Parla il Presidente della capolista in Prima Categoria: "Questo campionato se ci saranno le condizioni deve essere completato tra Settembre ed Ottobre, altrimenti ci saranno molti problemi"

MERCOGLIANO (AV) - Le categorie inferiori dei dilettanti sono quelle che sicuramente sentiranno di più la crisi dovuta al Coronavirus. Dalla Prima Categoria a scendere c’è un mondo immenso di associazioni sportive dilettantistiche che portano l’attività attraverso le risorse economiche del territorio. A Mercogliano, dove per anni il Presidente Antonio Sarti si è battuto per l’impianto sportivo oggi c’è da affrontare l’emergenza per cercare di salvare la società, tra l’altro prima in classifica nel girone D di Prima Categoria. 

“Non ci sono più i parametri per poter continuare. Non c’è più tempo”.  Esordisce così Sarti. “Il lasso temporale non ti permette di giocare ma soprattutto di avere i mezzi per poter garantire il livello di salute dei giocatori. Ammettiamo che a metà Maggio si potrà cominciare – ha aggiunto il presidente del Mercogliano – per fare gli allenamenti ma con quali sistemi di sicurezza? Se si giocasse da Giugno ogni 3 giorni si arriverebbe ad Agosto.

La linea attendista della Lnd ti sembra giusta oppure prima o poi dovrà scontrarsi con la realtà.

“E’ quasi obbligatoria. Nessuno si espone perché sanno che ci saranno delle lamentele qualsiasi decisione verrà presa. Ci sono molti soldi in ballo anche nelle nostre categorie, i campionati costano”. 

Il Mercogliano cosa si attende dalla Lnd?

“Non mi aspetto una scelta che vada a tutelare noi ma il movimento calcistico. La Lega adesso non deve pensare ai campionati ma a salvare le società, dando la possibilità di partecipare ai nostri campionati con iscrizioni simboliche. Molte squadre non avranno i soldi per poter continuare perché le aziende che ci supportano sono in difficoltà e parliamo di attività territoriali. Immagina se potranno sostenere una società di calcio quando devono sostenere loro stessi”. 

Sul futuro delle società dalla prima categoria a scendere, cosa si prospetta?

“Ammesso che si riesca a ripartire perché non si è data una scadenza temporale. Qua si parla che a Dicembre ci sarà un nuovo picco del contagio. Questo ti lascia intendere anche per il prosieguo, per le nostre realtà dove non c’è lo staff medico già sarebbe difficile tutelare la salute dei giocatori insieme all’assenza di soldi. 

Su questa stagione che decisione dovrebbe essere presa?

“Sarei anche fortunato se si congelassero le classifiche adesso perché siamo primi però andare a dire a società che hanno investito soldi, qualcuna anche 6.000/7.000 € al mese che quella è la classifica avrai dei problemi. Ci saranno chi per protesta non si iscrive più o chi se lo può permettere presenterà causa. Non possono non finire i campionati perché ci sarebbero troppe lamentele. Ammettiamo che ci siano le condizioni sanitarie ed economiche per riprendere tra un paio di mesi, a fine Agosto si comincia la preparazione e Settembre ed Ottobre si completano i campionati precedenti. Quindi ripartire a Novembre il campionato successivo”.