Il big match del recupero della 17a giornata di Eccellenza - Girone B fa felice l'Agropoli che mantiene la vetta, il Cervinara tradito dal suo attaccante simbolo resta dietro nonostante una grandissima gara

CERVINARA- 0Finisce in parità il big match del recupero della seconda giornata di ritorno Cervinara-Agropoli. Uno 0-0 che ha visto il dominio dei padroni di casa che, al “Canada-Cioffi”, hanno dato anima e cuore per questa maglia nonostante il difficile momento societario. A giganteggiare però è stato soprattutto il portiere dell’Agropoli Capone,  classe 1999 che si è messo in mostra parando un calcio di rigore a Befi e compiendo altri ottimi interventi che hanno salvato la sua porta da un gol che molto probabilmente sarebbe valso una sconfitta per i delfini e la conseguente perdita del primo posto. Bene Capone, male Befi: l’attaccante cervinarese inizia bene con le sue solite grandi giocate, ma poi calcia male il rigore e si divora alcune occasioni nitide nella ripresa. 

PAGELLE AUDAX CERVINARA 1935 (3-5-2)

Francesco Stasi (2001) 6: Mai impegnato seriamente dai calciatori dell’Agropoli, sporca i guantoni solo in tre occasioni: nel primo tempo para senza problemi un tiro telefonato di D’Attilio, nella ripresa blocca una conclusione ravvicinata ma lenta di Tandara e compie una buona parata su punizione insidiosa di Manzillo.

Giuseppe Iaquinto (2000) 7: Perfetto nel gioco aereo, annulla un giocatore veloce come D’Attilio non sbagliando alcunché. Davvero impressionante la prestazione di questo giovane difensore, che ha personalità e fisico per poter spiccare il volo in categorie più importanti. Esce nel finale di gara, stremato, per il solito fastidio alla schiena che spesso lo ha limitato in stagione. dal 38’st Daniele Calandrelli (1999) s.v.

Giovanni Conti 6.5: guida come di consueto la difesa, questa volta a “tre” e non a “quattro”. Oltre alla disposizione, però, non cambia molto perché Conti è un leader nato ed esce vincitore anche in questa battaglia con continui interventi in fase di ripiegamento e anche una buona qualità nel calcio in fase di possesso Cervinara. Un giocatore cruciale per le dinamiche tattiche di Iuliano, l’unico davvero insostituibile lì nelle retrovie.

Simone Cioffi 6.5: tiene a bada nel migliore dei modi Capozzoli, che aveva dimostrato di saper contenere già nel match di ritorno di Coppa Italia. Lui e Krivca, sulla sinistra, svolgono una fase difensiva veramente entusiasmante e per il forte esterno dell’ Agropoli sarà sempre buio: un po’ di luce, infatti, la vedrà solo su punizione.

Stefano Furno 7: un treno a tinte biancoazzurre che percorre a velocità supersonica la fascia destra, un motore troppo importante per questo Cervinara. Mister Iuliano e la squadra lo sanno, così soprattutto nel primo tempo si passa dalle sue parti con i suoi traversoni che creano occasioni su occasioni vanificate dalla poca precisione di Befi, Zerillo e Fusco. Tuttavia, sono solo applausi per questo laterale fluidificante che sta facendo le fortune dell’Audax con la sua capacità di spinta.

Luigi Brogna 6.5: pronti via e regala a Befi una palla in verticale bellissima e sarà questo il biglietto da visita di una gara molto bella del centrocampista, assatanato in campo e sempre pronto ad inserirse nelle trame di gioco offensive del Cervinara grazie alla sua dote innata, l’inserimento. Bene, benissimo la catena di destra  che costruisce con Furno: un sistema che, soprattutto nei primi 45′, fa faville mandando in ambasce la difesa avversaria. dal 38’st Francesco Taddeo s.v.

Renato Ricci 6: non la solita prestazione, ma comunque non scende sotto la sufficienza il regista del Cervinara che colleziona qualche giocata importante e qualche ritardo di troppo nel servire Befi e Zerillo, spesso smarcati ma non assistiti coi tempi giusti. Nella ripresa sfiora la rete con la sua classica punizione velenosa: Capone ci mette i guantoni e gli dice di no. dal 22’st Simone La Torre 6: poche invenzioni, una però merita gli applausi perché la costruisce dal nulla ed è un gran gran lancio per Befi che ci pensa troppo e non ne approfitta facendo sfumare così una delle più ghiotte occasioni della ripresa.

Giulio Fusco 6: corre come un dannato, si propone in fase offensiva poi lo ritrovi a difendere. Impressionante la mole di gioco che produce, la cattiveria e soprattutto la grinta che mette su ogni pallone ed in ogni centimetro del manto erboso del “Canada – Cioffi”: meriterebbe mezzo voto in più, ma sciupa clamorosamente un’occasione d’oro davanti a Capone mandando altissimo dopo un grande controllo di palla.

Genci Krivca 6.5 (2000): è la scoperta più grande di Mister Iuliano, un talento formato in casa e che difficilmente rivedremo in Eccellenza nella prossima stagione. Questo ragazzo ha una gamba incredibile, corre a velocità importanti ma a sorprendere è soprattutto la grande personalità che mette in ogni sua giocata o intervento. Sembra già esperto e navigato nella categoria, in realtà però gioca coi grandi solo da due anni e lo sta facendo con continuità solo negli ultimi mesi in cui ha strappato solo  consensi di addetti ai lavori e tifoseria. Con l’Agropoli non si smentisce, fascia di sinistra macinata per Km e Km ed un confronto, quello con Capozzoli, vinto a mani basse col supporto di Cioffi.

Alessio Befi 5: il peggiore del Cervinara è senza dubbio lui. Non solo per il rigore sbagliato e calciato male, ma anche per le occasioni sciupate nella ripresa che senza dubbio hanno pesato nell’economia di una gara dominata dalla sua squadra. Eppure la partenza di Befi era stata sensazionale: gran tiro ad incrociare dopo solo un minuto parato con un miracolo da Capone ed un’acrobazia su cross di Furno che per poco non faceva cadere giù lo stadio. Poi l’errore dal dischetto con una conclusione molle e a metà strada tra il centro e la destra della porta difesa da Capone e due errori madornali, nella ripresa, che cancellano tutto quanto di buono fatto prima in cui si era distinto oltre alle giocate per cuore e voglia di aggredire l’avversario. Peccato, perché con un Befi al top sarebbe stato primo posto!

Diego Zerillo 6.5: Si procura con grande intelligenza il rigore che potrebbe sbloccare la gara mettendosi tra Kamana e il pallone su una rimessa laterale, ma aldilà dell’episodio la lince mette in campo la solita prestazione di cuore in cui si sbatte per cento con continui movimenti con e senza palla che aiutano sempre la squadra. L’Agropoli gli riserva un trattamento speciale, al pari di Befi, ma lui se la cava e sfrutta ciò per smarcare compagni regalando spazi coi suoi continui movimenti.

All. Pasquale Iuliano 7: in un momento particolarmente difficile per la situazione societaria, il tecnico prepara la gara in maniera perfetta sfruttando i suoi cavalli di battaglia, le fasce e la forza fisica dei suoi attaccanti, per provare a scardinare la solida difesa dell’Agropoli. Il piano funziona, il Cervinara domina in lungo e in largo ed a mancare è soltanto la rete dei tre punti. Ma sono solo applausi, e pure di quelli forti, per Iuliano e la sua squadra dura a morire e forte nel cuore e nella testa: bravi a lasciare fuori dal campo i problemi e a giocare altri novanta minuti da grandissima squadra.

PAGELLE US AGROPOLI 1921 (4-3-3)

Andrea Capone (1999) 8: Incredibile ciò che riesce a parare questo giovane portiere che, nonostante il fisico, mostra una reattività impressionante. Dopo solo un minuto di gioco, a freddo, già è decisivo con un super intervento su tiro ad incrociare di Befi, poi tante buone parate prima del rigore parato con un colpo di piedi sempre a Befi. Già così sarebbe una gran gara, ma nella ripresa Capone non posa i guantoni ma anzi raddoppia gli interventi diventando decisivo soprattutto con alcune palle vacanti in area di rigore ed una punizione, quella di Ricci, che salva con un bel colpo di reni. In una gara pressoché perfetta, una sola incertezza in uscita alta su Befi che per poco non lo buca di testa.

Vittorio Graziani (2001) 5: la partenza è da film horror colpa soprattutto del tecnico che lo impiega nel ruolo di terzino destro quando in realtà Graziani è una classica mezzala. Così per 30 minuti viene messo sotto dalle scorribande di Krivca così come alcune sue disattenzioni difensive portano a due inserimenti in area di Befi, che per poco non fa gol. Così Esposito lo rimette a centrocampo, ma la musica non cambia: tocca pochi palloni e non si rende mai pericoloso in fase offensiva, dimostrando dunque un’involuzione rispetto alle solite grandi gare cui c’aveva abituato. A nostro avviso, un semplice incidente di percorso, il ragazzo è forte e si farà.

Raffaele Imparato 6.5: difensore centrale prima, terzino sinistro poi. Il risultato non cambia, Imparato come con la Virtus Avellino si dimostra essere il migliore in difesa sfruttando tutta la sua esperienza ed il senso tattico per arginare gli avanti del Cervinara. Non sbaglia quasi mai intervento, sempre preciso e puntuale: alla mezz’ora, passa a fare il terzino e ferma Furno, che fino a quel momento stava dilagando in fascia. Indispensabile!

Giorgio Antonio Giura 6: si porta a casa la pagnotta con una gara senza grossi sussulti in cui fa tutto bene, senza però compiere al tempo stesso interventi degni di nota. Un giocatore che però fa sempre bene e questo è un fattore importante che Mister Esposito tiene in considerazione, tanto da schierarlo sempre nella sua formazione titolare.

Alessio Garofalo (2000) 5: male su tutta la linea. Come detto per Graziani, anche lui soffre le modifiche di formazione del tecnico che lo schiera sulla sinistra a piedi invertiti contro un furetto come Furno. Il laterale esperto del Cervinara, in trenta minuti, lo manda sempre a vuoto e ciò costringe Esposito a rimetterlo nel suo ruolo naturale, quello di terzino destro: anche lì, però, farà male venendo superato a ripetizione da Krivca. Male in fase difensiva, inesistente in quella offensiva: così, penalizza anche Capozzoli costretto a giocare uno contro due per tutti e 90′.

Juri Masocco 5: nervoso e mai incisivo, lo si ricorda in partita solo per i numerosi battibecchi avuti nella ripresa ed un giallo preso per strattonamenti. Poca sostanza insomma per il promettente centrocampista, apparso in difficoltà non solo tecnicamente per via del manto erboso, ma anche tatticamente non riuscendo mai a trovare la posizione giusta per fare qualcosa di buono. L’arrivo di Manzillo, che gli ha tolto la regia dell’Agropoli, sta influendo forse nelle sue recenti prestazioni.

Damiano Manzillo 6.5: il migliore dei suoi. Lotta davanti alla difesa, cerca di imbastire la manovra al meglio che può e prova a farsi sentire anche su punizione con Stasi bravo a parare. È uno dei pochi a salvarsi in un Agropoli che fatica a uscire fuori dalla sua meta campo, ma che resiste e che  nel finale rischia poco e niente grazie soprattutto alla sua esperienza.

Giuseppe Natiello 5.5: mezz’ora per incidere, troppo poco. Ma non merita la sufficienza perché, in quei pochi minuti giocati, corre a vuoto arrivando sempre in ritardo, come del resto lo stesso Masocco, sulle seconde palle. dal 29’pt Sem Ogolong Kamana 5: entra e dopo pochi minuti commette un’entrata scellerata su Zerillo regalando un rigore incredibile al Cervinara. Poi si assesta e fa buone cose, anche se spesso è poco coordinato negli interventi tanto da rischiare anche un’autorete, ad inizio ripresa, su tiro di Zerillo.

Donato Capozzoli 5.5: si vede pochissimo ma merita mezzo voto in più di Tandara e D’Attilio perché quantomeno ci prova. Specie nella ripresa, quando prima serve una palla da spingere in rete a Tandara e poi sfiora la rete con una staffilata su punizione che sibila il palo: saranno queste le uniche due azioni pericolose dell’Agropoli. dal 45’st Domenico Mustone s.v.

Madalin Tandara 5: braccato da Conti e compagni, fa fatica a trovare spazi colpa anche di una squadra troppo schiacciata nelle retrovie e che non fa arrivare rifornimenti lì davanti. Tuttavia, sui suoi piedi capita la palla più importante del match e lui se la divora calciando, da due passi, in bocca a Stasi: un errore che pesa tanto!

Guido D’Attilio 5: avulso dal gioco e dal match, d’altronde nasce centrocampista e già troppe volte ha fatto i miracoli in ruoli non consoni alle sue qualità. Sulla sinistra, è un fantasma che viene annientato dallo strapotere fisico di Iaquinto che finisce sempre per anticiparlo. Così finisce la sua gara con un tiro telefonato dalla distanza ed un fallo intelligente che si procura al limite dell’area di rigore: poco o nulla per meritare dunque la sufficienza.

All. Gianluca Esposito 5.5: sbaglia la formazione e già questo è un errore da matita rossa perché mette in difficoltà la sua squadra in tutti i reparti. Graziani e Garofalo vengono asfaltati sulle fasce, D’Attilio è un pesce fuor d’acqua in attacco mentre non funziona la musica a centrocampo con Manzillo e Masocco. Il Cervinara prende nel frattempo il controllo del match per 30′ in cui si susseguono le occasioni pericolose. Da lì, il cambio con Kamana in campo e l’undici ridisegnato per dare equilibrio e rischiare il meno possibile. Mossa che alla fine avrà i suoi frutti solo grazie ad una buona dose di fortuna e all’imprecisione del Cervinara. Scelte errate dunque e che potevano incidere a discapito di un Agropoli che, però, va ricordato si trova primo in classifica soprattutto grazie alla bravura del suo tecnico, che dopo 21 gare pressoché perfette è incappato nella giornata no.