Monta l'incredibile caso in giustizia sportiva, la madre del calciatore non avrà diritto ai soldi della Vertenza per un cavillo burocratico assurdo

NAPOLI- Ha dell’incredibile, ma è quanto deciso dalla giustizia sportiva in merito al risarcimento chiesto dal calciatore Raffaele Perinelli per alcune somme non ricevute dalla Turris nella stagione 2016/2017. Come riporta il quotidiano il Mattino sull’edizione di mercoledì 16 Gennaio, prima di morire in un tragico 7 ottobre, infatti, il calciatore classe 1997 aveva chiesto alla società corallina, attraverso la procedura della Vertenza, di riceve la somma di € 3.050,00. La Commissione accordi Economici, venti giorni prima del decesso, aveva dato ragione a Perinelli, prima che la Turris optasse per un ricorso. Poi la morte per l’accoltellamento, il rigetto della richiesta della madre del ragazzo in quanto “non tesserata alla FIGC”. Un qualcosa di assurdo e brutale, ma tant’è che Perinelli, nonostante abbia avuto ragione, non percepirà alcunché per via di un cavillo burocratico che lascia a bocca aperta. “L’erede del tesserato deceduto, in quanto non tesserato, non ha legittimazione innanzi alla giurisdizione endofederale per far valere il diritto anche eventualmente già azionato dal de cuius in quanto, quest’ultimo, titolato”- si legge nella sentenza che ha deciso di non concedere alla mamma di Perinelli il credito che spettava a suo figlio. Ora l’ultima possibilità, rappresentata dalla giustizia ordinaria poiché quella sportiva ha fatto prevalere un cavillo burocratico innanzi ad una storia tragica e di morte.