Il capitano dei bianchi propone ai professionisti del calcio italiano di imitare i colleghi lusitani

Il tornado Covid probabilmente ha messo davvero a nudo il calcio italiano dilettantistico, che ora si trova costretto a formulare ragionamenti e strategie su come ripartire. Le problematiche da affrontare sono tante, dall’applicazione del protocollo di sicurezza per atleti e tecnici nelle categorie minori, fino alle tutele economiche per i ‘dipendenti’ del calcio. Un valido esempio arriva dal Portogallo: la solidarietà dei grandi del pallone. L’annuncio, arrivato direttamente dalla Federazione portoghese. I giocatori e i dirigenti lusitani, hanno deciso di devolvere metà del premio per la qualificazione agli Europei del 2020 (rinviati al 2021, ndr), al calcio dilettantistico del proprio Paese. Un importo vicino ai 5 milioni di euro, che andrà a sostenere un fondo apposito, creato dalla federazione. Ed è proprio da questo esempio di mutualità che il capitano del Savoia Ciro Poziello prende spunto.

Perché non importare questa iniziativa anche nel calcio italiano?

La mia idea è quella di creare un fondo da destinare al calcio dilettantistico. Prendendo come esempio l’azione fatta dai calciatori professionisti portoghesi, dopo che il calcio dilettantistico è stato definitivamente bloccato. Se ogni calciatore professionista di serie A destinasse l’1% del proprio stipendio alla creazione di un fondo speciale, si potrebbe tutelare quella parte del calcio che, anche se non ha lo status di professionista, comunque trova in questa attivita il reddito per mantenere la famiglia. Noi calciatori di serie D ci alleniamo 5 volte a settimana più la partita. Io mi faccio da portavoce per tanti colleghi che magari non percepiscono stipendio da dicembre. Personalmente, ci tengo a sottolineare, che il Savoia sta tutelando i propri tesserati in tutti i modi, la famiglia Mazzamauro non ci fa mancare niente. La mia ‘battaglia’ è soprattutto per tutti quei colleghi che non hanno la nostra stessa fortuna. Devo però aggiungere che l’AIC sta perorando anche la nostra causa.

Il capitano dei bianchi tocca anche l’argomento sicurezza. L’idea è quella di ripartire, salvaguardando in prima battuta la sicurezza di calciatori e addetti ai lavori.

Personalmente sono favorevole a ripartire, è giusto che i verdetti vengano dati dal campo. Però, ci tengo a precisare, che il tutto dovrà avvenire nel momento esatto in cui ci sia la certezza di non compromettere la salute di nessuno. Anche sotto questo aspetto la società ci sta tutelando come figli. Il presidente Mazzamauro, che ho sentito per gli auguri di Pasqua, ha confermato che è pronto a ripartire e seguire le direttive della lega, all’imprescindibile condizione che si tuteli al cento per cento la salute di tutti: calciatori, staff e dirigenti.

Noi calciatori del Savoia, grazie al supporto dello staff tecnico, stiamo continuando i lavori. Il mister ha preparato allenamenti personalizzati da eseguire in casa, studiati rispettando le ridotte disponibilità di spazio. Due volte a settimana ci sentiamo in teleconferenza. Manca tantissimo lo spogliatoio e cerchiamo di ricrearlo virtualmente.