Il consulente napoletano parla dell'emergenza, delle soluzioni ed ha parole al miele per Antonio Trovato e mette in guardia i calciatori

NAPOLI - Il parere di Peppe Scotti. Abbiamo sentito il consulente sportivo napoletano sulle tematiche più calde che riguardano il mondo del calcio, con l’esperto manager che cura tantissimi calciatori in una scuderia che cresce sempre di più e che si sta distinguendo per l’ottimo lavoro. “Purtroppo una buona parte della popolazione ha preso sottogamba questo problema e come spesso nella storia italiana ci siamo trovati a dover rincorrere una soluzione anche stavolta. Dobbiamo continuare a restare in casa col massimo delle profilassi, mi sembra un atto dovuto sia per la salvaguardia della nostra salute che per enorme rispetto delle migliaia di vittime che purtroppo stiamo registrando. Grandissimo plauso al personale medico, che con un coraggio superiore a quello dei soldati che vanno in guerra, giorno dopo giorno combatte questa battaglia per salvare quante piu’ vite possibile”. E chiaro è il suo pensiero sul calcio dilettantistico e sulle inevitabili ripercussioni: “Il calcio e’ passione, vita, un sogno per tutti noi, giornalisti, calciatori, allenatori, operatori di mercato. Questo pero’ non deve significare che debba esserci una corsa spasmodica alla ripresa. Quest’ultima e’ il grande desiderio di tutti noi, pero’ per la ripresa devono esserci tutte le condizioni a livello medico sanitario viceversa manderemmo i nostri ragazzi al macello e questo non deve mai e poi mai succedere”. Ma il tema più caldo è quello economico: “Le societa’ che sotto questo aspetto si stanno ponendo in maniera negativa non si rendono conto che stanno scherzando con nuclei familiari veri e propri che vivono di calcio generando delle problematiche clamorose. Si stanno nascondendo dietro questo dramma quando in realta’ si son resi conto di aver fatto scelte sbagliate e quindi provano a risparmiare. Spero che laddove tutto cio’ stia accadendo non continui a vigere il silenzio, le verita’ devono uscire fuori per fare in modo che le maschere di perbenismo di societa’ poco serie cadano e che finalmente tutti capiscano chi e’ meritevole di fiducia e chi no”. E sull’eventualità degli accordi economici… “E’ sicuramente uno strumento fondamentale per tutelare i calciatori e le loro famiglie in automatico. Un grazie enorme ad Antonio Trovato dell’Aic che lavora incessantemente su queste tematiche.

Dobbiamo ritenerci fortunati nel poter disporre di una figura cosi’ seria e professionale che tanto ha fatto e tantissimo ancora fara’. Va ascoltato e seguito. Ci sono società che non riescono ad ottemperare agli impegni economici ed è una triste constatazione. Qui pero’ urge anche altra riflessione. I calciatori devono aprire gli occhi una volta per tutte sia nella scelta delle societa’ che in quella dei consulenti a cui si appoggiano. Tanti una volta firmato spariscono e seppur in maniera ufficiosa non vi e’ alcuna forma di tutela. E’ un qualcosa di pessimo, se si e’ parte integrante di un’operazione tocca poi rispondere in maniera concreta quando si tratta di battersi per la tutela dei calciatori, e in caso contrario anche delle societa’ stesse che comunque pagano le consulenze. Troppo facile sparire 1 minuto dopo la firma….nemmeno chi commercia nel bestiame ragiona cosi’. Sono giorni che faccio il “commercialista” dando una mano a tutti i miei ragazzi per imbastimento della pratica di indennita’, e non solo, nel mantenere vivissimi i contatti con tutte le societa’ per fare in modo di tutelare i ragazzi”. Ovviamente in caso di mancata ripresa situazione delicatissima in merito ai pagamenti: “Non dipende solo da questo. Ci sono tante societa’ che avevano gia’ degli arretrati prima di marzo, troppo facile ora nascondersi dietro il covid. Devono prendersi le loro responsabilita’ ed ottemperare a quanto promesso. In caso di mancata ripresa siamo pienamente disponibili a sederci ed a negoziare dei nuovi accordi che possano si andare incontro alle societa’ ma consentendo comunque ai calciatori di portare il pane a casa. Non esiste un accordo 10 calciatore 90 societa’….e’ assurdo ed improponibile”.

Si e’ accennato a riforme inerenti format campionati e modifiche al regolamento under. “La Puglia attualmente e’ il torneo regionale dilettantistico piu’ forte sia calcisticamente che economicamente. Il fatto di avere un girone unico di eccellenza ha fatto si che ci fosse una cernita delle societa’ e che quindi tutti siano solidi ed organizzati. Non dico che in automatico vada ridotto numero societa’, per carita’, pero’ avendo parametri piu’ rigidi potremmo finalmente far si che societa’ molto “ballerine” (di cui alcune molto blasonate) la smettano di venire meno agli accordi presi generando seri problemi sociali. In merito agli under personalmente penso che una riduzione a 2 elementi sia di giovamento per tutti, per i ragazzi in primis. Mi spiego meglio; che tanti ragazzi magari meno performanti passino 1 anno intero in panchina in eccellenza mi dite a cose serve? A quel punto meglio e piu’ giusto che vada a giocare e migliorarsi in promozione. Facendo cosi’ faremo emergere piu’ facilmente i nostri talenti e mettiamo le societa’ in grado di lavorare bene sulla questione under, troppo spesso tanti di loro sono una meteora di due anni che poi va a morire e questo non deve essere. Ed aggiungo che andremmo a tutelare anche meglio portieri e terzini di cui in Italia vi e’ una carenza pazzesca, abbiamo in Eccellenza portieri e terzini che in D giocherebbero ad occhi chiusi ma per la gestione attuale del discorso under diventano indirettamente vittime innocenti”. Sull’augurio per la ripresa: “Vorremmo tutti riprendere non domani, ma oggi! Ripeto devono esserci le condizioni e sopratutto la salute dei calciatori deve essere una priorita’. Giustissimo parlare di aspetto economico ma non mettiamo in secondo piano la salute. Un’eventuale ricaduta butterebbe il paese in una situazione che definire drammatica e’ poco. Non guardiamo la serie A, quella e’ una galassia a parte, troppo un altro livello dalla a alla z…non possiamo pensare di seguire quel modello, faremmo un errore clamoroso”. Va fatto anche un plauso invece alle societa’ che non si stanno tirando indietro. “Ci mancherebbe. Per fortuna abbiamo anche tante societa’ serie che si stanno ben comportando ed a loro il nostro plauso. Queste societa’ vanno tutelate perche’ sono quelle che portano avanti il movimento calcio”. La visione del calcio dilettantistico nel resto d’Italia: “Dal centro Italia in su per tanti il calcio dilettantistico e’ solo un dopolavoro. Da noi al Sud e’ un lavoro vero e proprio e quindi ai piani alti devono capire che ci sono migliaia di famiglie che grazie al calcio ci vivono. Faccio un appello ad alcuni presidenti: capisco che con aziende ed attivita’ chiuse non e’ semplice ma che si trovino accordi giusti ed equi, se tutti entrano in questa ottica saremo in grado di superare anche questo grande grande problema”. Siamo ai saluti: “Mi complimento con voi di CampaniaFotball perche’ il lavoro di sensibilizzazione ai problemi e’ fondamentale. Auguro una serena Pasqua a tutto il popolo italiano, supereremo anche questa”.