Le 5 sconfitte casalinghe hanno demoralizzato l’ambiente che dopo il periodo di crisi del Grotta ha fallito le opportunità di rimanere al comando

PAOLISI (BN) – E’ un momento di riflessione quello che sta attraversando il Paolisi in questi giorni dopo la pesante sconfitta subita in casa contro il Baiano. Le 5 sconfitte interne, mai successo negli ultimi anni della storia del Paolisi, fanno pensare molto alla dirigenza giallorossa sul lavoro svolto dallo staff tecnico guidato dal giovane baianese Francesco Sgambati. Quest’ultimo, per la prima volta chiamato a guidare una squadra lontano da Baiano non ha entusiasmato la tifoseria paolisana, molto esigente dopo diversi anni di delusione e con una vittoria di un campionato di Promozione (2015-16) soltanto accarezzata a causa delle sentenze dalla giustizia sportiva. Insomma Paolisi, oggi è una delle poche realtà del calcio dilettantistico sannita che sta cercando di ritagliarsi il suo spazio a livello regionale, considerando che in Eccellenza e Serie D non abbiamo rappresentanti di questo territorio. Certo, inizialmente il Paolisi non è partita con i favori dei pronostici per la vittoria del campionato ma ad approfittare del periodo di crisi del Grotta sono stati solo gli irpini del San Tommaso guidati dall’esperto Gaetano Fasano. E in questo discorso i giallorossi hanno avuto la chance di inserirsi più di una volta ma senza approfittarne. E l’amarezza sta proprio lì, vincere a Grotta e tante altre gare esterne e deludere in casa. Al “Russo” anche le ultime vittorie, quelle nei derby sanniti con Montesarchio e Club Ponte non sono state del tutto brillanti. Il Paolisi come detto questa stagione è partito con l’ambizione di disputare un buon campionato e mirare ad un posto play off, infatti è stata allestita una squadra molto giovane, soprattutto in difesa, con i due centrali Rega ed Albertini, il primo classe 93 ed il secondo classe 95. La rosa è stata rinforzata a dicembre dall’esperienza di Gaglione, De Simone, Alfieri e dal rientro del capitano Crisci. Nell’ultimo turno c’è stato anche il rientro di Loffredo, una delle colonne di questa squadra. L’assenza di Angelo Colucci, uno dei pupilli di Sgambati che lo ha seguito subito in questa avventura si è fatta sentire eccome. Eppure l’ex Baiano doveva essere il primo a trascinare questa squadra visto il legame con l’allenatore. La società e la tifoseria interna hanno puntato molto  sulle sue giocate, ma il temperamento del giocatore spesso hanno fatto l’effetto contrario penalizzando la squadra con numerose squalifiche.