CASTELLAMMARE DI STABIA – È un Fabio Caserta soddisfatto quello che si presenta ai microfoni dei giornalisti a seguito della vittoria per 1-0 della sua Juve Stabia ai danni della Reggina di Massimo Drago.
Il tecnico campano, nell’intervista odierna, non bada a spese nell’elogiare la propria formazione, primo punto sottolineato appena gli è stata data, per la prima volta, parola in conferenza stampa:
“È una squadra che non demorde mai, non molla fino alla fine, lotta su ogni pallone. Oggi c’è stato un momento che, magari, dopo il rigore sbagliato e tante occasioni create e sprecate, tutti noi pensavamo fosse una giornata un po’ storta. Però la squadra ha reagito molto bene, fino alla fine ha lottato e cercato in tutti i modi il gol ed è arrivato. È arrivata anche una bellissima vittoria sofferta, che è molto bella e molto importante.”
Dopo alcuni elogi ai propri giocatori, arriva il momento di iniziare a rispondere alle domande dei giornalisti, i quali chiedono istantaneamente un’analisi accurata dell’incontro appena concluso, soprattutto dal punto di vista tattico, visto il cambio di modulo adottato da Caserta, il quale si è rivelato determinante per la vittoria finale:
“Ho visto che sia nel primo che nel secondo tempo la Reggina ci ha aspettato nella propria metà campo per cercare di ripartire. Ho deciso di mettermi a tre dietro, perché arrivavamo forse facilmente fino alla trequarti, però poi noi, in fase conclusiva, facevamo fatica, perché era solo Paponi, con gli esterni che non riuscivamo magari a creare superiorità numerica per paura della Reggina, perché ci chiudeva bene. Ho deciso di spostarmi e di mettere il 3-5-2 per mettere un attaccante che potesse dare una mano a Paponi e creare, magari, quello spazio che serviva a Carlini, se partiva un po’ più dietro. E ho utilizzato, quindi, sia da una parte Elia sia da una parte Germoni per spingere un po’ di più. Lo hanno fatto, a mio avviso, molto molto bene e sono contento, perché, ripeto, è stata una prestazione a mio avviso molto bella, perché la squadra dal 1′ è partita subito fortissima per cercare subito di ottenere a tutti i costi la vittoria. Non ci è riuscita nel primo tempo, ma poi anche nel secondo ha cercato sin dall’inizio di portare a casa questa vittoria, ci siamo riusciti e siamo molto contenti.”
La seguente analisi proposta al tecnico si soffermava particolarmente sugli impegni delle scorse settimane delle vespe e di come questi potevano o meno influire sulla reale condizione della squadra gialloblù:
“Sa cosa c’è? È che adesso il campionato si sta avviando verso la fine. Le partite adesso sono tutte difficili e tutte importanti. Un pareggio, una vittoria, una sconfitta adesso ti cambia anche l’umore, purtroppo è così. Il calcio è così: basta una settimana dove pareggi ed è stato subito visto come un momento negativo, però per me non è così. Pareggiare con il Catanzaro, pareggiare a Monopoli per me sono stati punti molto importanti. I ragazzi vorrebbero vincere tutte le partite, ma non è facile. Quindi poi più passa il tempo e non fai gol, più subentra un po’ di voglia di lottare, di vincere, voglia di fare gol e tra la paura, la rabbia, su qualche magari azione sbagliata, però poi alla fine la cosa importante è che quando la sblocchi è normale che la squadra si sia sbloccata un po’. Potevamo fare anche il 2-0, però, dal mio punto di vista, è stata una grandissima partita da parte della squadra.”
Fabio Caserta, successivamente, spende due parole anche per colui che è stato definito il match winner del pomeriggio, ovvero il terzino scuola laziale Luca Germoni:
“Germoni è un giocatore come gli altri. Se oggi ho deciso di farlo giocare è perché mi serviva un calciatore diverso rispetto ad Allievi, che magari ha meno gamba in fase propositiva e che è un po’ più difensivo rispetto a Germoni. Mi serviva appunto questo e Germoni ha fatto un’ottima partita, come del resto tutta la squadra. Sarà utile anche Germoni per il proseguo del campionato.”
Non poteva mancare, ovviamente, una domanda sulle condizioni di Marzorati, uscito anzitempo per un problema fisico, del quale però ancora si disconosce la reale entità dell’infortunio:
“Mah, Marzorati lo valuteremo mercoledì. Vedremo, perché ha accusato nuovamente un fastidio al flessore, quello che lo aveva tenuto un po’ fermo un po’ di giorni. Vediamo martedì/ mercoledì cosa ci dirà il dottore.”
In seguito il tecnico stabiese si è soffermato sull’episodio del calcio di rigore fallito da Paponi, svelando come quest’ultimo abbia effettivamente condizionato, anche se solo in parte, la prestazione complessiva dei gialloblù:
“Per quanto riguarda l’errore del calcio di rigore, eventualmente un po’ la squadra ha accusato il colpo, perché sei fai gol diventa magari in discesa, ma non è detto che alla fine poi portiamo a casa i tre punti. Ma ha avuto un contraccolpo mentale, l’ha accusato, però poi, in campo, la squadra è esperta e ha ricominciato, soprattutto nel secondo tempo, dall’inizio, a macinare gioco e azioni, cercando in tutti i modi la via del gol, che poi alla fine, dopo tanto e tanto, è arrivato. E quindi siamo molto contenti.”
Si ritorna, successivamente, a parlare di tattica e del motivo per il quale mister Fabio Caserta ha deciso di cambiare improvvisamente modulo, passando al 3-5-2:
“Guarda, anche con il 4-3-3 si faceva bene, però in fase conclusiva da solo Paponi faceva fatica, perché poi loro si chiudevano bene, e ho cercato di mettere un attaccante per dargli una mano, per stargli vicino, per cercare di dialogare un po’ e di liberare un po’ Carlini dalla posizione che aveva prima, perché prima aveva anche qualche compito di copertura; dopo ho cercato magari di liberarlo dal gioco, quando partivamo da dietro. Elia, poi, da fare il quinto ha veramente dato quell’accelerata che ci serviva. Secondo me questa squadra si può adattare a tanti moduli e lo dico dall’inizio. Sono molto duttili come giocatori, ne ho tre/quattro molto duttili, ma la cosa importante di questa squadra è la mentalità , che al di là del modulo e al di là di chi gioca e non gioca, cerca fino alla fine di portare a casa i tre punti. A volte anche esagerando, perché l’unica azione, l’unico tiro pericoloso della Reggina è stato il salvataggio sulla linea di Mezavilla, non ricordo altri tiri pericolosi o qualche tiro da lontano. La squadra, per me, ha strameritato di vincere, oltre la vittoria ha fatto una grandissima partita.”
Non possono mancare nemmeno considerazioni sugli avversari appena sconfitti, ovvero sulla Reggina, della quale il tecnico ammette di essere grande sostenitore:
“La Reggina per me è una buonissima squadra. Ha avuto qualche problema all’inizio, poi adesso ha cambiato società e a gennaio sono arrivati giocatori importanti. È una squadra forte, è difficile da affrontare, perché, a livello qualitativo, ci sono quattro/cinque giocatori che in questa categoria fanno la differenza. Per me può fare un finale di campionato arrivando anche nelle zone alte della classifica. Io, da tifoso della Reggina, sono contento per la mia squadra, che è la Juve Stabia; un po’ meno per la Reggina, da tifoso, però sono convinto arriverà fino alla fine nelle zone alte della classifica. Per me c’ha tutte le qualità e i giocatori, lo staff, dipende adesso dalla società . È una società solida, come lo era prima, ma adesso si è rinforzata ancora di più. Possono fare bene fino alla fine.”
C’è spazio anche per degli attimi di divertimento durante la conferenza post gara, con un giornalista che paragona la battaglia appena conclusa con quella di Rocky con Ivan Drago, con Caserta che sfrutta l’assist per elogiare ancora una volta positivamente i suoi ragazzi:
“Sono molto contento, perché vedere ragazzi come giocano: perché alla fine possono pure sbagliare, sbagliano loro, sbaglio io, sbagliano tutti, però la cosa bella di questa squadra è che non molla fino alla fine, questa è la cosa che mi riempie di orgoglio, perché vedere questi ragazzi che lottano fino alla fine è la cosa più bella.”
Sull’atteggiamento tenuto dai ragazzi mister Fabio Caserta spenderà più delle semplici parole prima riportate, sottolineando anche la difficoltà riscontrata dal tecnico nell’attimo della scelta dell’undici da schierare titolare:
“Io, dall’inizio, più passano le partite e più mi rendo conto che, come vi dico sempre, io faccio fatica a fare la formazione per questo, perché faccio fatica a scegliere undici titolari, perché meriterebbero tutti di giocare. Però alla fine devi fare delle scelte: io la formazione, soprattutto oggi, ieri sera sono andato a letto pensando a un tipo di formazione, questa mattina mi so svegliato con un’altra, verso le 10:30 ho ricambiato di nuovo. Questo perché pensi a tante cose: pensi a chi ti può dare qualcosa di più in fase di spinta; chi magari cercando di non rischiare, tipo Marzorati che non volevo rischiarlo, però poi se il ragazzo mi dice << sto bene >>, non può prevedere gli infortuni, non può prevedere niente; metti Mezavilla perché ti serviva più fisicità in mezzo al campo, dopo quindici minuti l’hai dovuto arretrare. Però è la forza di un gruppo, quando si parla di gruppo solido, di gruppo forte in tutti i reparti, è questa, perché qualsiasi calciatore scegli sai che ti puoi fidare tranquillamente, perché sai che ti dà il massimo. Poi, ripeto, uno può sbagliare, però è l’atteggiamento, la voglia che c’è in ognuno di loro è molto bello.”
La conferenza si chiude con un’ultima domanda di fondamento tattico, legata alla possibilità di vedere anche in futuro un modulo diverso dal solito 4-3-3 dal 1′, anche per sorprendere gli avversari di turno:
“Ma guarda, questa squadra a mio avviso con il 4-3-3 ti può dare sempre un qualcosa in più, perché siamo partiti dal ritiro così, i giocatori hanno assimilato un po’ tutti i movimenti che chiedo, ma ci sono state anche partite dove dopo cinque/dieci minuti, sia per la bravura degli avversari o perché non mi piaceva qualcosa, ci siamo spostati subito a 3. Lo può fare tranquillamente, però credo che mettereste fuori anche troppa gente. Se giochi 3-5-2 tutti gli esterni li metti tutti fuori e quindi non è facile, poi. Io credo che dal 4-3-3 passare al 3-5-2, con i giocatori con cui decido di iniziare, lo posso fare. Se parti col 3-5-2, quindi con due attaccanti, se vuoi cambiare non ce la fai, soprattutto se metti due attaccanti di ruolo come Paponi e Bruno; se metti, faccio un esempio, Torromino – Paponi potresti anche, però in quel caso dovresti adattare uno tra Canotto ed Elia a fare il quinto. Dal mio punto di vista è un po’ più difficile, però non lo escludo. In questo momento mi dà garanzie la difesa a quattro, nell’evenienza e durante la partita passare a tre magari lo fai con un po’ più di tranquillità .”






