Inaugurata la sede dell’associazione. Il sindaco Buonajuto: “Lavori alla curva sono realtà, se c’è un imprenditore serio, pronto a dare anche lo stadio in gestione”

ERCOLANO (NA) – “Perché creare un club quando non esiste neanche una società di calcio che rappresenta la nostra città? Dopo varie illusioni e delusioni, noi tifosi dell’Ercolanese abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e tenere viva quella fiamma di passione granata che arde dal 1924. Siamo tifosi di questa maglia anche se essa, purtroppo, ora non calca nessun campo. Ma abbiamo l’obbligo morale di tenere viva non solo la memoria, tramandata dai nostri nonni e padri, ma anche la speranza per le future generazioni”.

Così i tifosi della neonata associazione Club Ercolanese 1924, in occasione dell’inaugurazione della sede ieri sera in via Panoramica a Ercolano, hanno spiegato le ragioni che li hanno spinti ad avviare questa avventura. “Il nostro – prosegue il volantino diffuso durante l’evento –  non è un semplice club di tifosi, la nostra è un’associazione che, sotto il simbolo e il nome storico della nostra squadra, opererà sul territorio con iniziative varie, calcistiche e non. Sarà di supporto, speriamo, ad una futura società”.

Molti i partecipanti, dagli ex calciatori Tufano e Fiorito a quelli di più recente militanza in maglia granata, Caso Naturale del Giugliano, Gatta dell’Albanova, Orefice del Marcianise e l’attuale tecnico del Gragnano, Rosario Campana, accompagnato dal dirigente Ciro Raimondo.

Tufano e Fiorito

Anche il sindaco Buonajuto ha portato i suoi saluti: “In questi anni ci hanno rubato l’entusiasmo, ma a me sembra che questo non sia mai venuto meno. Questa sera dimostriamo a chi vuole investire a Ercolano che qui c’è un tifo sano”. Il primo cittadino si è soffermato anche sui lavori dello stadio, tema carissimo ai tifosi, senza escludere la gestione a un’eventuale società: “In questi giorni hanno fatto le prove geologiche, quindi ci siamo per il progetto esecutivo. Però uno stadio senza una società e una dirigenza seria, non serva a nulla. Per me un presidente può anche prendersi lo stadio in gestione, se è serio. Dopo i lavori, sono curiosi di sapere quanti imprenditori si faranno avanti. L’anno scorso ci hanno preso in giro, non cerchiamo cialtroni che umiliano la nostra passione”.  

Il taglio del nastro è stato simbolico perché affidato ad Antonio Iuliano, storico magazziniere, e a Francesco, giovane tifoso. Ad ammirare la sede ricca di foto storiche c’era anche un rappresentante del gruppo del Torino “C’mon”, portatore anche dei saluti del club del Toro di Benevento. Ora il club muove i primi passi con le iscrizioni all’associazione.