Il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive ricostruisce episodi, precedenti e rischi che hanno portato al divieto di trasferta per Cosenza, Catania e Cavese nelle gare del 5 marzo.
NAPOLI- La giornata del 5 marzo 2026 passerà alla storia come una delle più restrittive per il Girone C di Serie C. Le Prefetture di Potenza, Benevento e Crotone, dopo le segnalazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e le determinazioni del CASMS, hanno disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai tifosi ospiti, con annullamento e rimborso dei biglietti già acquistati per tre partite: Potenza-Cosenza, Benevento-Catania e Crotone-Cavese.
Il CASMS ha motivato i divieti di trasferta per le gare del 5 marzo con un quadro ritenuto “estremamente critico” sul piano dell’ordine pubblico. Nella determina inviata alle Prefetture di Potenza, Benevento e Crotone, il Comitato ha parlato di un rischio concreto e preordinato di scontri tra le frange più oltranziste delle tifoserie di Cosenza, Catania e Cavese, individuato attraverso attività informativa definita “recentissima” e ritenuta altamente attendibile.
Secondo il CASMS, il pericolo non nasce da un singolo episodio isolato, ma da una dinamica consolidata che negli ultimi anni ha visto queste tifoserie protagoniste di incidenti gravi, spesso avvenuti durante gli spostamenti autostradali. Il Comitato ha richiamato in particolare quanto accaduto il 31 ottobre 2024, quando ultras di Catania e Cavese, pur viaggiando in direzioni opposte, tentarono più volte di venire allo scontro lungo l’A2. In quell’occasione, gruppi organizzati si disposero ai margini della carreggiata all’altezza di Altomonte, armati di mazze e catene, dileguandosi solo all’arrivo delle forze dell’ordine. Nel viaggio di ritorno, un gruppo numeroso di tifosi catanesi assaltò l’area di servizio Tarsia Ovest, lanciando petardi, fumogeni e oggetti contundenti verso i sostenitori cavesi che transitavano nella corsia opposta. Lo scontro che ne seguì fu così violento da richiedere l’interruzione della circolazione.
Durante il viaggio di andata, infatti, le stesse si sono assestate lungo la carreggiata dell’autostrada A2, all’altezza di Altomonte (CS), armate di mazze e catene, cercando lo scontro e dileguandosi prima dell’arrivo della forza pubblica. Nel corso del viaggio di ritorno, invece, un cospicuo numero di ultras catanesi, giunto presso l’area di servizio Tarsia Ovest (direzione sud), ha dato luogo ad un assalto ai tifosi della Cavese in transito nella corsia opposta, armati di bastoni e travisati, con lancio di petardi, fumogeni e oggetti contundenti. Anche i tifosi cavesi hanno risposto all’aggressione dando corso a uno scontro che ha richiesto l’interruzione della circolazione stradale. […]
Il CASMS ha inoltre ricordato la forte conflittualità che caratterizza da anni i rapporti tra la tifoseria del Cosenza e quelle di Catania e Cavese, con episodi di violenza registrati anche contro le forze di polizia impegnate nei servizi di ordine pubblico. Una situazione che, secondo il Comitato, rende particolarmente delicati gli incroci autostradali e le fasi di movimentazione delle tifoserie, soprattutto in un turno in cui tre squadre avrebbero viaggiato contemporaneamente verso Potenza, Benevento e Crotone.
Alla luce di questi elementi, il CASMS ha ritenuto “altamente probabile” il verificarsi di gravi turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica, invitando le Prefetture a valutare misure restrittive immediate. Da qui la scelta di disporre il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nelle province interessate e l’annullamento dei biglietti già emessi, ritenendo insufficiente ogni altra forma di mitigazione.
Per quanto concerne la tifoseria cosentina, questa annovera rapporti di forte conflittualità sia con quella del Catania che con quella della Cavese, caratterizzati da episodi di violenza nelle occasioni in cui si sono incontrate, perpetrati anche contro le forze di polizia impiegate nei servizi di ordine e sicurezza pubblica.
Negli incontri tra le squadre in menzione vengono adottate misure restrittive di divieto di trasferta.
Preso atto delle considerazioni espresse dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive e ritenendo altamente probabile che in occasione dei predetti incontri possano verificarsi gravi turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica […]
Una decisione che ha avuto un impatto enorme sulle tifoserie coinvolte, ma che per il CASMS rappresenta l’unica misura in grado di prevenire nuovi episodi di violenza in un contesto considerato ad altissimo rischio.






