Le categorie di non interesse nazionale rischiano di non partire se si abbandona la zona bianca

La stagione 2021/22 inizia con tanti dubbi per le società purtroppo dimenticate dalla Promozione a scendere, a cui si aggiungono le numerose scuole calcio e attività giovanili dilettantistiche.

Un futuro certo con l’espandersi delle varianti non c’è. È questa la triste realtà quando mancano 2 mesi per l’inizio della Promozione e di altri campionati.

Se la Serie D e l’Eccellenza, i massimi campionati dilettantistici possono restare sicuri di iniziare e concludere perché riconosciute di interesse nazionale, dall’altra parte della medaglia c’è tutto un altro mondo di società e tesserati che attende di sapere cosa fare.

Oggi l’Italia è zona bianca ma molte regioni si apprende dai media nazionali rischiano di diventare arancioni dal 29 Luglio.

Le normative governative in zona gialla, arancione e rossa vietano l’utilizzo degli spogliatoi ma soprattutto non consentono gare agonistiche se non dichiarate di interesse nazionale dal Coni.

La domanda sorge spontanea? Dalla Promozione a scendere, la Lnd insieme alla Figc cosa intende fare?

Quelle poche persone che ancora oggi vogliono metterci i soldi per divertirsi e creare una squadra come devono comportarsi?

Queste realtà vanno tutelate con risposte  anticipate e concrete per non bruciare risorse inutili e vedersi fermate dopo un solo mese.

Insomma chi ci governa deve essere chiaro ed evitare il ripetersi delle situazioni della passata stagione con società che hanno pagato iscrizione anche completa in alcuni casi e con nessuna gara giocata.