Il centrocampista vive da vicino la delicata situazione della società gialloblu e spera che si possa salvare il calcio nella sua città

GRAGNANO (NA) - È una bandiera del Gragnano, avendo vissuto tutta la scalata della società gialloblu fino alla Serie D, e sta seguendo da vicino la delicata situazione societaria. Savino Martone (’83) centrocampista di Gragnano racconta, a Campania Football, la vicenda facendo un appello per salvare il calcio nella città della pasta.

Situazione difficile a Gragnano, si può definire l’ennesima estate difficile. Come stai vivendo questo periodo te che sei un gragnanese doc?

Purtroppo è una situazione bruttissima, nel giro di poco tempo sto vedendo svanire tutti i sacrifici e gli sforzi fatti negli ultimi 6 anni che hanno dato lustro al calcio della nostra città.

La famiglia Martone da sempre è stata vicina alle sorti del Gragnano, stavolta come uscirà da questa situazione? Si sono trovate delle risorse?

Sono anni che mio padre ha cercato di salvare il salvabile ma nessuno si è mai fatto avanti. Il rischio di sparire è sempre più alto e se malauguratamente dovesse accadere andrebbero persi tutti i sacrifici economici e sportivi fatti fino ad oggi. Il titolo è da due mesi nelle mani del sindaco, papà poteva venderlo ma ha preferito così dimostrando per l’ennesima volta l’attaccamento al Gragnano ma nonostante ciò in due mesi non si è fatto avanti nessuno.

Il 24 Luglio scade il termine per l’iscrizione ma lo scoglio duro sono le vertenze di Rinaldi, Konate e altri calciatori durante la gestione Franco. Confermi?

Si, purtroppo i debiti lasciati dalla gestione precedente sono stati tanti e sono una zavorra che ci portiamo dietro da due anni. Così purtroppo è impossibile proseguire per fare calcio ci vuole l’aiuto di tutti.

Per quanto riguarda il tuo futuro, hai ricevuto delle proposte? Se si, le stai valutando o attendi sempre l’evolversi della situazione Gragnano?

Si ho ricevuto delle offerte e ringrazio le società che mi hanno contattato. Però sto rischiando di perdere delle buone opportunità perché le società non aspetteranno la mia risposta in eterno. Io fino all’ultimo credo e spero che la situazione possa cambiare e continuare a Gragnano perché non riesco a vedermi con una maglia che non sia quella gialloblu ed è qui che vorrei chiudere la mia carriera.

Tu sei un calciatore esperto ed hai vissuto varie realtà, secondo te come si chiuderà questa situazione?

Non voglio essere negativo ma se realmente c’è qualcuno che vuole salvare il calcio in città lo faccia subito perché ormai non c’è molto tempo. Onestamente credo che, salvo qualche ennesimo miracolo, il calcio a Gragnano sparirà nuovamente.