può tornare ai fasti di un tempo?

“Assolutamente, non so se sarà con me o senza. Dipende tutto dalla gestione del Conte, una promessa mi sento di fare ai tifosi: io non vado da nessuna parte, non farò calcio altrove e loro non resteranno senza. Il campo è il nodo cruciale su cui si gioca la partita, senza non è possibile improntare un progetto serio, ambizioso e duraturo. Noi aspettiamo che il sindaco si pronunci, le idee sono già chiare dipende solo dalla risposta dell’Amministrazione comunale su cosa vuole fare del calcio a Pozzuoli”.