L'ormai ex direttore sportivo dei rossoblù ci ha tenuto a salutare la piazza ai nostri microfoni

AFRAGOLA (NA) - La sua carriera da attaccante è costernata di reti che hanno fatto innamorare e sognare numerose piazze campane, da direttore sportivo, al primo anno è riuscito a raggiungere due obiettivi come campionato e Coppa Italia di Eccellenza. Stiamo parlando di Gaetano Romano, ufficialmente ex direttore sportivo dell’ Afragolese che questa stagione ha raggiunto la salvezza sempre nella piazza rossoblù al primo anno di Serie D.

Direttore come mai questa stagione sofferente con i rossoblù nonostante un’ottima campagna acquisti? Cosa non ha funzionato?

“Sicuramente ha inciso l’annata del Covid che ha complicato le cose. Un mercato aperto un anno intero ha portato alcune società a cambiare moltissimi giocatori. È normale che per mantenere gli equilibri cerchi di creare un gruppo, un amalgama di giocatori che accetti anche la panchina. Ho sempre fatto in modo di accontentare le richieste dei miei giocatori per evitare disguidi e mantenere l’equilibrio. Però credo di aver costruito una buona squadra nell’arco dell’anno, ma alcune situazioni hanno fatto sì che fossimo coinvolti nella lotta per non retrocedere”.

Quali sono stati i momenti più duri che ha vissuto?

“I momenti più duri sono stati sicuramente quelli di gennaio, dopo Natale, dove ho avuto il Covid  e mi ha portato ad una destabilizzazione totale. Il virus mi ha allontanato dalla squadra e quando poi sono stato esonerato da casa, lì ho vissuto il momento più duro, perché c’era la delusione di non aver vissuto quei momenti con la squadra, senza poter dare un contributo morale, un’esperienza di spogliatoio che io vivevo molto”.

Il suo futuro lo vede ancora a tinte rossoblù?

“No, l’avventura di Afragola si è chiusa. Pochi giorni fa è avvenuto l’incontro con il presidente. Ci siamo dati un arrivederci perché io e il presidente ci conosciamo da tanti anni, siamo amici. Devo solo ringraziare Afragola per avermi fatto conoscere come direttore, e in due anni credo di aver raggiunto i traguardi richiesti, sia in Eccellenza che in D.

Che messaggio vuole lasciare alla piazza?

“Faccio i miei più sinceri auguri per il prosieguo. Noi stiamo sotto al cielo, non si sa mai, ma credo di aver lasciato un buon ricordo e dei buoni amici. Ringrazio la piazza e la tifoseria per avermi sempre sostenuto e per essermi sempre stata vicina. Ringrazio infine tutti quelli che hanno lavorato con me ad Afragola, perché abbiamo fatto qualcosa di importante in due anni, con il presidente Niutta in prima fila”.

Il suo futuro sarà a Fratta?

“Non è ancora chiusa. Non ho avuto contatti, ci sono solo rumore. A Fratta ho tantissimi amici, c’è stata qualche chiacchierata con qualche dirigente, ma nulla di concreto. Fratta è sicuramente una piazza ambita da tantissimi, partirà per pronostici importanti, ma per il momento non c’è niente di concreto”.