L’imprenditore maltese spiega perché ha rinunciato all’acquisizione della Nocerina: le due diligence hanno evidenziato criticità strutturali, logistiche ed economiche che hanno reso l’investimento non sostenibile.
NOCERA INFERIORE (SA)- La trattativa tra Joseph Portelli e la Nocerina si è ufficialmente chiusa settimana scorsa, ma solo ora emergono in modo chiaro i motivi che hanno portato l’imprenditore maltese a fare un passo indietro. In un’intervista rilasciata a TMV Sport e ripresa dai media maltesi e italiani, Portelli ha spiegato nel dettaglio cosa è accaduto durante le due diligence e perché, nonostante l’interesse iniziale e l’investimento economico già sostenuto per le analisi preliminari, ha deciso di non procedere con l’acquisizione del club rossonero .
Portelli ha raccontato di aver incaricato un team di professionisti per valutare ogni aspetto della società, dagli elementi economici alle strutture, passando per la sostenibilità del progetto nel medio-lungo periodo. L’obiettivo dichiarato era ambizioso: costruire un club capace, un giorno, di competere in Serie A. Tuttavia, proprio gli studi effettuati hanno evidenziato una serie di criticità che hanno pesato in modo decisivo sulla scelta finale. Il magnate maltese ha spiegato: “Dagli studi che abbiamo fatto e dalla due diligence – per farvi capire, come ho già detto, ho investito dei soldi, una certa somma, solo per effettuare la due diligence sul club – ovviamente la mia ambizione era quella di avere un club che un giorno potesse giocare in Serie A. La due diligence hanno però mostrato chiaramente che per questo paese, per questa squadra, puntare alla Serie A a livello logistico è problematico. Perché? Perché non sono mai stati in Serie A prima d’ora.”
Secondo quanto dichiarato, la Nocerina non disporrebbe delle infrastrutture necessarie per sostenere un progetto di crescita di quel livello. Lo stadio non sarebbe adeguato agli standard richiesti, il settore giovanile e la Primavera non avrebbero strutture idonee, e mancherebbero campi di allenamento e basi logistiche solide per costruire un percorso tecnico credibile. Portelli ha sottolineato come questi elementi non siano dettagli marginali, ma pilastri fondamentali per chi vuole investire con una visione chiara e professionale.
Il passaggio di Portelli sui limiti infrastrutturali: “Quindi lo stadio non è abbastanza buono; le squadre giovanili e la Primavera non hanno nulla; dove allenarsi e dove non allenarsi… la logistica eccetera, non avevamo nulla di adeguato.”
L’imprenditore ha spiegato che la due diligence ha acceso più di una “spia rossa”, non solo sul piano logistico ma anche su quello economico. I numeri, secondo quanto emerso, non avrebbero garantito la sostenibilità dell’operazione. Per questo, pur riconoscendo il valore della piazza e l’affetto ricevuto dai tifosi, Portelli ha ritenuto che l’investimento non fosse conveniente in questo momento. Portelli ha spiegato: ” La verità è che volevo aiutarli molto, ci tenevo tanto anche per via del supporto che ho ricevuto. Però gli studi hanno dimostrato che, purtroppo, questo non è un buon investimento da fare in questo momento. I numeri non tornano per nessuno.
La settimana scorsa ho inviato loro una lettera ufficiale dove spiegavo che l’interesse è venuto meno e, ovviamente, ho spiegato il perché. Non è stato piacevole che, non so per quale motivo, una settimana prima fosse uscita la notizia che io fossi già pronto per la Nocerina. Hanno letto i giornali maltesi e so che ci sono stati festeggiamenti.”
Un passaggio particolarmente significativo riguarda la reazione della piazza. Portelli ha raccontato di essere rimasto sorpreso nel vedere, sui giornali maltesi, notizie che lo davano già come nuovo proprietario della Nocerina, con tanto di festeggiamenti nei club dei tifosi. Una situazione che lo ha amareggiato, perché consapevole delle aspettative di una piazza che da trent’anni attende un progetto solido e un ritorno ai vertici.
La sua conclusione è stata chiara: avrebbe voluto aiutare la Nocerina, ma le condizioni attuali non permettono un investimento sostenibile. Il patron degli Ħamrun Spartans ha concluso: “Mi dispiace molto, perché alla fine si tratta di persone che aspettano qualcuno da tanto tempo. Come ho detto, sono trent’anni che non ottengono nulla e non sono mai arrivati in Serie A. Per loro, avere un presidente con una visione che un giorno potesse portarli in Serie A era un sogno molto grande.”






