Il presidente Catapano: “Siamo allo stremo. Il Magnotti è pronto, ma senza agibilità FIGC non possiamo programmare nulla”.
CICCIANO (NA)- La pioggia ferma ancora una volta il Cicciano. La gara di recupero della 14ª giornata di ritorno del campionato di Seconda Categoria-Girone C contro il Serino venne sospesa mercoledì scorso, questa volta al termine del primo tempo, quando il direttore di gara ha dichiarato il campo impraticabile a causa dell’acqua che impediva al pallone di rimbalzare correttamente. Una scena già vista, che riapre una ferita mai chiusa: l’assenza di un impianto sportivo agibile nel territorio ciccianese.
E oggi, come se non bastasse, è arrivato l’ennesimo colpo di scena: la partita è stata rinviata per la quarta volta, ancora una volta per impraticabilità del terreno di gioco. Una situazione che sfiora l’assurdo e che certifica in modo definitivo l’emergenza impiantistica che la società è costretta a vivere. La pioggia caduta nelle ultime ore ha reso impossibile anche solo pensare di scendere in campo, costringendo l’arbitro a rinviare nuovamente la gara.
La società biancorossa, costretta da mesi a un vero e proprio pellegrinaggio su terreni in terra battuta, vive una situazione ormai insostenibile. E il presidente Lino Catapano, attraverso i canali ufficiali del club e in un’intervista rilasciata al taccuino di Campania Football, ha scelto di raccontare senza filtri la realtà quotidiana di una società che lotta ogni giorno per sopravvivere.
“Non si può fare sport così”: la frustrazione del presidente
Catapano parte da un dato semplice: i continui rinvii stanno compromettendo la stagione. «Questa situazione ci sta penalizzando tantissimo. I recuperi infrasettimanali creano problemi enormi, perché noi non paghiamo i ragazzi: vengono per passione, per senso di appartenenza. Quando si gioca di mercoledì, qualcuno non può esserci per motivi di lavoro o familiari, e questo ci danneggia. Il gruppo è unito, ma non si può fare sport in queste condizioni».
L’appello alle istituzioni: “Aprite gli stadi, altrimenti la gente molla”
Il presidente non usa giri di parole: «Alle istituzioni dico una cosa semplice: aprite gli stadi. La passione per il calcio esiste ancora, ma se continuiamo così rischiamo che chi porta avanti queste società si stanchi, si annoi e decida di mollare. È già successo in passato, e non voglio che accada di nuovo».
Il valore sociale del Cicciano: “Siamo il fiore all’occhiello del paese”
Catapano rivendica con orgoglio il ruolo della società nel territorio: «Noi a Cicciano siamo una realtà importante, un vero fiore all’occhiello del paese. Coinvolgiamo oltre 200 famiglie, creiamo aggregazione, offriamo un punto di riferimento ai giovani. Ma siamo costretti a stare lontano dal nostro territorio. Serve che il nostro campo venga aperto il prima possibile: solo così possiamo programmare il futuro e diventare competitivi a 360 gradi».
Lo Stadio “Magnotti”: pronto ma ancora chiuso
Il nodo centrale resta l’impianto di casa, ormai completato ma ancora inutilizzabile. «Lo Stadio Magnotti è praticamente pronto. Il manto erboso è perfetto, gli spogliatoi sono finiti, le torri faro funzionano. Manca solo la tribuna grande, ma si potrebbe usare quella del settore ospiti. Le partite si potrebbero già giocare: manca soltanto il via libera dei tecnici FIGC per l’agibilità. E noi lo aspettiamo da troppo tempo».
Campi alternativi: una via crucis tra allagamenti, affitti e disagi
La situazione dei campi esterni è drammatica: «Il campo si allaga, in altri contesti è anche peggio: il pallone non rimbalza, diventa impossibile giocare. Non potevamo restare perché un’altra squadra aveva la priorità, quindi abbiamo dovuto affittare un altro campo . E ora dovremo trovare un altro campo ancora. Ogni spostamento significa soldi, soldi e ancora soldi».
“Siamo allo stremo”: l’impatto economico devastante
Il presidente entra nel dettaglio delle spese: «L’impatto economico è pesantissimo. Tra tesseramenti, iscrizioni, affitti dei campi e gestione quotidiana, siamo allo stremo. Per allenarci abbiamo dovuto prendere in gestione un campo, perché in un’altra finivamo alle 22:00 con le docce fredde. A Comiziano paghiamo tre volte a settimana. Le spese sono fuori controllo. Chi vive il calcio dilettantistico sa bene cosa significa».
Le conseguenze sportive: tre gare sospese, settore giovanile penalizzato
Il maltempo e la mancanza di un impianto adeguato hanno colpito anche il vivaio: «Quest’anno abbiamo già tre partite sospese con la prima squadra e due con l’Under 17. È una cosa assurda. I ragazzi sono sfiduciati, i tifosi sono stanchi, e noi dirigenti siamo allo stremo. Non si può andare avanti così».
Il sogno del presidente: “Promozione e settore giovanile d’élite”
Nonostante tutto, Catapano guarda avanti: «Il mio sogno è portare il Cicciano in Promozione, con un settore giovanile d’élite. Ci manca poco: ci manca solo il nostro stadio. Con il Magnotti aperto, in pochi anni sarebbe un obiettivo realizzabile al 100%. Ma senza un campo non possiamo programmare nulla».
Una comunità in attesa
La sospensione della gara è solo l’ultimo capitolo di una storia che dura da troppo tempo. Il Cicciano aspetta risposte, il territorio attende il suo impianto, e una comunità intera guarda allo Stadio “Magnotti” come all’unica via per tornare a respirare calcio vero.
La sensazione è che la storia sia arrivata a un punto decisivo. E che il prossimo passo non possa più essere rimandato.






