Il tecnico del Cervinara è pronto alla finalissima con la compagine cilentana. Una chiacchierata con il mister anche sulla stagione appena trascorsa

CERVINARA (AV) - Il Cervinara sfida l’Agropoli. In coppa è già riuscita l’impresa ai caudini, adesso Befi e compagni ci riproveranno per accedere ai play off nazionali cercando di raggiungere la serie D. Il tecnico Iuliano è carico e pronto alla sfida di domani dove servirà una vittoria. 

Mister, prima di ogni altra cosa, vorrei chiederle una valutazione sui risultati fino ad ora raggiunti. La vittoria della Coppa Italia è sicuramente un risultato di prestigio, eppure l’Audax da alcuni addetti ai lavori era considerata una delle pretendenti alla promozione diretta. Ci sono rimpianti sul campionato.In qualche modo ha influito l’incertezza societaria?

“Credo di poter dire senza esitazioni che quello che abbiamo vissuto fuori dal campo ci ha condizionato pesantemente. Dopo la vittoria della Coppa abbiamo vissuto un periodo difficile, abbiamo perso molti punti. I ragazzi non prendevano rimborsi, la società era totalmente assente. È stato un momento di smarrimento che ci ha condizionato fino al termine del campionato. Attualmente abbiamo un sostegno “istituzionale” che ci permette di essere leggermente più sereni. Onestamente siamo partiti per fare un campionato di vertice, siamo stati campioni d’inverno, poi abbiamo pagato la mancanza di serenità. Oggi magari senza quella situazione non staremmo parlando di play off, ma è inutile pensare a ciò che è stato e a quel che poteva essere. Oggi siamo qui”.

Oggi siamo qui vuol dire finale play-off. Domenica al Guariglia sarà il quinto incontro stagionale contro l’Agropoli. I risultati precedenti vedono i delfini leggermente in vantaggio, anche se la vittoria in semifinale di Coppa ha un peso specifico differente. Si può dire che l’Audax quando in palio c’è la posta piena è più pronta? Cosa bisogna attendersi da questo match?

“Ormai le due squadre si conoscono molto bene (ride). Queste sono gare che vengono decise dagli episodi, a favore o contro. Sono partite che si vincono a livello mentale, la differenza può esser fatta dal singolo o appunto da un episodio. Lo sappiamo, sappiamo che partita sarà. Giocheremo con consapevolezza”.

In molti indicano in Befi il vostro giocatore più decisivo. Teme qualcuno in particolar dell’Agropoli?

“Il collettivo. L’Agropoli è una squadra allenata benissimo e credo che mister Esposito in questa categoria è solo di passaggio. È una squadra che gioca un buon calcio e ha giocatori importanti come Capozzoli, Natiello, solo per citarne alcuni. Sono giocatori di categoria superiore, ma sono giocatori che si esaltano in quel collettivo”.

L’Agropoli, dati alla mano, è una squadra molto giovane. In campionato ha dato l’impressione di essere poco abituata alla gestione dei risultati o a speculare su un pareggio. Pensa che questo può rappresentare un vantaggio per l’Audax?

“È vero sono giovani, ma solo anagraficamente. Giocatori come Natiello, Masocco e Capozzoli hanno tanta esperienza, alcuni anche in categorie superiori. A questo aggiungono la freschezza atletica dovuta all’età. Secondo me l’Agropoli è una squadra fortissima, allenata bene, con singoli di valore assoluto. Non sono degli sprovveduti, non amano speculare perchè sanno ciò che fanno.

Il Guariglia quest’anno non è stato particolarmente vicino alla propria squadra. Quanto crede che potrà influire giocare in trasferta questa finale? Ci sarà il tifo al seguito?

“Noi avremo i nostri tifosi al seguito, ma giocare in casa è diverso. Conosci il campo, l’ambiente. Poi ci sta il doppio risultato a favore. Ma tutte le partite sono da giocare, stiamo parlando di una finale, un episodio può cambiare tutto. In certe occasioni l’effetto trasferta è meno importante”.

A proposito della gestione mentale, come vede i suoi ragazzi? Lo stress accumulato durante l’anno per le questioni di cui abbiamo parlato si farà sentire?

“Ora vedo una squadra mentalmente pronta. Il periodo brutto che abbiamo passato è alle spalle, eravamo a pezzi ma adesso abbiamo ricaricato le pile. Domenica scorsa col Santa Maria abbiamo dimostrato che ci siamo. Metteremo tutto in campo. Siamo pronti sotto ogni punto di vista”.

Mister, prima di salutarla, voglio farle una domanda. Negli ultimi tempi si è inasprita la querelle tra “giochisti” e “risultati visti”. Ovvero tra chi predilige il bel gioco come strumento per vincere, e chi invece considera la vittoria ad ogni costo l’unica cosa che conta.Lei come si pone rispetto alla questione?

“Credo che il risultato si ottiene attraverso il gioco. Siamo una squadra che cerca sempre di giocare, di proporre la propria idea. A volte riesce meglio, a volte peggio. Probabilmente per questo siamo il miglior attacco mentre la difesa non è tra le  migliori. Noi andremo lì a giocarci la gara per vincere. Siamo sempre stati così, è il secondo anno che sto al Cervinara e questa è la nostra idea di calcio. Ripensando al cammino fatto mi viene in mente che questa filosofia non sempre ha pagato, che  avremmo potuto speculare su qualche campo e ottenere qualcosa in più, ma l’atteggiamento in campo non lo cambi così, di punto in bianco.

 Senza far torto a nessuno, le piacerebbe dirmi secondo le quale è stata la squadra rivelazione e chi invece ha deluso le aspettative?

“Le squadre rivelazione a mio modesto avviso sono il Sant’agnello di Sarrapica che ha fatto un campionato straordinario, il Costa d’Amalfi, anche se in quel caso la rosa è importante e ci sono anche giocatori che hanno militato in Lega Pro. Per quanto riguarda le deluse penso alla Virtus Avellino, alla Battipagliese e alla Palmese.Soprattutto la Palmese era partita forte, con un mercato estivo importante e si è salvata all’ultima giornata”.

GIANMARCO TORELLI