Lo sfortunato calciatore del Lioni parla del suo infortunio, delle carenze dei soccorsi e del calvario che lo attende

LIONI - “L’atteggiamento dell’arbitro è stato umanamente vergognoso”. Raffaele Capone ripercorre i momenti del suo infortunio in una lunga intervista ai colleghi di User tv, non risparmiando critiche feroci al fischietto Liberato Maione della sezione di Ercolano che secondo lo sfortunato calciatore ha peccato di umanità. “Ricordo tutto dell’incidente, nato da un calcio di rigore che non c’era, poi è stato un incidente di gioco e sono rimasto con la gamba a terra spezzata e strillavo per il dolore. Sono rimasto colpito in negativo dall’atteggiamento vergognoso dell’arbitro, non contesto le decisioni di gioco ma la sua umanità, ha chiesto al massaggiatore di mettermi fuori per riprendere il gioco. Quando si è reso conto che la gamba era rotto si è girato ed è andato via”. Un appunto anche alla sicurezza: “Mancava l’ambulanza, è arrivata dopo 20 minuti, c’era solo un medico sul campo ed era anche pediatra. Ero dispiaciuto per i miei compagni che erano preoccupati e mi vedevano soffrire, non è possibile che su un campo di calcio manchi l’ambulanza, è stato un calvario. Non ho ricevuto nemmeno una flebo, è stato brutto, bisogna rimediare a queste carenze”. Infine parla del suo infortunio e della vicinanza del suo club: “Sono stato operato di urgenza, dovrà portare dei ferri per 4/5 mesi, mi sono sentito anche con il calciatore del Castel San Giorgio che mi ha chiamato, ringrazio tutto il club, tutti erano qua domenica e mi sono stati vicino, sono stati straordinari”.