Parole di fuoco per la situazione che sembra essersi creata a Castellammare nelle ultime settimane, frutto di addii clamorosi e trattative che hanno insospettito la piazza

CASTELLAMMARE DI STABIA - Più volte si è sentito un verbo diffondersi nelle ultime settimane in quel di Castellammare di Stabia, un disegno che avrebbe visto la Juve Stabia diventare man mano sempre di più una succursale della Salernitana, una società satellite dei granata che avrebbero così sfruttato le vespe per i propri scopi.
Ad interrompere il silenzio con delle dichiarazioni infuocate, chiare e soprattutto senza mezzi termini, è stato il fratello del presidente del club gialloblù Giuseppe Langella, profondamente irritato per la crescita di questo ideale completamente errato.

“La Juve Stabia non è società satellite di nessuno. Questa è una cosa che voglio precisare, anche se già qualche settimana fa l’avvocato Todaro, nella trasmissione web “Il Pungiglione Stabiese”, aveva ribadito che non avevamo bisogno di nessuno. Questo però non è servito a nulla.
Forse le persone hanno un collegamento con il serio professionista che abbiamo qua, ovvero Fabrizio Fabiani, figlio del noto Ds della Salernitana, che ha tanta voglia di crescere. Purtroppo lui è figlio d’arte: non significa che se lui viene inviato in quella squadra allora noi siamo succursale della Salernitana o di qualsiasi altra squadra.
La Juve Stabia, come proprietà, dirigenza e staff, non ha bisogno di essere satellite di nessuno; ha una grande forza, e lo stiamo dimostrando, anche se i risultati cominciano a farsi vedere solo in questi ultimi tempi essendo comunque una squadra nuova che ha bisogno di tempo; probabilmente faremo un grande girone di ritorno e ci piazzeremo in quelle posizioni che ci aspettiamo vengano raggiunte sul campo.
Sono ferito, mi dispiace dire queste parole, ma non ci sarà una cosa del genere. Ci sarà forse tra dieci anni, cinque anni, ma significa che la Juve Stabia dovrà cambiare proprietà.
Per me non esiste, dobbiamo andare avanti con il nostro progetto per il bene della Juve Stabia e della nostra società.”

Si parla anche degli addii che hanno caratterizzato la settimana gialloblù, da quello di Gianni Improta alla risoluzione di Fabio Ghinassi:
” Vorrei aggiungere qualcosa anche per puntualizzare sulle dimissioni di Gianni Improta, che è andato via per scelta propria a San Benedetto del Tronto; non è stata né una scelta tecnica né di società.
C’è stato poi un cambio dirigenziale con l’avvento dell’esperto Peppino Pavone, voluto da noi e seguito da tempo, oltre che come dirigente anche come Ds, al posto del nostro ex Direttore Filippo Ghinassi, che per problemi suoi – non vado nel particolare perché non tocca a me sapere di queste cose, aggiunge – ha ottenuto la risoluzione del contratto.”

Uno degli argomenti scottanti di questo periodo non può che essere il calciomercato, un terreno piuttosto insidioso soprattutto nel periodo della sessione invernale:
“Il calciomercato di gennaio una volta si chiamava <<mercato di riparazione>>, oggi lo chiamano solo <<mercato>>. Non è come quello estivo, che è molto più facile e semplice perché c’è la disponibilità di diversi calciatori. Oggi il portare a termine delle trattative è molto difficile, perché oltre che con il procuratore ed il calciatore bisogna parlare con le società. Se un calciatore è bravo la società difficilmente lo libererà, quindi non è facile trovare quello che ad una società serve e vuole.
Detto questo, noi siamo vigili sul mercato e porteremo degli accorgimenti alla squadra sicuramente. Appena ci verrà data possibilità di chiudere qualche trattativa importante, che porta bene alla Juve Stabia, perché non siamo qui a fare solo numeri, noi la porteremo a Castellammare.”

Chiusa la parentesi calciomercato, la mente si sposta, seppur brevemente, al match di domani con la Ternana:
“Stiamo vivendo una vigilia di una partita importantissima, sperando di fermare la corsa di una squadra al momento imbattuta. Per noi è una grande soddisfazione, sul campo, giocarcela con una squadra imbattuta, sperando di sfatare questo tabù che fino adesso ha fatto si che la Ternana stia volando in campionato.”

Le dichiarazioni di Giuseppe Langella si chiudono con un’ulteriore rimarcazione sullo stato della sua Juve Stabia:
“Questa squadra, tre mesi fa, era sull’orlo del fallimento: era ingessata, non poteva neanche partecipare alla Coppa Italia. Io, seguendo il progetto di mio fratello, ho sposato questa causa e, pertanto, dopo tre mesi non intendo assolutamente da nessuno sentire che noi siamo satelliti: noi siamo satelliti di noi stessi.”

 

Foto credits: Juve Stabia YouTube Channel