E sulla breve durata del vecchio Consiglio Direttivo "è una questione politica"

NAPOLI La Lega Nazionale Dilettanti ieri ha nominato Luigi Barbiero commissario del Comitato FIGC Campania, organo del quale già a ottobre fu nominato reggente.

Contattato dalla nostra redazione, Barbiero ha rilasciato la prima intervista da commissario.

Comincia la fase commissariale. Come ha trovato il Comitato, dopo meno di un anno dall’elezione della nuova governance?

“Nel periodo di reggenza avevo già conoscenza della situazione, ora in questa nuova fase cercherò, nei limiti del possibile, di migliorare e creare tutti i presupposti affinché le società siano considerate e creare una sorta di appartenenza alla struttura istituzionale che le affilia”.

Non possiamo negare che c’è malumore delle società verso il Comitato che non viene più visto come un punto di riferimento.

“Durante la reggenza ho ricevuto molte società che mi avevano fatto richiesta. Sono sempre stato disponibile ad ascoltarle per creare un rapporto nuovo. Chi ha chiesto incontro, è stato soddisfatto. E tale disponibilità la voglio confermare perché credo che il primo dovere istituzionale sia quello di mettersi al servizio delle società”.

La governance non è durata molto. Lei che sensazioni ha avuto?

“Nessuna, perché è una questione politica. Non ho voluto parlarne durante le reggenza, figuriamoci ora. Non sono venuto in Campania per fare politica. Sono cose che non mi appartengono”.

Perché il rinnovo della nomina di Nino Scarfato come coordinatore delle Rappresentative, dopo i deludenti risultati al Torneo delle Regioni?

“Mi assumo la responsabilità di tale nomina perché credo che Scarfato sia una persona competente. Ogni weekend è sul campi e mi voglio affidare alla sua esperienza. La continuità non è legata ai risultati ma all’affidabilità dell’esperienza. Le scelte dei tecnici (ma ne manca ancora uno), sono state fatte per due fattori fondamentali: conoscenza dei campionati e per doti umane”.