"Fratta un punto cruciale della mia carriera", il tecnico ex Afro Napoli ha le idee ben chiare sul nuovo progetto che sta per nascere in quel di Frattamaggiore. Il mister ci ha raccontato gli sviluppi della trattativa e tutti i suoi pensieri sulla piazza e non solo

FRATTAMAGGIORE (NA) - La Frattese non ha perso tempo. La squadra nerostellata, in attesa dell’apertura del mercato e dei primi rinforzi, ha già migliorato l’organigramma, andando a puntellare due ruoli molto importanti in chiave mercato come quello di ds e allenatore, il primo sarà Massimo Cavaliere, il secondo Salvatore Ambrosino. Quest’oggi è intervenuto ai nostri microfoni proprio il tecnico ex Afro Napoli che ci ha espresso tutta la sua motivazione in questa nuova avventura in panchina.

Allora mister, dopo tanti rumors alla fine è arrivata un’ufficialità: la panchina della Frattese. Una piazza importante con un tifo caldo, ma soprattutto forse la prima esperienza da allenatore in una big. Emozionato?

“Sì. Fratta è una piazza molto calda, bella, passionale e che ha grandissima voglia di tornare in un calcio che più gli appartiene. Credo ci siano tutti i presupposti per far sì che ciò avvenga. Fratta è una piazza che rappresenta per me un punto cruciale, importante. Sono consapevole delle difficoltà, ma sono allo stesso tempo motivato per ottenere qualcosa di importante. Nel calcio le emozioni durano poco, le emozioni vanno coltivate quando si raggiunge un determinato risultato e noi cercheremo in tutti i modi di ottenerlo a Fratta”.

Com’è nata la “trattativa” con la Frattese?

“È nata successivamente alla questione con il precedente allenatore Grimaldi. Sono stato chiamato dalla società, abbiamo fissato un incontro interlocutorio e dopo un paio di giorni c’è stato l’accordo per far sì che questo matrimonio si facesse”.

L’anno prossimo, se sarà ancora Eccellenza, ritroverà da avversario la sua Afro. Che ricordi e rapporti ha lasciato lì, e che atmosfera si augura di trovare al Vallefuoco?

“È molto probabile che ciò possa avvenire. Ovviamente sono stati 3 anni belli, intensi, conditi da ottimi risultati. Abbiamo fatto si che scrivessimo una pagina di storia di questa pur giovane società, ma che ha già ottenuto grandissimi successi, e far parte di questi successi mi rende orgoglioso e felice. I rapporti sono sicuramente buoni con il presidente. Sarà una partita come tante altre, anche se adesso è troppo prematuro, anche perché ci sta ancora da capire i gironi, quando inizia il campionato. Eventualmente farà piacere ritrovare persone con la quale ho vissuto 3 anni della mia vita sotto l’aspetto personale”.

In questo periodo di toto-allenatore il suo nome è stato accostato anche ad un’altra piazza molto importante come quella del Giugliano in D. Quanto c’era di vero e cosa è mancato per chiudere?

“In effetti hai detto bene, la parola giusta è proprio “accostare” alla panchina del Giugliano. Non credo di essere mai stato vicino, anche perché non sono mai stato chiamato da nessuno della società. “Essere vicini” credo che precluda degli incontri che non ci sono stati. Non ti nascondo che già il fatto di essere stato accostato ad una panchina come Giugliano, sicuramente è una cosa piacevole perché dimostra il fatto che in questi anni ho fatto qualcosa di buono, e ho seminato qualcosa di importante, a livello di calcio. Ripeto, fa molto piacere che il mio nome sia stato accostato alla piazza di Giugliano”.

Facendo un salto nel passato, e tornando al suo Savoia, al quale lei è particolarmente legato anche per l’esperienza vissuta. Continua ad essere viva la possibilità di vedere la squadra di Torre Annunziata tra i professionisti l’anno prossimo. Lei che pensiero ha a riguardo, o che sensazioni scaturisce questa possibilità, pur non vestendo più la maglia oplontina

“Sono particolarmente legato a questa città, a questa tifoseria, a questa maglia, perché sotto l’aspetto calcistico, da calciatore, credo di aver passato gli anni più belli della mia carriera con due promozioni dalla C2 alla B, perdendo anche un’altra finale. Parliamo di una squadra alla quale sono legato affettivamente in maniera viscerale. Io mi auguro che il Savoia possa ripartire il prossimo anno dalla Serie C, una categoria che sicuramente gli compete e gli appartiene, per storia, per tifoseria, ma anche per società che hanno le idee molte chiare e che in questi anni ha dimostrato solidità. Io credo abbiano delle buone probabilità, anche se bisogna vedere altri criteri, altri parametri che non sono di mia competenza, a cui spetta la società risolvere”.

A Fratta troverà una squadra con tantissimi giovani talentuosi, e fucina di giovani talenti. Vedremo ancora, come a Mugnano, una squadra piuttosto giovane o la società ha in piano di metterle a disposizione un organico con una età-media più alta?

“Innanzitutto tengo a precisare che sono orgoglioso e felice che la Frattese mi abbia scelto come allenatore. Io darò il massimo per ripagare questa fiducia. Come dicevo prima, non vedo l’ora di iniziare questo percorso molto bello. Io credo che la società, prima di allestire una squadra, stia allestendo un grandissimo organigramma. Sta costruendo le basi e le fondamenta, mettendo i tasselli giusti al posto giusto, proprio come vorrebbe un, che desidererebbe sempre vedere organizzazione, competenze e ruoli che spettano ad ognuno di noi. Già il costruire una società con grandi personaggi è sicuramente una cosa molto positiva. Fratta è una piazza e una società che ha ambizione, quindi quando hai ambizione e vuoi cercare di fare un campionato importante, è normale che bisogna anche affidarsi a giocatori di un certo spessore sotto l’aspetto della personalità, della motivazione e della voglia di vincere. Si proverà a costruire una squadra competitiva, per fare un campionato di vertice, pur sapendo che non sarà facile visto i gironi come sono stati fatti e il campionato come sarà svolto. Dobbiamo essere certi che la Frattese reciterà un ruolo importante in questo campionato. Alla fine si potrà dire come abbiamo lavorato e i risultati che abbiamo ottenuto, però il concetto è che vogliamo ottenere risultati, e solo con i giovani purtroppo a volte non si può ottenere. Credo che ci saranno dei rinforzi, con giocatori abituati a fare certi tipi di campionati”.

Ha citato l’organigramma rinforzato da nomi importanti, ha già avuto modo di confrontarsi con il ds Cavaliere?

“La squadra sarà costruita di comune accordo e grandissima condivisione con il ds Cavaliere, con il quale ci confrontiamo e interfacciano quotidianamente per capire e individuare quelli che possano far parte di questo progetto. Credo che la condivisione sia la cosa più importante per ottenere risultati”.