La gara di giovedì ha lasciato una scia di polemiche. Il tecnico dei corallini “Alcuni calciatori e la società si sono scusati con me. Prima di essere allenatori bisogna essere dei buoni educatori”

Cosa è successo in Picerno-Turris? I corallini hanno perso 3-1 ma la gara ha continuato a far parlare con vari dichiarazioni dei due tecnici. Abbiamo chiesto al tecnico della Turris i dettagli della discussione con Arleo, l’allenatore del Picerno.

“Noi come allenatori dovremmo dare l’esempio. Io tra calcio giocato e panchina, sono più di trent’anni che sto in questo mondo. Giovedì durante la gara c’è stata una continua perdita di tempo con calciatori a terra e palloni nascosti. Patrizio Caso è stato espulso perché sul 2-1 erano spariti i palloni. Lui è andato verso la panchina di casa per recuperarne uno ma i calciatori non gliel’hanno dato. Quando poi è riuscito a prenderlo, sono comparsi due-tre, Caso ne ha lanciato uno verso la panchina del Picerno e per questo è stato espulso. Il loro è stato un comportamento altamente scorretto e antisportivo. Ho detto ad Arleo che non ci si comporta in questo modo e lui mi ha risposto in modo maleducato tirando in ballo mia madre. A fine gara, Ioime, Esposti e altri calciatori del Picerno, mi hanno chiesto scusa per il suo comportamento. Io mi vergognerei se i miei calciatori si dovessero scusare di un mio modo di fare. Si deve essere prima educatore, poi allenatore. Da calciatore e da allenatore, non sono mai stato espulso. È risaputo – ha proseguito il tecnico –  che Arleo non è la prima volta che ha atteggiamenti simili. La società si è comportata benissimo, essa e i calciatori mi hanno chiesto scusa. Dopo la partita Arleo è stato più di un’ora fuori dagli spogliatoi, forse l’ha fatto per paura, per vergona, non lo so”.

Passiamo al calcio giocato. Domenica c’è Turris-Gravina. Voi con l’Aversa avete fatto più pari in casa mentre il Gravina, con il Potenza, ha perso meno in trasferta. Cosa ci fanno capire questi numeri?

“Che la Turris ha avuto due fasi: nella prima abbiamo fatto più pari con una squadra più giovane, nella seconda fase, con l’acquisto di calciatori più esperti, abbiamo fatto un girone di ritorno con quasi venti punti”.

L’esperienza di Picerno può essere utile per capire che chi sta a metà classifica e non ha più di da chiedere al campionato, deve essere affrontato sempre con la stessa grinta?

“Noi sapevamo che a Picerno avremmo avuto una gara tostissima ma non ci aspettavamo di uscire dal campo con un grave infortunio come quello di Guastamacchia e con squalificati. È corretto giocare con una squadra che vuole affrontare la gara con sportività e lealtà, ma oltre al danno abbiamo subito anche la beffa”.

Rispetto alle altre contendenti per la salvezza, la Turris ha un calendario un po’ più agevole per le ultime quattro giornate?

“No. Il Molfetta è retrocesso e non ha più nulla da perdere quindi giocherà con più tranquillità, non sarà una passeggiata. Dobbiamo pensare a gara dopo gara. L’ultima andiamo a Taranto quindi dobbiamo ancora giocarci tutto. Il nostro cammino è stato condizionato dai quattro punti di penalità”.