Con una lunga lettera, il direttore Improta saluta la piazza dopo un solo mese di lavoro e motiva le scelte della sua separazione
SESSA AURUNCA (CE) - Si chiude in pochissimo tempo l’ultima avventura del direttore della Sessana, Mariano Improta. Ad annunciarlo è lo stesso direttore sportivo del club gialloblù, il quale ha raccontato in una lunga lettera tutto il percorso che ha spinto Improta a rinunciare alla sua mansione.
Diverse sono le storie raccontate nelle righe scritte dall’ex direttore della Sessana, dalla scelta dell’allenatore al comportamento della proprietà capitanata dal presidente Michele Schiavone.
Di seguito, la lettera di addio di Mariano Improta alla Sessana
E’ una giornata particolare. Queste righe non le avrei mai volute scrivere!
Più di un mese fa si avverava il mio sogno. Terminare il mio percorso calcistico, nell’anno del mio settantesimo compleanno, con i colori della squadra del mio cuore: la SESSANA.
Un ultimo anno nella città che amo per la sua storia, per i suoi monumenti: SESSA AURUCA.
Lo avevo cercato. Lo avevo voluto.
Purtroppo il sogno si spezza dopo aver lavorato alacremente ogni giorno, per oltre un mese, per cercare di costruire una squadra vincente e tornare in una categoria che la città merita: I’ECCELLENZA.
Si è partito con la scelta dell’allenatore. Ho contattato allenatori amici dal calibro di Ambrosino, Di Pasquale, Amorosetti, Ignudi, Mazziotti, Rea. Altri come Valerio, Teta, Diana.
Si sceglieva il giovane e già vincitore di campionati come mister Carlo Ignudi. Si portavano all’attenzione della dirigenza calciatori che appena dieci giorni prima avevano disputato, con l’Ercolanese, lo spareggio per l’accesso alla serie D contro il Siracusa: Borrelli, Caccia, Carbonaro, Tufano e poi i fratelli Di Micco, Maiellaro. Si cercava di convincere Spilabotte a venire a Sessa. Purtroppo dopo varie trattative, viste le difficolta di interfacciarsi con serenità con la dirigenza, mister Ignudi declinava l’offerta di allenare la Sessana.
Si ricomincia tutto da capo. Chi portare? Sceglievo Raffaele Di Pasquale che oltre alla sua grande professionalità nella vita privata ha un curriculum sportivo e titoli da fare invidia a centinaia di allenatori. Soprattutto per la sua capacità di confrontarsi con pacatezza e pazienza con alcuni dirigenti neofiti. Si passano a setaccio i calciatori che potevano tessere il mosaico per il gioco di Di Pasquale. Ancora una volta si portavano all’attenzione della dirigenza i calciatori che voleva il mister: Ayari, Capogrosso, Castiglione Sorrentino, Scognamiglio, Sozio, Romano, Cafariello, Festa, Marzano, Cerreto che insieme ai riconfermati dello scorso campionato dovevano comporre l’ossatura portante della nuova Sessana e ancora una volta calciatori di categoria superiore.
Purtroppo ancora una volta il progetto non collimava con le operazioni economiche del presidente e quindi ho deciso di rinunciare. Ma, quello che mi ha fatto più riflettere e portarmi alla decisione di rinunciare è stata la mancanza di fiducia di un presidente neofita verso persone che, onestamente e senza scheletri nell’armadio, nel calcio operano da cinquanta anni.
Un abbraccio a tutti e come sempre Forza Sessana




