L'attuale CT della Nazionale ungherese è stato protagonista in Campania prima della svolta raggiunta in terra magiara

BUDAPEST - Una lunga gavetta, passata anche per la Campania, e la consacrazione lontano dall’Italia. L’incredibile storia di mister Marco Rossi attuale CT della nazionale ungherese ha raggiunto il suo apice nella serata di ieri con i magiari approdati ai prossimi campionati europei dopo la gara di spareggio contro l’Islanda vinta in rimonta (2-1).

Il tecnico che in Italia ha sempre allenato in Lega Pro (una stagione in Serie D allo Spezia, ndr), non è riuscito ad affermarsi nemmeno in Campania, avendo allenato nella stagione 2009-2010 la Scafatese subentrando alla ventunesima giornata a Pasquale Esposito traghettando i canarini alla salvezza ottenendo 19 punti in 14 gare (cinque vittorie, quattro pari, cinque sconfitte). Nella stagione successiva il tecnico piemontese resta in Campania salendo in Lega Pro Prima Divisione assumendo la guida tecnica della Cavese, la stagione si rivelerà complicata per i metelliani che dovranno far fronte al pesante handicap di sette punti di penalizzazione. Nonostante i 26 punti ottenuti nelle prime 23 giornate (sei vittorie, otto pareggi, nove sconfitte) il tecnico verrà sollevato dall’incarico terminando cosi la sua esperienza in Campania e in Italia.
Dal 2012 infatti Rossi vola in Ungheria diventando il tecnico dell’Honved vincendo, alla terza stagione sulla panchina biancorossa, il titolo con la formazione ungherese, vittoria che mancava alla formazione di Budapest da ben 24 anni. La vittoria del campionato gli vale la panchina d’oro della FIGC per gli allenatori che si sono distinti all’estero dopodiché vola in Slovacchia portando il Dunajska Streda al terzo posto, raggiungendo il miglior risultato della storia del club.
Nel 2018 assume la guida della nazionale ungherese e nel giro di due anni riesce a riportarla agli europei tagliando un traguardo storico visto che i biancorossi non avevano mai disputato due campionati europei consecutivi.

Una gran bella soddisfazione per un tecnico che ha sempre faticato a trovare la consacrazione in Italia, nonostante i discreti risultati ottenuti, diventando così un esempio vivente di “nemo profeta in patria”.

 

FOTO: Fanpage