Il tecnico rossoblù sottolinea la mancanza di rispetto verso l'universo dilettantistico

NAPOLI - Situazione di stallo in serie D, come d’altronde in tutto l’apparato calcistico italiano e non solo. Tante opinioni, tante proposte e pochi spiragli. Ne abbiamo parlato con Luigi Squillante, tecnico della Gelbison. Il trainer sarnese tocca vari punti, accrescendo il partito dei sostenitori del –sì, ripartiamo, ma come?–.

Mister, il calcio è a un bivio: ripartire o chiudere anticipatamente la stagione?

La situazione che stiamo vivendo è paradossale e allo stesso tempo senza precedenti storici. Io ripartirei, ma quali sono le condizioni per un’ipotetica ripresa dei giochi?
Sento parlare di tamponi, allenamenti scaglionati e gruppi separati, ma i costi? Sapete cosa significa controllare lo stato di salute di calciatori e staff ogni quattro giorni? Una spesa immensa. E aggiungo, il calcio è uno sport di squadra e verrebbe a cadere il presupposto base di questo gioco applicando il protocollo previsto: il gruppo. Lo ‘spogliatoio’ è l’essenza del calcio.
La mia Gelbison, prima dall’arresto del campionato, stava letteralmente volando. Veniva da sette turni favorevoli e nell’ultimo impegno prima del fermo siamo stati protagonisti di un capolavoro contro la corazzata Cerignola. Io vorrei ripartire, qualora ci fossero le condizioni giuste; e non negare alla squadra la possibilità di giocarsi i playoff. Ma purtroppo in questo momento le soluzioni per un ritorno al calcio latitano.

Tra le tante ipotesi avanzante, il presidente della Lega pro ha proposto e poi ritirato la possibilità di bloccare le retrocessioni dalla serie C, bloccando di fatti anche le promozioni delle vincenti di serie D. Cosa pensa in merito? E quali potrebbero essere le soluzioni nel caso non dovesse ripartire il campionato?

A mio avviso la proposta di Ghirelli è fuori luogo. È impensabile bloccare le retrocessioni dalla terza serie verso i dilettanti. Se così fosse, si toglierebbe la possibilità di promozione alle prime dei nove raggruppamenti della D. Come sempre il calcio dilettantistico viene bistrattato. Chi proporne soluzioni del genere non si rende contro che il calcio dilettantistico è un apparato che conta migliaia di tesserati e muove importati introiti, dalla serie D per arrivare alla terza categoria. I presidenti di serie D fanno sacrifici impressionanti per allestire le squadre, senza avere gli stessi ritorni in termini economici dei colleghi delle serie professionistiche. Una soluzione del genere sarebbe l’ennesimo smacco per il movimento dilettantistico.
Potrebbe essere una soluzione: creare una ‘classifica di merito’, composta dalla prime e dalle seconde dei nove raggruppamenti. Così da garantire la promozione a chi stava vincendo il campionato e allo stesso modo dare una possibilità di promozione anche alle principali antagoniste.

Il futuro di mister Squillante?

Permettimi di spendere due parole per il presidente Maurizio Puglisi, persona squisita e grande uomo di calcio. A Vallo sto benissimo e vorrei continuare il progetto.
Il calcio è fatto di programmazione.