Sono 50 le presenze di Germoni da professionista, 40 delle quali in Serie B con tre diverse casacche. Toccherà a lui ereditare il posto lasciato libero da Aktaou

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA) - Dopo due giorni di attesa è arrivato finalmente il comunicato della Juve Stabia, nel quale si annuncia che Luca Germoni è divenuto ufficialmente un nuovo giocatore delle vespe. I gialloblù hanno, così, deciso di puntare su un Under in difesa, per sostituire il partente Aktaou, lasciando così uno spazio libero nelle caselle Over, dove i tifosi sperano veder comparire il nome di un giocatore dalle grandi qualità che aiuti la squadra a raggiungere l’obiettivo stagionale: la promozione nella serie cadetta italiana.
Ma andiamo a dare uno sguardo al curriculum del 21enne ex giocatore della Virtus Entella.

Luca Germoni nasce a Roma il 1° settembre 1997. Passa la sua gioventù calcistica all’interno del settore giovanile della Lazio: entrato nel mondo del calcio grazie alla scuola calcio Romulea a sei anni, riesce quasi subito a conquistarsi un lascia passare per la scuola calcio laziale: ci impiega solo due anni.
Nato inizialmente come centrocampista centrale, ruolo ricoperto fino alla stagione 2013/2014 – ultimo anno passato nella categoria Allievi Nazionali – vedrà la sua vita cambiare durante la sua avventura nella Primavera biancoceleste, dove un allora ancora non tanto esperto Simone Inzaghi decide di relegarlo sulla fascia mancina, per sfruttare le sue qualità offensive. Proprie le sue doti offensive sono il fiore all’occhiello del terzino romano, che in attacco riesce a sfruttare perfettamente la sua falcata elegante e il suo delicato mancino. Ottimo anche nel contrastare gli avversari, ha però ancora molto da migliorare in fase difensiva, dipingendo così un quadro che lo vede somigliare molto alla new generation dei terzini mondiali, i quali sono molto bravi a spingere offensivamente, ma hanno anche molte lacune difensivamente.
Approda, quindi, nella Primavera della Lazio nel 2014, squadra nella quale dovrà combattere duramente per guadagnarsi il posto da titolare, vista la concorrenza di Seck. Ma la sua determinazione e un infortunio del giocatore precedente, gli consegnano le chiavi della difesa laziale, che quell’anno andranno vicini a vincere il double in Primavera – vittoria in Coppa Italia, ma sconfitta, ai rigori con il Torino, nella finale delle Final Eight di campionato.
Dopo due stagioni, e 42 presenze, in Primavera sembra essere arrivato il momento del grande salto: il romano viene inserito nella rosa della prima squadra e partecipa al ritiro pre-campionato dei biancocelesti.
La gioia dura poco, poiché il 25 agosto 2016, con al Serie A oramai alle porte, Lotito decide di mandarlo in un’altra categoria per farlo abituare al calcio professionistico italiano. Approda così alla Ternana, dove gioca ben 29 presenze, le quali gli consentono di crescere anche a livello calcistico: arrivato a Terni come terzino sinistro e in occorrenza anche esterno di centrocampo, si ritrova alle volte a giocare da centrale difensivo, non sfigurando affatto nella nuova posizione assegnatagli.
Tornato in estate alla casa base, Germoni è sicuro che la sua occasione non sia ancora arrivata. E infatti la società conferma i pensieri dell’allora 19enne, quasi 20enne, che viene spedito nuovamente in Serie B, questa volta alla corte prima del Parma e in seguito del Perugia, con i quali colleziona solo undici presenze complessive.
Terminata la stagione 2017/18, Luca torna nuovamente a Roma, dove Inzaghi decide ancora che non è arrivato il suo momento e perciò va mandato via un’altra volta. Si arriva così al suo approdo, in estate, alla Virtus Entella, con la quale ha disputato ben dieci presenze. Nonostante il numero sembri basso, esso è considerevole nell’istante in cui si prende in considerazione il fatto che la Virtus Entella ha disputato quest’anno solo 15 incontri di campionato, a seguito dello scandalo Cesena+Ripescaggi.
Insomma, Fabio Caserta sembra avere tra le mani una pedina molto intrigante, vista la sua propensione all’attacco, che permetterebbe, in caso di eventualità, di cambiare schema tattico in corso d’opera – casomai passando da un 4-3-3 iniziale ad un 3-5-2 o un 3-4-3.

Foto credits: Juve Stabia Facebook Account