Casting Avellino: volata a tre per il post-Pitone. Contratto fino al 2027.

Il Pitone è stato deposto, il veleno si è disperso nell’aria irpina, e il Partenio – tempio antico di passioni e di sangue – ora esige un nuovo re. Raffaele Biancolino ha lasciato il campo, e la dirigenza biancoverde, con Angelo D’Agostino al timone, ha accelerato la ricerca del successore. Non un traghettatore effimero, ma un Ulisse capace di legarsi fino al 2027, di spingere il masso di Sisifo senza fermarsi a contemplare il panorama. Ore decisive, contatti serrati, un casting che si definisce in queste ore: tre nomi caldi, con Fabio Caserta in pole position, William Viali che irrompe come vento abruzzese, e Guido Pagliuca che – come un fantasma omerico riemerso dalle nebbie – rientra prepotentemente in gioco.
 

Fabio Caserta: il pragmatico libero

È lui il nome che scalpita di più, il favorito assoluto. Esonerato a novembre dal Bari, Caserta è libero, motivatissimo e ha dato piena disponibilità. Non ha legami storici con l’Avellino – né da giocatore né da allenatore – ma porta con sé un curriculum solido in Serie B: semifinali playoff col Catanzaro, promozioni e salvezze con grinta e tattica. Il Machiavelli del pallone: costruisce con ciò che ha, senza illusioni. Contatti approfonditi in mattinata, e la società lo vede come l’uomo per un progetto lungo.

William Viali: il contendente a sorpresa, il vento che irrompe

Entra in ballottaggio serrato con Caserta, come un Achille che scende in campo senza l’armatura del passato. Ex Reggiana e Pescara, Viali ha avuto contatti approfonditi nelle ultime ore: profilo pragmatico, difesa organizzata, esperienza in cadetteria. Non il figlio della terra irpina, ma l’uomo nuovo che porta freschezza e equilibrio. La dirigenza lo valuta con attenzione: potrebbe essere la scelta “fredda” per scuotere una squadra che ha bisogno di stabilità. Il vento del mare che soffia su Avellino, pronto a domare la tempesta.

Guido Pagliuca: il saggio riemerso, l’Ulisse che tesse di nuovo la tela

Ieri sembrava scartato, ma oggi – come Penelope che riprende il filo – Pagliuca è tornato in corsa. Ex Empoli, ha ricevuto una call dalla dirigenza e le quotazioni sono risalite. Il saggio zen del pallone: intelligenza tattica, salvezze epiche, capacità di ridare identità senza urla. Rivalutato in extremis, secondo Pedullà: potrebbe essere la scelta per un contratto lungo, se Caserta e Viali non convincono del tutto. Un nome che scalda meno, ma che porta saggezza omerica.

Luca D’Angelo: lo stoico uscito di scena

Fumata grigia, come un oracolo che tace. Contatti avviati, ma la liberatoria dallo Spezia (ancora in crisi con Donadoni) è un nodo gordiano. Ex Pisa e Salernitana, D’Angelo resta in standby: grinta meridionale e pragmatismo, ma la pista si è raffreddata. Non più in pole. Il resto del bosco: ombre e suggestioni.


Pecchia è un sogno proibito (salario da A), Bisoli e Nesta monitorati ma defilati. La società non vuole frenesia: vuole un re, non un tappabuchi. Entro stasera o domani, la decisione. Il nuovo allenatore dovrà trasformare il veleno del Pitone in antidoto, senza ereditare il peso di un passato che non c’è.
Il lupo irpino osserva dal bosco, ferito ma affamato.