Il tecnico parla della super sfida dell'Agropoli, della stagione dei suoi ragazzi e dell'incidenza del pubblico del Guariglia con un occhio anche all'aspetto tattico

AGROPOLI (SA) - Esposito è pronto alla sfida. Domani l’Agropoli sfiderà nuovamente il Cervinara, per il tecnico nolano sarà l’occasione di vincere i play off regionali e di accedere ai nazionali per provare a regalare la serie D ai delfini.

Mister Esposito, prima di ogni altra cosa, vorrei chiederle una valutazione complessiva sui risultati fino ad ora raggiunti. L’Agropoli è squadra blasonata, che fino all’ultimo ha tentato il ripescaggio in D.  Avete rimpianti per quel piccolo crollo tra la 24° e la 26° giornata?

“Bisogna considerare che seppur è vero che l’Agropoli è per il secondo anno in finale play off e ha tentato il ripescaggio, è anche vero che la società a inizio anno si è rinnovata completamente . A giugno scorso la società era totalmente dimissionaria, così ci siamo trovati a scrivere su una lavagna pulita. E’ stato come ricominciare da zero e abbiamo avuto difficoltà anche a convincere i giocatori a venire a giocare per noi. Ha influito molto anche l’incertezza sulla categoria di appartenenza. Dopo la questione del mancato ripescaggio ci avevano promesso una riapertura di mercato che non c’è stata, quindi abbiamo affrontato la categoria con una squadra che a inizio anno sembrava incompleta. Fatte queste premesse, possiamo parlare senza dubbio alcuno di una stagione positiva, che ha rispettato il blasone dell’Agropoli. Consideriamo anche che, volendo recriminare, con un poco di fortuna in più in casa del San Tommaso avremmo vinto il campionato, ma onore a loro”.

Domenica al Guariglia arriverà l’Audax Cervinara. Sarà il quinto incontro stagionale. I risultati precedenti vedono i delfini leggermente in vantaggio, anche se l’eliminazione dalla Coppa pesa. Cosa bisogna attendersi da questa partita?

“Mi attendo una sfida complicata perché andiamo ad affrontare la squadra che, secondo me, ai nastri di partenza era la favorita per la vittoria del campionato. Stiamo parlando della squadra che ha vinto la Coppa Italia regionale e che per lunghi tratti ha guidato la classifica, composta da giocatori esperti in questa categoria  e di categoria superiore, allenata ottimamente da Iuliano. In questo caso specifico abbiamo due risultati su tre a nostro favore, ma a questa cosa non ci penso proprio, l’ho detto già in altre occasioni. Il nostro percorso racconta che l’Agropoli non è una squadra abituata a pareggiare. Cercare la vittoria è l’unica cosa che sappiamo fare. Se avessimo saputo speculare sui risultati molte vittorie che ci sono sfuggite tramutandosi addirittura in sconfitte le avremmo quantomeno pareggiate e ora saremmo già a casa a festeggiare la promozione”.

Sono sempre state partite equilibrate e tirate quelle tra le due formazioni, nelle precedenti quattro sfide. Cosa crede potrà fare la differenza in questo scontro da dentro o fuori?

“Siamo una squadra giovane e con meno esperienza di loro, quindi abbiamo la necessità di fare la partita come sempre. La differenza la potranno fare l’aspetto mentale e l’aspetto atletico. La capacità di saper gestire le pressione e la condizione atletica, soprattutto se andremo ai supplementari. Ma ribadisco: la gestione della pressione farà la vera differenza”.

Il Guariglia nelle ultime partite sembra esser tornato a fare un poco di pubblico in più. Per questa finale cosa sente di chiedere ai tifosi dell’Agropoli?

“Sarò molto onesto, non mi aspetto nulla. Durante l’anno non abbiamo potuto contare su un grande pubblico e non vedo perché dovrebbe cambiare domenica. Non sono il tipo da sviolinata, da frasi fatte. E’ stato così e così sarà fino alla fine. Anche domenica scorsa lo abbiamo visto quando i tifosi ospiti sono venuti qui e sembrava di giocare in casa del Costa d’Amalfi”. 

Abbiamo detto che l’Agropoli ha costruito una squadra giovane per necessità, alla fine però questa scelta si è rivelata vincente.

“I nostri giovani ci hanno dato grandi soddisfazioni ed è stata una scelta prima ancora che una necessità. Anche a dicembre, con un campionato in palio, il nostro mercato ha visto gli arrivi di giocatori come Raimondi che è un ’99, Graziani del 2001, Toscano del 2000, Pirone del 2000. Un’operazione che ci ha dato molto soddisfazione, anche se l’ambiente sembra non essere d’accordo. Abbiamo avuto infortuni importanti, come quello di Russo, e siamo stati costretti a correre ai ripari con il mercato di riparazione. Solo per via di questa necessità l’età media si è alzata. Fino all’acquisto di Imparato e Manzillo siamo stati la squadra con l’età media più bassa di tutto il campionato. Quando guardavo le distinte trovavo una differenza di età impressionante.Gli elogi però sembrano arrivare solo da altre realtà…”.

A proposito di questo, la sento parlare con rammarico dell’ambiente. Si aspettava un atteggiamento diverso dal tifo e dalla città?

“Io faccio una considerazione molto semplice. Se a inizio anno si dice che la squadra farà fatica a salvarsi e a fine anno invece di punto in bianco ci si lamenta di non aver vinto il campionato, o si è sbagliata la prima valutazione oppure si è poco corretti nella seconda parte. Vorrei aver visto coerenza e quindi riconosciuti i meriti dei ragazzi e dello staff. Tutto qui”.

Mister, prima di salutarla, voglio farle una domanda. Negli ultimi tempi si è inasprita la querelle tra “giochisti” e “risultativisti”. Ovvero tra chi predilige il bel gioco come strumento per vincere, e chi invece considera la vittoria ad ogni costo l’unica cosa che conta.Lei come si pone rispetto alla questione?

“Nella partita singola scelgo il risultato, nel lungo periodo solo attraverso il gioco si vincono i campionati. Solo le prestazioni positive permettono di scalare la classifica. Nell’ambito di un campionato non ti può andar sempre bene, se giochi male, non vinci. La partita secca è un discorso a parte”.

Quindi domenica, partita secca, seguirà il risultato ad ogni costo?

“Io domenica mi accontenterei  anche di giocare male e vincere, ma so che non è nel nostro dna. Noi se giochiamo bene, in velocità, palla a terra, vinciamo. Altrimenti non abbiamo le caratteristiche per giocare male e vincere. Quando giochiamo male perdiamo, quindi domenica cercheremo il bel gioco. Come sempre”.

GIANMARCO TORELLI