L’uomo mercato della società corallina parla degli obiettivi dell’ambiziosa società del presidente Colantonio e del mercato ancora in fermento nonostante i tantissimi colpi già ufficializzati

TORRE DEL GRECO (NA) – Dopo la tormentata stagione appena conclusa, la Turris sta conducendo un mercato di alto spessore per lottare sin da subito per un campionato avvincente fino alla fine. Per capire i progetti e le ambizioni coralline Campania Football ha contattato il direttore sportivo Antonio Governucci tra i fautori della rinascita della compagine di Torre del Greco. 

Otto operazioni di mercato già ufficializzate, quale di queste è stata la più complicata?

In realtà nessuna, erano tutti obiettivi che già avevamo prefissato. Facendo leva sul blasone della nostra società e su una tifoseria storicamente calda e grazie, soprattutto, alla nostra società in nessuna operazione abbiamo trovato difficoltà. Solo per Longo, che ho avuto il piacere di avere con me già al Gladiator dei record nella stagione 2012-2013, abbiamo dovuto battere una folta concorrenza, anche estera, ma memore dei buoni trascorsi con mister Grimaldi ha accettato quasi subito.

Guardando l’attacco della Turris, ci sono nomi “pesanti” che sicuramente esaltano in maniera particolare la tifoseria, Lei cosa ne pensa?

Credo sia un reparto completo un vero mix di tecnica e velocità, ognuno ha caratteristiche diverse dall’altro e tutti possono tornare utili a mister Grimaldi, sia i brevilinei che Guarracino, attaccante fisicamente più forte. Toccherà a loro infiammare la piazza con gol e giocate importanti e questo potrà avvenire solo restando umili e lavorando sodo perché la nostra è una maglia che pesa.

Tra i colpi mancati i nomi più altisonanti ci sono sicuramente Caso Naturale e Liccardo, quanto ha influito l’arrivo della famiglia Mazzamauro sul loro rifiuto di accettare la corte della Turris?

In realtà con loro c’è stata una semplice chiacchierata per capire la loro disponibilità e non credo che il presidente Mazzamauro, persona molto seria, abbia influito più di tanto. Decisivi sono stati i loro tentennamenti che mi hanno fatto virare su altri obiettivi, perché, senza mancare di rispetto a nessuno, noi siamo la Turris e approdare da noi deve essere una priorità non un’alternativa.

Purtroppo come spesso capita in questo periodo ci sono tanti titoli che “viaggiano” da una città all’altra, che idea si è fatta di questo fenomeno?

Credo che ognuno sia libero di fare ciò che vuole ma a pagare sono sempre i tifosi che, con tanti sacrifici, lasciano le loro famiglie per seguire la squadra della propria città o del proprio quartiere. Molto spesso però i presidenti non sono assistiti in maniera adeguata dalle amministrazioni che prima promettono e raramente mantengono, perché è davvero difficile fare calcio senza una propria casa o con strutture non attrezzate ma comunque costose.

Tornando al mercato, dopo gli otto colpi già ufficiali, la rosa la ritiene completa oppure necessita ancora di qualche rinforzo?

A breve ufficializzeremo ancora due o tre “over” più alcuni “under” importanti che già avevamo opzionato in precedenza.

Guardando ai gironi, preferisce giocare nel girone H con le pugliesi oppure nel girone I con le siciliane?

Personalmente credo che un girone vale l’altro, avendoli affrontati più volte li ritengo entrambi difficili ma non ho preferenze particolari.

La rosa costruita finora è altamente competitiva, con giocatori come Vacca reduce dalla vittoria con la Vibonese, quindi puntate ad un campionato importante?

Il nostro è un progetto costruito nella maniera più funzionale possibile al nostro allenatore, con calciatori che sono prima di tutto uomini seri. Non ci porremo limiti ma il nostro primo obiettivo resta mantenere la categoria poi di volta in volta alzeremo l’asticella puntando ad arrivare più in alto possibile senza ovviamente voler illudere la nostra piazza.

Lei ha avuto modo di conoscere tanti presidenti, durante la sua carriera, Colantonio che tipo di presidente è?

Colantonio è un grande uomo prima di essere un grande industriale ed ha tutto per essere un grande presidente. E’ una persona che non ci fa mancare mai niente ma pretende, giustamente, professionalità e trasparenza ed è molto ambizioso, mi ricorda un altro mio grande presidente Lazzaro Luce. E’ una persona molto equilibrata e il suo amore per la città è ricambiato dalla tifoseria.

Uno sguardo, infine, anche al suo recente passato, Santa Maria Capua Vetere è una piazza a lei molto cara, l’arrivo della famiglia Aveta può essere un trampolino di lancio per la rinascita del club neroazzurro?

Santa Maria Capua Vetere è la mia seconda città, ho vissuto grandi emozioni e ho ancora tanti amici lì. La famiglia Aveta non ho il piacere di conoscerla personalmente ma so che sono persone serie e per bene, questo è il tipo di persone che servono nel calcio. Mi auguro che possano tornare grandi perché i magnifici tifosi nerazzurri e tutta la città meritano di rivivere momenti magici e tornare quanto prima nel calcio che conta.

Ionut Stefan Di Nuzzo – Domenico Colantuono