Il neo tecnico del Giugliano chiarisce in esclusiva a Campania Football la sua scelta, che non ha dato peso ad aspetti economici e di categoria

GIUGLIANO - Il nuovo allenatore del Giugliano Massimo Agovino, al centro di numerose polemiche dopo il sì alla Sarnese e poi l’addio, difende la sua persona e moralità sportiva e di vita ai microfoni di Campania Football raccontando così la sua verità.

Tutto inizia da un incontro col Direttore Sportivo della Sarnese, Alessandro Rosolino: “Due settimane fa, sono stato da Rosolino, il quale mi dice di venire a vedere la partita Sarnese – Nardò perché mi sono in procinto di cambiare in panchina. Vado a vedere la gara, anche se non è nel mio stile, e la Sarnese vince. Mi chiama Rosolino in serata e mi dice che gli dispiace ma non cambiamo più, io gli dico che hanno preso una giusta decisione perché la squadra ed il collega stavano facendo bene. Non so quanti allenatori lo avrebbero fatto. Domenica la Sarnese a Bitonto, Rosolino mi richiama e mi dice che il Presidente mi vuole vedere. Ci incontriamo e io gli do la disponibilità. Faccio due allenamenti con la squadra più un amichevole, vinta con la Nocerina giocando bene. Dopo la gara torno a casa e, non vivendo più di sogni, all’età di cinquantuno anni e mezzo decido di fare una riflessione”. Riflessioni, chiamate e messaggi secondo il Presidente Diodati, che parla di un Agovino scappato dal campo per chissà quali motivi, forse per il Giugliano. “Non è vero che alle 18:00 ero con Sestile – risponde piccato il tecnico Agovino – bensì ero a Sarno col Sig. Rosolino, Direttore della Sarnese, per un caffè da lui stesso offertomi”. 

La crisi e soprattutto l’addio del tecnico alla Sarnese si consuma nella serata di giovedì quando Agovino si ritrova a casa e riflette: “Torno a casa da allenatore navigato, che viene da un esonoro a Nuoro e non può giocarsi il culo, e vedo la classifica del girone H con squadre come Gravina, Nardo e Nola a quota 24 e 25 punti. Faccio una riflessione: posso fare un Play Out in casa in queste condizioni ? Con una squadra giovane che ha bisogno di lavorare, di insegnamenti? Secondo me, no. Alle ore 21:00, dunque, chiamo Diodati e declino l’invito. Lui mi risponde dicendo che era una follia, allora ci diamo un momento di riflessione. Lo richiamo alle 21:40 e gli ribadisco la mia decisione, lui mi ribatte dicendomi di far passare una notte. Io non dormirò per tutta la serata, così alle ore 02:42 gli mando il famoso messaggio dove gli spiego le mie motivazioni. Dico al presidente di non essere il profilo adatto per la squadra. Sono un’esteta del calcio, questa è una squadra giovane: i ragazzi sono bravissimi, mi hanno emozionato per dedizione e spirito di sacrificio come soldatini  ma non ci sono le condizioni per salvarci”. Da qui, la rottura definitiva alla Sarnese ma poco prima, sempre nella tormentata serata del giovedì, c’è il primo abbocco col Giugliano di Sestile, chiamato a sostituire De Stefano e a dare la scossa ad una squadra morta mentalmente dopo la sconfitta in Coppa Italia. “Alle ore 21:00 di giovedì, mi contatta Sestile e mi chiede se avessi firmato. Gli dico di no e da lì parte tutto. Davanti a un grande progetto come quello del Giugliano, mi sono sentito stimolato. Da uomo di calcio e non da uomo di niente, scendo pure di categoria e quindi non ostacolo la Sarnese magari andando al Gragnano, Nola o Nardò. In più, posso giocarmi qualcosa di importante dopo aver allenato squadre forti e meno forti. Diodati ha provato ancora a convincermi il giorno del venerdì parlandomi di aspetti economici, non avrei accettato a prescindere. Giugliano è un progetto importante, non potevo perdere questo treno”. 

Dal Giugliano alla Sarnese e qui Agovino sferra un pesante attacco al Presidente Diodati e alle società in generale mettendo in evidenza delle falle importanti che hanno comunque inciso nella sua scelta finale. “Io mi chiedo come mai esce l’ufficialità del mio arrivo alla Sarnese senza una firma, senza ricevere acconti ne nulla. Come mai, lo stesso Cusano non era stato ancora esonerato e dunque non sarei potuto andare in panchina visto che lo stesso tecnico mi ha detto che avrebbe mandato i certificati medici perché non aveva ricevuto alcuna comunicazione. Una situazione imbarazzante, ora qualcuno vorrebbe pure crocifiggermi – ribatte Agovino – ma quando le società devono cacciare gli allenatori non ci pensano su due volte, mentre quando un allenatore ha un ripensamento lo si attacca a prescindere. E pensare che solo oggi ho preso i soldi di Potenza dopo ben due anni, così come a Nuoro non mi hanno dato manco i soldi per rientrare a Terracina. Tuttavia, voglio comunque ringraziare il Direttore Rosolino ed il Presidente Diodati per aver pensato a me, auguro alla Sarnese una salvezza senza Play Out”.

Ultima battuta dedicata alla piccola bimba di Agovino, una notizia che non vorremmo scrivere ma che l’allenatore ha voluto fosse inserita per essere totalmente chiari: “Mia figlia di quattro anni e mezzo ha passato tanti problemi di salute e tutt’ora non si sente bene. Il Presidente Diodati ha detto una bruttissima cosa, ma alle 17:00 mi avevano chiamato telefonicamente che mia figlia era in ospedale con la febbre a 40. Mi ero preoccupato perché so quante ne ha passate, perciò mi sono stranito e soprattutto sono corso per capire le sue condizioni” – conclude Agovino, a cui Campania Football è molto vicino augurando alla sua bimba una pronta guarigione, pronta magari un giorno a gioire per le vittorie del suo papà.