La Nocerina riflette sul futuro di Fabiano dopo le tensioni dell’ultima gara e un clima sempre più pesante. La decisione potrebbe arrivare subito dopo Pasqua, con un nome già in pole per l’eventuale sostituzione.
NOCERA INFERIORE (SA)- La Pasqua, per tradizione, è il momento della rinascita. Ma in casa Nocerina, più che una ripartenza, si respira un senso di sospensione, come se tutto fosse in attesa di una decisione inevitabile. La panchina di Franco Fabiano, già traballante da settimane, vive ore di profonda incertezza proprio nel giorno in cui il calcio si ferma e le riflessioni diventano più pesanti.
Fabiano conosce bene questa altalena emotiva. Era subentrato a settembre a Campilongo per dare ordine a una squadra smarrita, era stato esonerato a dicembre dopo il 2-2 contro il Monastir, e poi richiamato a gennaio dopo la parentesi negativa di Galderisi. Una storia di andate e ritorni che racconta più di ogni altra cosa la fragilità di una stagione nata male e proseguita peggio.
La Pasqua arriva nel momento più teso dell’anno. Il pareggio contro il Latte Dolce, in un San Francesco quasi deserto, ha lasciato strascichi pesanti. L’episodio del litigio con un tifoso ha incrinato ulteriormente il rapporto tra Fabiano e l’ambiente, già provato da risultati altalenanti e da una classifica che non dà certezze. La società, che ha già cambiato quattro tecnici in pochi mesi, sa che un nuovo ribaltone sarebbe l’ennesimo scossone, ma forse anche l’unica strada per provare a salvare la stagione.
Il nome di Aniello Parisi resta il più caldo. Un tecnico preparato, abituato a lavorare con i giovani, con un profilo che piace per equilibrio e competenza. La dirigenza sta valutando se affidargli la squadra subito dopo Pasqua, quando il campionato entrerà nella fase decisiva e ogni punto peserà come un macigno.
La Pasqua, però, è anche il momento in cui la tifoseria si interroga sul futuro, anche in virtù della mancata cessione a Portelli ed un futuro sempre più nebuloso. Il pubblico rossonero, un tempo anima pulsante del San Francesco, oggi appare disilluso, distante, quasi rassegnato. La speranza è che la società riesca a ritrovare una direzione chiara, un progetto credibile, una guida stabile. Perché la Nocerina, con la sua storia e la sua identità, merita molto più di una stagione vissuta tra esoneri, tensioni e rimpianti.
Il giorno di Pasqua non porta risposte definitive, ma prepara il terreno per decisioni che arriveranno a breve. E forse, proprio in questo clima sospeso, la Nocerina può trovare la forza per ripartire. Con o senza Fabiano.






