Il capitano giallorosso Emanuela Autiero ha parlato della sua stagione, le tante difficoltà del Calcio Femminile e tanto altro

VILLARICCA (NA) - Continua la nostra di interviste per il panorama del Calcio Femminile. Nel campionato di Eccellenza, altra figura di rilievo è l’esperta centrocampista classe 1989 Emanuela Autiero in forza al Villaricca Calcio. Una stagione non facile per il capitano della società partenopea, ferma ai box già da dicembre per un brutto infortunio al ginocchio:

Che stagione è stata per lei?

“Questo è stato, come credo per tutti, un periodo strano e pieno di preoccupazioni. Per quanto riguarda la stagione, poteva essere l’anno della svolta per la mia squadra con cui ho cominciato dalla sua nascita. Abbiamo raggiunto obiettivi importanti mai conquistati prima come una semifinale di Coppa Campania ed un’ottima posizione in classifica rispetto agli anni scorsi. Sono stata un po’ sfortunata perché a dicembre ho subito un brutto infortunio al ginocchio per cui la mia stagione si è conclusa. Nella sfortuna doppia tra infortunio ed epidemia però, mi ritrovo a poter sperare di poter competere nella finale di Coppa Campania, competizione sospesa al momento. Al momento mi sto allenando da sola, ferma non riesco proprio a stare”.

Da capitano del Villaricca cosa si sente di dire?

“Essere per me capitano vuol dire fare da scudo alla mia squadra per qualsiasi problema o difficoltà che si incontri. Significa amare la maglia che si indossa sempre e comunque e significa essere un esempio di impegno e forza di volontà”.

Come nasce la sua passione e che difficoltà ha affrontato?

“La mia passione nasce da bambina ed ho trovato molte difficoltà ed enorme opposizione da parte della mia famiglia. Essendo poche le bambine della mia età a cui piaceva giocare a calcio (quasi nessuna), ero costretta a giocare con i maschietti e da lì poi altre difficoltà sui pregiudizi che mettevano in discussione la sessualità e la femminilità di una donna a cui semplicemente piace uno sport piuttosto che un altro. Adesso mi sembra proprio che le cose stiano migliorando per fortuna, ma per me che sono mamma nascono altri pregiudizi a cui una donna sposata va incontro soprattutto al giudizio degli estranei, ma la cosa non mi tocca e continuo volentieri a praticare lo sport da me tanto amato”.

Quanto è cambiato il Calcio Femminile?

“È cambiato tantissimo, soprattutto dal punto di vista sociale. Prima vedere una donna giocare a calcio era insolito e creava una serie di pregiudizi, che fortunatamente oggi stanno man mano scomparendo anzi, noto anche dell’entusiasmo e curiosità da parte di molti e questo mi rende felice. Molto però si deve fare da punto di vista politico, il Calcio Femminile per crescere ha bisogno di molta più pubblicità e di più spazio in tv. E penso che le critiche sarebbero positivissime, basti vedere l’effetto che ha fatto la Nazionale italiana femminile al mondiale recente”.

Ha già pensato al suo futuro?

“Prima di smettere di giocare a calcio dato che l’età avanza spero di vincere qualcosa di importante con la mia squadra del Villaricca”.

Cosa si aspetta dalla Federazione per tutelare tutto il movimento dilettantistico?

“Dalla federazione mi aspetto che aiutino le società, soprattutto il movimento femminile che già di per se ha sempre avuto serie difficoltà. Fare 10 passi indietro proprio adesso che stiamo cavalcando l’onda dell’entusiasmo generale sarebbe veramente una grande delusione. Il Calcio Femminile, come tutti gli sport dilettantistici sono fondamentali nella vita di tutte quelle persone che hanno vera passione, voglia di aggregazione, e a cui piace avere uno stile di vita sano. Spero che chi di dovere non sottovaluti l’importanza della categoria dilettantistica in italia”.

Chi merita di vincere il campionato del suo girone?

“In lotta ci sono Benevento e Independent ma penso che tra le due meriti di vincere il campionato il Benevento”.