Il tecnico napoletano parla della sua esperienza a Palma Campania, del suo futuro e degli spareggi play off con una chiosa conclusiva sulla spedizione campana nel Torneo delle Regioni

NAPOLI - “Saluto Palma Campania, è stata una esperienza meravigliosa che porterò sempre con me”. Carlo Sanchez annuncia la separazione con la Palmese, con il tecnico napoletano che è arrivato nella seconda parte della stagione salvando la compagine rossonera. Un cammino esaltante per Sanchez, che ha ricostruito un gruppo, confezionando ben 22 punti, con la salvezza che è stata raggiunta all’ultima giornata grazie al successo per 4-2 con la Scafatese. 

Mister, come giudichi l’esperienza con la Palmese?

“Meravigliosa, la società mi aveva chiesto la salvezza, abbiamo centrato l’obiettivo. Ringrazio la società che mi ha messo nelle condizioni ideali per lavorare, è una società serissima. Voglio menzionare questo gruppo di ragazzi, splendidi senza fare distinzione tra over e under, meriterebbero tutti una menzione, ma ho trovato dei grandi professionisti come Salvati, Fariciello, Simonetti ma non voglio fare torto a nessuno. Siamo stati bene insieme raccogliendo il risultato sperato”.

Come mai hai deciso di interrompere il rapporto?

“Per una questione caratteriale. Io sono una persona istintiva, a Palma Campania hanno bisogno di un allenatore diverso. La Palmese ha una grande tradizione, purtroppo restano ancorati ad un passato importante, per questo motivo hanno bisogno di un tecnico diverso da me”.

Per quel che concerne il tuo futuro?

“Spero di tornare a lavorare in serie D, è il campionato in cui mi piacerebbe confrontarmi. Chi mi conosce sa che non ho problemi a spostarmi, posso allenare dalla Thailandia fino alla Sardegna, l’unica cosa che vorrei è cominciare a luglio per programmare la stagione. Svolgo la professione da allenatore per mestiere e non ho problemi a lavorare anche fuori regione, l’importante è cominciare la stagione per tempo”.

Mister un pronostico sullo spareggio Frattese-Giugliano?

“Difficile, io dico che entrambe hanno il 50% di possibilità, sono due squadre che meriterebbero la serie D, in questo caso non conteranno le motivazioni che sono altissime ma i nervi”.

Invece per i play off chi vedi favorite?

“Nel girone A al momento abbiamo quattro grandi piazze che se la giocano e sono convinto che possiamo portarne due in D. Nel girone B, vedo favorita l’Agropoli, anche il Cervinara ha la forza di poter vincere i play off, la squadra che mi ha impressionato maggiormente è il Santa Maria che è la mina vagante, mentre il Costa di Amalfi ha qualità individuali importanti ma se proprio devo sbilanciarmi dico Agropoli”.

Una chiosa sul Torneo delle Regioni…

“E’ un discorso complesso, credo siamo ad un punto di non ritorno. Anche questa spedizione è stata un fallimento, l’ultima volta che siamo stati competitivi è stato con Corrado Sorrentino quattro anni fa. Certo, il girone era complicato, gli Allievi sono stati anche sfortunati, ma abbiamo fatto troppo poco in proporzione alle nostre capacità. Il problema è che ancora una volta siamo partiti in ritardo, inoltre credo ci sia stata poco attenzione alle categorie inferiori e anche le selezioni potevano essere diverse, penso ad Oliva che con la Frattese è un veterano e non è stato convocato. Ripeto, è un punto di non ritorno, bisogna organizzarsi per bene, con dirigenti e osservatori che partano per tempo e con una governance strutturata, non possiamo più fare queste magre figure, la nostra regione merita di più”.