Le dichiarazioni di mister Maradona scuotono l'Eccellenza campana. La Caivanese replica citando il giudice di gara e le norme contro ogni discriminazione

PORTICI (NA)- Il campo del Portici ha ospitato una gara di Eccellenza Campana ricca di emozioni e, purtroppo, di veleni. La Boys Caivanese ha espugnato il rettangolo di gioco con un combattuto 3-2, ma il risultato sportivo è stato immediatamente oscurato da una polemica gravissima scoppiata al triplice fischio.

Cronaca del campo: rimonta infranta

Il Portici esce dal match con una sconfitta amara. Dopo un primo tempo complicato, chiuso sul 2-0 per la Caivanese , la squadra riallinea il mindset nella ripresa, Sarno accorcia, Letizia firma un gol di qualità in progressione e riapre completamente la partita.Nel momento di massimo slancio, però, arriva il colpo del 2-3 per gli avversari, che spegne la rimonta biancazzurra nei minuti finali.

L’accusa di razzismo scuote l’Eccellenza

Se i tre punti vanno alla Caivanese, è l’episodio extra-campo a tenere banco. Il tecnico del Portici 1906, mister Maradona, ha lanciato pesanti accuse nel post-gara, puntando il dito contro un tesserato avversario. Secondo l’allenatore di casa, il calciatore Demiro Pozzebon avrebbe rivolto frasi razziste al calciatore Sowe del Portici.

L’accusa ha innescato una reazione immediata e netta da parte della società Boys Caivanese. In un comunicato ufficiale, i gialloverdi hanno voluto “puntualizzare a gran voce e senza tema di smentita” la propria posizione, basando la difesa su elementi fattuali e procedurali.

La versione cruciale del Giudice di Gara

La Caivanese sottolinea l’impossibilità, per le panchine e quindi per mister Maradona, di ascoltare i dialoghi avvenuti in campo. L’episodio si sarebbe verificato al limite del centrocampo, distante decine di metri.

Per questo motivo, la Boys Caivanese rimarca la necessità di “fare fede esclusivamente alla versione del giudice di gara”. Il direttore di gara, che si trovava a distanza ravvicinata dai calciatori, avrebbe ribadito in modo categorico al momento della compilazione del rapporto di fine gara di non aver sentito nessuna frase razzista. Il referto aggiunge che, in caso contrario, l’arbitro avrebbe proceduto “espulso immediatamente il calciatore”.

Etica sportiva e prossimi passi

La società Boys Caivanese ha voluto inoltre rimarcare il proprio impegno nella lotta contro ogni discriminazione. La nota ufficiale cita la presenza in rosa di calciatori extracomunitari, Osman Saho (Gambia) e Victor Abongwi Neba (Camerun), tesserati anche con l’ausilio delle loro case famiglia.

L’Eccellenza campana si trova ora di fronte a un caso spinoso. A fronte della denuncia verbale del tecnico di casa e del comunicato di smentita degli ospiti basato sulla testimonianza del direttore di gara, la decisione finale spetterà agli organi di Giustizia Sportiva, che dovranno valutare il referto e le eventuali testimonianze raccolte. La palla passa ora alla Procura Federale per l’avvio di indagini formali.

Credit photo: Portici 1906