Il tecnico torna sulla dolorosa scelta di lasciare i tigrotti, parlando della sua esperienza e dicendo la sua sul finale di campionato dove vede il Giugliano favorito

NAPOLI - Antonio De Stefano rompe il silenzio. L’ex allenatore del Giugliano, dimessosi da una settimana in seguito alla sconfitta ai rigori in finale di Coppa Italia, ha rilasciato in esclusiva a Campania Football le sue prime dichiarazioni dopo la fine del rapporto con il club gialloblù. “Torno a parlare dopo giorni sofferti – esordisce il tecnico napoletano -. Vivo il calcio con immensa passione e interrompere un’avventura anzitempo fa male. Ho pensato tanto a quello che è successo e con alle spalle una settimana di riflessione sto iniziando a metabolizzare. Innanzitutto ringrazio il presidente Sestile per avermi scelto a inizio stagione, e saluto con affetto i tifosi, la società e i calciatori per aver condiviso con me questo percorso. Detto ciò – prosegue De Stefano – voglio specificare i motivi che mi hanno portato alle dimissioni. Lasciare una squadra in piena lotta per la vittoria del campionato non è facile, ma la sconfitta in finale di Coppa è stata un boccone amaro da mandar giù: c’erano duemila persone alle mie spalle, volevo regalargli un sogno ed invece è andata male. Un campo impraticabile, che non ci ha consentito di giocare da Giugliano, e la lotteria dei rigori ci hanno condannato, ma mi assumo le mie responsabilità perché con il senno di poi posso affermare tranquillamente di aver commesso degli errori nella gestione della partita. A quel punto ho sentito che qualcosa si era rotto, che l’ambiente non aveva più fiducia in me. Sono un passionale e so di poter dare tutto me stesso solo se mi sento amato, ma se questa condizione viene meno, allora non riesco a dare il 100% ed è giusto fare un passo indietro. Dopo Fratta ero convinto che il Giugliano avrebbe potuto vincere il campionato, c’erano in palio ancora tanti punti ed infatti la Frattese è crollata a Bacoli riaprendo i giochi ed ora dovrà gestire un momento di difficoltà a cui non è abituata. Ho deciso di farmi da parte perché il Giugliano era ed è in corsa per vincere, e l’alone di negatività che si era creato intorno alla mia figura non avrebbe aiutato nel raggiungimento dell’obiettivo. Lascio quindi con la coscienza a posto – afferma De Stefano -, consapevole di aver commesso degli errori, ma chi non lavora non sbaglia e ne faccio tesoro per il futuro. Il calcio è particolare, a volte si vince o si perde per questione di centimetri. So perfettamente che con i se e con i ma non si fa la storia, ma parliamo di una squadra che in tre giorni ha pareggiato a Fratta con una traversa incredibile colpita al 90′ e ha perso una finale ai rigori. Gli episodi sono una lotteria, possono ergerti a fenomeno o farti sprofondare. Se quel tiro di Manzo a Fratta fosse finito un centimetro più in basso, oggi staremmo parlando di tutt’altra cosa… In ogni caso non si può parlare di fallimento, poiché gli episodi sono opinabili, ma i numeri no: se il Giugliano è lì a lottare per il primo posto è perché abbiamo perso la prima e unica partita in campionato il 23 dicembre, non abbiamo mai perso uno scontro diretto, lascio con il miglior attacco ed il capocannoniere del campionato. Senza dimenticare la finale di Coppa che mancava da 24 anni. Giugliano merita la serie D, è comprensibile che lì ci si aspetti sempre il massimo, ma come eravamo a lottare con la Frattese che non aveva dalla sua i favori del pronostico, è anche vero che siamo stati dall’inizio davanti a Gladiator e Afragolese, le quali partivano con le nostre stesse credenziali. I campionati si vincono ad aprile e sono convinto, oggi come una settimana fa, che il Giugliano alla fine sarà davanti a tutti. Mi dispiace che sia finita prima del tempo – conclude De Stefano -, rifarei la stessa scelta di inizio campionato così come quella di dimettermi dopo la finale. E’ giusto così ed è giusto che ognuno vada avanti per la propria strada. Da parte mia, senza rancore e con un forte in bocca al lupo al Giugliano”.