Teta: "Il gruppo vince i campionati. Per il prossimo anno speriamo di avere un campo dove giocare serenamente"

POGGIOMARINO (NA) - Angelo Teta, una lunga carriera da calciatore divisa tra serie c e serie d. Quest’anno ha vinto il difficile campionato di Promozione girone B, mettendo in mostra ancora una volta qualità da allenatore di prospettiva.

 

Innanzitutto vorrei chiederle qualcosa sul suo futuro. Lei ha speso buona parte della sua carriera da calciatore in serie D. Dopo due anni al Poggiomarino con ottimi risultati, si giocherà anche l’eccellenza o spera nel grande salto da subito?

 

La carriera da allenatore prevede un percorso diverso da quello di calciatore. Non bisogna andare di corsa, percorrere con calma la giusta strada, con pazienza. Quest’anno è stato molto soddisfacente e spero di fare quantomeno questa Eccellenza conquistata sul campo. Se poi dovesse arrivare qualche proposta diversa e molto positiva, allora potrò pensare di rimettere in discussione questa scelta. Naturalmente la priorità è il Poggiomarino, una società dove in questi anni abbiamo lavorato bene è c’è reciproca fiducia tra società e allenatore. Ritengo che c’è un progetto da portare avanti…

 

Lei ha più volte sottolineato che nel girone di Promozione che avete vinto, c’erano squadre molto più forti di quanto solitamente ci si aspetta in questa categoria. A questo punto io vorrei chiederle se questo vuol dire che il Poggiomarino l’anno prossimo punterà direttamente alle zone alte della classifica.

 

Quest’anno è stato un campionato veramente di spessore, squadre allestite per competere in categorie superiori. Saremo una neopromossa che se riparte da quello che abbiamo costruito in questi due anni, aggiungendo qualche innesto di spessore, può fare un campionato interessante. Divertendo il proprio pubblico e riuscendo a dare fastidio a tutte le squadre. Noi naturalmente non saremo tra le candidate al titolo, perchè ci sono società che stanno attrezzando delle corazzate. Afragolese, Frattese, Pomigliano, Gladiator. Sono realtà di un livello diverso, per budget e spessore. Noi porteremo avanti il nostro progetti senza proclami.

 

Detto della sua probabile permanenza, rimangono alcuni nodi da sciogliere. Pensiamo al miglior realizzatore Lucarelli, che non ha ancora sciolto le riserve. A volte gli allenatori mettono dei paletti, per lei c’è qualche giocatore imprescindibile per la nuova avventura?

 

No, assolutamente. Sono un allenatore che predilige il gruppo, e se abbiamo raggiunto qualche risultato è perchè la squadra è sempre stata in primo piano, prima di qualsiasi individualità. Il calcio è un gioco di gruppo, in campo si va in 11 più la panchina. Il singolo ti può risolvere una partita, ma è il gruppo che lotta e vince.



Sta confermando una sensazione avuta durante il campionato, ovvero che al netto delle buone individualità in rosa, la sua squadra ha avuto la meglio grazie a un gruppo molto compatto. Può essere questa la chiave di volta anche per l’Eccellenza o sarà necessario alzare il livello tecnico?

 

Sicuramente la chiave è il gruppo, naturalmente salendo di categoria cambiano alcuni aspetti. Più si sale più aumenta la qualità, la personalità, quindi deve aumentare necessariamente l’esperienza di alcuni giocatori. Nel caso dovessimo continuare questo percorso, bisogna inserire dei giocatori di spessore, anche per aiutare a crescere i nostri giovani.

 

Quest’anno si può dire che il Poggiomarino non ha avuto una casa. Per il prossimo anno c’è ottimismo per l’utilizzo del campo?

 

Ho saputo che il Comune di Poggiomarino è intenzionato ad agire, ma non si conoscono tempi e disponibilità economica per risolvere i problemi. A questo punto puntiamo a restare in zona, magari richiedendo l’agibilità del campo di Striano. In ogni caso credo sia importante trovare una struttura che diventi la nostra casa, anche solo per questa stagione. Abbiamo bisogno di avere questo tipo di certezza. Lo scorso anno nel momento clou del campionato ci siamo ritrovati senza campo, siamo andati in giro per 4-5 campi diversi e non possiamo correre questo rischio in Eccellenza. Il direttore D’Ambrosio sicuramente saprà trovare una soluzione.

 

Abbiamo detto che lo scorso campionato si è caratterizzato per la presenza di diverse squadre molto forti, una su tutte il Sant’Antonio. Alla fine proprio questa compagine è passata dalla possibilità di vincere due competizioni, al nulla di fatto. In questa ottica pensa possa essere un provvedimento positivo l’allargamento dell’Eccellenza a 18 squadre?

 

Credo che l’allargamento può essere molto positivo, magari peccando anche di egoismo. Per come vivo io il calcio terminare il campionato il 6 Aprile e restare così tanto tempo lontano dai campi è una sofferenza e si toglie tanto allo spettacolo. Inoltre dare spazio ad altre società che puntano a giocare nel massimo campionato dilettantistico regionale trovo che sia una buona cosa, ci sono diverse società e piazze che meritano questa opportunità. Procida, Ischia, sono grandi squadre.

Per quanto riguarda il Sant’Antonio…dopo la finale di coppa italia persa noi li abbiamo superati in classifica e penso che il contraccolpo psicologico si è fatto sentire nella finale contro il Vico, squadra decisamente ben attrezzata. Alla fine sono salite le squadre che hanno meritato di più, ci tengo a sottolineare questo aspetto.