Il tecnico spiega le ragioni della sua decisione e parla di tutto con grande attenzione al fenomeno dei social e al mondo degli allenatori

NAPOLI - Savio Sarnataro cuore d’oro. Gesto bellissimo e di grande riflessione quello del tecnico ex Albanova e Puteolana 1902 che ha deciso di devolvere il ricavato della sua vertenza in beneficenza e in particolare ad un orfanotrofio di Napoli. È sicuramente un atto di amore meraviglioso, aggiungiamo più unico che raro, ma chi conosce l’uomo Savio Sarnataro non si stupisce considerando la levatura umana e morale del tecnico, anche se le motivazioni accendono un faro sul nostro calcio malato. Con il tecnico è stata anche l’occasione di parlare di tutto e di una stagione che è ormai alle porte, con uno degli allenatori più giovani e preparati che ha saputo compiere miracoli sportivi tanto da meritarsi l’etichetta di mister play off per gli straordinari risultati con Portici, San Giorgio e Puteolana 1902 e che meriterebbe categorie superiori per la grande preparazione che lo contraddistingue oltre a saper essere un leader riconosciuto e amato nello spogliatoio.
Mister hai scelto di donare la tua vertenza in beneficenza, come mai?
“La vertenza con la Puteolana non è una questione piacevole, ci sono però accordi economici e altri di rendimento che si prendono e vanno rispettati da parte di tutti, presidenti in primis passando per noi tecnici giocatori etc etc, non è certo tramite vertenze o innumerevoli telefonate che bisogna ricordare il pattuito, è questione di essere uomini. Personalmente, pagato il mio staff, la mia quota sarà devoluta in beneficenza non certo perché posso farne a meno ma perché le strette di mano una volta valevano più di una carta scritta, venuta meno quella la vertenza è solo questione di dignità senza andare oltre in inutili polemiche”.
Mister tra poco si parte e diciamo tu come molti tuoi colleghi cominci dai box…
“Voglio fare un grosso in bocca al lupo verso tutti coloro che saranno ai nastri di partenza. Non sono tra quelli che brama in attesa dell’esonero di qualche collega, da allenatore so quanto sia sempre più difficile questo ruolo, sempre più soli contro le opinioni opinabili di tutti, di emotività che cambiano rapidamente e di continui attacchi a mio avviso molto fuori luogo da estranei al rettangolo di gioco e dalle vere dinamiche di spogliatoio del momento. Il calcio a mio parere sta cambiando sempre più dove i social eccessivamente utilizzati stanno prendendo, o forse già lo hanno fatto, il sopravvento sulla competenza, io sono tra quelli che preferisce investire il proprio tempo in rapporti diretti o per aggiornarmi. Purtroppo debbo sottolineare che questo non è quello che si chiede oggi ma del resto ognuno sceglie la propria strada, in passato erano i giornalisti mediante giornali o altro a raccontare, ora c’è un proclamarsi spropositato che tozza poi con la realtà”.
Mister sei stato vicino a molte panchine, come mai non si è concretizzato nulla?
“Quest’anno con molta sincerità devo fare un po’ di mea culpa per essere rimasto ai box, ho avuto 4/5 richieste concrete, e quindi la meritocrazia riesce ancora stringendo i denti a sopravvivere da qualche parte, dove avevo solo da scegliere e invece ho forse temporeggiato oltre misura per avere quelle garanzie di poter lavorare in serenità secondo le mie caratteristiche. Qualcuno mi ha deluso molto, essere corretti in questo ambiente è controproducente, mentre con altri ho avuto il piacere di conoscere e di confrontarmi, certo è che tutte sono andate sui giocatori da me elencati, almeno vorrà dire che con piacere sono stato utile per altri. Anche questa è stata una esperienza formativa e comunque positiva nonostante sarò spettatore”.
Mister che ne pensi del prossimo campionato?
“Credo che ne vedremo molte, non sono molto convinto del mercato delle squadre così in generale senza scendere nei particolari né mancare di rispetto a nessuno, è solo un mio punto di vista, una piccola scommessa con me stesso per vedere se ci ho visto bene”.
Oltre ai risultati sportivi che sono sotto gli occhi di tutti, il merito di Sarnataro è di rimanere nei cuori delle persone…
“La vittoria più grande è essere chiamato molto spesso da coloro con cui ho avuto il piacere di collaborare o allenare e tutti hanno avuto con gran soddisfazione un rendimento altissimo e questo fa sì di essere rimasti legati al sottoscritto e soprattutto al mio staff che è sempre saputo essere professionale, allegro, creare quella che si chiama empatia che è il segreto del raggiungimento di un lavoro”.
Mister in ogni caso il tuo bilancio personale è più che positivo…
“Io mi sono molto ma molto divertito in tutte le mie esperienze e con me tutti quelli che abbiamo lavorato insieme restando molto uniti nonostante per forza maggiore le strade poi si sono divise. Vengo dalla gavetta, dal settore giovanile scalando un po’ tutte le categorie e questo è un bagaglio che mi ha reso anno dopo anno sempre migliore, consapevole degli errori commessi di cui ne ho fatto sempre tesoro, non sono piaciuto a qualcuno ma a tantissimi sì e l’importante è che la bilancia penda dalla parte giusta. Fortunatamente riesco ancora a non farmi condizionare dalle rivalità, dall’adrenalina e lascio il tutto ai famosi 90′ e al triplice fischio, anche se per molti non è cosi ma ripeto ognuno sceglie la propria via”.
Mister e il tuo futuro?
“Andrò a gustare del buon calcio in giro con tanta serenità”.