Caporetto biancoverde al Penzo. Il Venezia travolge l'Avellino 4-0: espulsi Tutino e Le Borgne, autogol di Reale e doppietta di Dagasso. Lupi inesistenti.
Una Caporetto in piena regola. L’Avellino affonda nella laguna veneziana sotto i colpi di un Venezia straripante, ma soprattutto sotto il peso dei propri errori e di un nervosismo ingiustificabile. Il 4-0 finale del “Penzo” non è solo un passivo pesante: è la fotografia di una squadra che ha smesso di essere tale dopo soli 34 minuti, trasformando il derby cromatico in un monologo arancioneroverde.
IL COLLASSO: SEI MINUTI DI FOLLIA
L’equilibrio regge fino al 34’, quando Tutino commette un’ingenuità imperdonabile: tacchetti alti su Franjic e rosso diretto. Da lì, l’Avellino si scioglie come neve al sole. In soli sei minuti, dal 38’ al 44’, i Lupi incassano tre gol. Prima Dagasso ribadisce in rete dopo un salvataggio sulla linea, poi Reale firma un goffo autogol nel tentativo di anticipare Perez, infine Busio chiude i giochi con una ripartenza fulminea. All’intervallo è già 3-0 e la sensazione è quella di un pugile suonato che aspetta solo il gong.
INFERIORITÀ E POKER: PIOVE SUL BAGNATO
Nella ripresa, Ballardini prova a cambiare tre pedine, ma la musica non cambia. Il Venezia gestisce il 78% di possesso palla contro un Avellino incapace di abbozzare una reazione, se si esclude una traversa colpita da Palumbo nel primo tempo. Il nervosismo biancoverde non si placa e al 40′ arriva il secondo giallo per Le Borgne, che lascia i suoi in nove uomini. Al 45′, proprio allo scadere, Dagasso firma la sua doppietta personale con un sinistro a giro che sigilla il definitivo 4-0. Una serata da incubo che interroga pesantemente società e guida tecnica.
Credit photo: Venezia FC






