La stagione al Mantova ha fatto conoscere le sue abilità in panchina anche fuori regione e dopo un’annata da incorniciare, il mister originario di Cervinara, è alla ricerca di una nuova esperienza magari di nuovo in Campania

CERVINARA (AV) – Reduce da un ottima stagione al Mantova, quarto posto nel girone C di Serie D, il mister Renato Cioffi racconta a Campania Football la sua esperienza fuori regione senza aver mai perso di vista il calcio campano seguito sempre con grande attenzione.

Partiamo da Mantova, ultima esperienza, quali sono stati i momenti più belli della stagione?

Di momenti belli in quest’ultima annata ce ne sono stati tanti, basti pensare che una squadra partita da zero è riuscita ad arrivare al quarto posto finale, riuscendo a far ricredere l’intera tifoseria che era molto scettica al mio arrivo. Resterà indimenticabile il saluto finale in cui ho ricevuto tantissimi applausi di ringraziamento ed apprezzamento. Approfitto per ringraziare la famiglia Mandara, gente del Sud che hanno un’attività di ristorazione nella quale mi hanno ospitato e trattato come uno di famiglia.

Cosa significa per un allenatore lasciare la propria città ed allenare fuori regione?

E’ prima di tutto un momento di crescita umana e professionale perché arrivi a confrontarti con altre realtà che mi hanno portato a trovare diversi spunti tattici. Poi allenare Mantova è stata una vera fortuna, in una grande piazza in cui si respira aria di grande calcio in tutte le sue sfumature, anche se alla lunga restare lontano dagli affetti un po’ mi ha condizionato.

Nonostante la lontananza è riuscito a seguire qualcuno dei campionati nostrani?

Si, nonostante tutto sono riuscito a seguirli quasi tutti, dalla Serie C all’Eccellenza soprattutto quella campana alla quale dedico sempre un’attenzione particolare.

La stagione 2018-2019 è alle porte cosa si aspetta da quest’annata?

Sul piano personale, mi auguro di trovare una società seria che abbia programmazione e strutture adeguate , al di là della categoria magari in Campania senza dover per forza andare fuori regione. Per quanto riguarda le varie categorie, mi aspetto che tutte le campane riescano a primeggiare nei rispettivi campionati.

In Campania continua ad essere molto forte il fenomeno dei titoli che passano, molto spesso, da una città all’altra, cosa pensa di questo particolare modo di fare calcio?

E’ assurdo, ormai non c’è più un’identità come era invece una volta. I tempi sono inevitabilmente cambiati e con essi anche le persone che hanno sempre meno passione e voglia di investire nel calcio, credo infatti che questo modo di fare andrà avanti ancora per parecchio tempo.

Quali potrebbero essere le riforme da apportare per rilanciare il calcio dilettantistico?

Prima di tutto, imporre alle amministrazioni locali di adeguare le strutture che molto spesso sono fatiscenti e poi la Federazione dovrebbe effettuare rigidi controlli nelle scuole calcio per fare in modo che queste non siano solo associazioni a scopo di lucro ma che siano attrezzate, con tecnici preparati, a istruire ragazzi da lanciare nel calcio.

C’è qualche calciatore del Mantova che porteresti a giocare in Campania?

Sicuramente, magari li potessi portare tutti, non faccio nomi per rispettare le società che li stanno trattando. Quello che più di tutti vedrei bene anche tra i professionisti è Franchini, un ’99 di proprietà del Chievo, in assoluto miglior “under” del nostro girone.

Infine una domanda sulla squadra della sua città, il Cervinara. Dopo l’unione con altri soci riuscirà finalmente ad approdare in Serie D?

Spero di si, ad oggi fare calcio da soli come ha fatto Ricci non è più possibile per questo va elogiato per quanto fatto finora. Sarà fondamentale, per i nuovi soci, capire lo spirito e la voglia dei tifosi cervinaresi senza fare promesse eclatanti che magari non riescono poi a mantenere.

Foto: la Voce di Mantova

Ionut Stefan Di Nuzzo – Domenico Colantuono