Stretta di mano tra calciatori, arbitri e assistenti. In caso di rifiuti ci saranno provvedimenti
È il famoso “terzo tempo”, il saluto dei protagonisti in campo a fine gara. La Lega Nazionale Dilettanti detta la procedura da seguire alla fine di ogni incontro ufficiale, sia quindi una gara di campionato, coppa o juniores nazionale.
Al triplice fischio finale, così come succede all’inizio del match, tutti i calciatori si dovranno schierare al centro del campo e, dopo aver salutato il pubblico, i calciatori della squadra ospite dovranno sfilare prima davanti alla terna arbitrale poi davanti agli avversari, stringendo la mano.
Ma la parte più interessante delle disposizioni è quella che riguarda il compito dell’arbitro: si legge nel documento della Lega che “qualora il Direttore di Gara ravvisi, a suo insindacabile giudizio, che non vi siano le condizioni oggettive ambientali per procedere a quanto disposto, e/o registri il rifiuto di una o entrambe le squadre (totale o parziale) al puntuale rispetto della disposizione, e/o verifichi che uno o più calciatori o dirigenti impediscano agli altri compagni di effettuare il saluto, dovrà riportare dettagliatamente l’accaduto sul proprio rapporto, per i provvedimenti conseguenti da parte degli organi di Giustizia Sportiva”.
Il saluto finale dunque non è facoltativo ma è indicativo che si indichi tra le persone che possano impedire il saluto anche i dirigenti. Ciò è indice che si ha ben conoscenza del ruolo a volte negativo che ricoprono i tesserati non calciatori di una società che spesso gettano benzina sul fuoco anziché provare a calmare gli animi.






