Il giovane cresciuto nel vivaio aquilotto si è ben disimpegnato contro la Paganese ripagando la fiducia di Modica. Claudio De Rosa nel finale gli ha ceduto la fascia di capitano
“Nemo propheta in patria” è un’espressione già sdoganata da un bel pezzo. Per capire se siano davvero finiti i tempi in cui per raggiungere la gloria i vari Salsano, Sergio, Rispoli, Schiavi, Coda dovevano fare le valigie e partire per altri lidi, più organizzati, lungimiranti e danarosi, ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma vedere un cavese indossare la maglia aquilotta non è ormai più cosa rara.
È successo con una certa frequenza negli anni scorsi, tra i dilettanti prima regionali e poi nazionali, e la “prima” tra i professionisti, anche se in una gara di Coppa Italia, ha confermato la felice tendenza.
Contro la Paganese di cavesi in campo ne sono scesi addirittura due e, ulteriore motivo di orgoglio, si sono scambiati pure la fascia di capitano nei minuti finali del derby. Per Claudio De Rosa, il match di Coppa è stato un ritorno in Terza Serie dopo ben 15 anni. In C1 aveva totalizzato appena 2 presenze a ventidue anni con il Foggia, nella stagione 2003/04, e 3 nel torneo precedente con la Nocerina. Il resto della carriera, decisamente al di sotto di attese e potenzialità tecniche, l’ha speso in larga parte tra C2 e Serie D. Per “CDR 10” l’emozione di (ri)calpestare l’erba del “Simonetta Lamberti” tra i professionisti è stata fortissima, come quella provata dal giovanissimo Christian Nunziante, che quasi non credeva alle sue orecchie quando Modica lo ha chiamato a sostituire l’infortunato Buda dopo appena un quarto di gara.
Ha giocato da interno di centrocampo il ragazzino cresciuto nel vivaio aquilotto, reduce da una breve ma positiva esperienza nella Primavera del Foggia. Una novità assoluta per lui, impiegato sempre da attaccante esterno.
Nunziante è un classe 2000. Mentre lui veniva al mondo, De Rosa – allora diciannovenne – già portava a termine il suo primo campionato di C2 con la Battipagliese.
Domenica scorsa si sono ritrovati a giocare fianco a fianco e, nel finale, quando Modica ha sostituito l’esausto Claudio con Sciamanna, si è consumato forse il momento simbolicamente più importante, con quella fascia di capitano sistemata dall’esperto capitano sul braccio sinistro del ragazzino con la maglia numero 14. Un passaggio di consegne in piena regola. Una sorta di investitura urbi et orbi. Una pubblica incoronazione che il giovane Nunziante ricorderà a lungo.
CAVA DE' TIRRENI (SA) - Nunzio Siani






