Il pensiero partenopeo sulla scelta del tecnico toscano attraverso le parole dei tecnici campani di Serie D

Napoli L’ufficialità del passaggio di Maurizio Sarri alla Juventus ha scosso in maniera decisa il mondo del pallone. Il tecnico toscano, ormai ex comandante di un movimento tramontato come il sarrismo, ha spaccato l’ambiente partenopeo dividendo tifosi e addetti ai lavori tra chi comprende la scelta professionale e chi invece lo addita come traditore. Campania Football, visto il passato tra i dilettanti del tecnico toscano, ha chiesto agli allenatori che quest’anno hanno guidato le campane in Serie D cosa ne pensano e le risposte sono state davvero varie. Questi i quesiti proposti:

Maurizio Sarri dalla Seconda Categoria alla Juventus, fino a 55 anni era un allenatore semisconosciuto, il suo passaggio alla Juventus dà speranze o false illusioni?

Avrebbe fatto la stessa scelta considerando il legame con Napoli, dove il passaggio al club bianconero viene, da sempre, visto come un alto tradimento?

CAMPILONGO (EX SAVOIA)

 1) “Io credo che proprio nessuno Sarri non era, considerando che negli ultimi anni ha ottenuto enormi risultati ad Empoli, Napoli e quest’anno al Chelsea. In Toscana dopo una grande cavalcata vinse il campionato di B e nella stagione successiva riuscì addirittura a mantenere la categoria. A Napoli in tre anni ha sempre lottato per il titolo facendo anche il record di punti della società giocando un calcio tra i migliori d’Europa e al Chelsea ha vinto l’Europa League. Quindi penso che se uno è bravo al di là dell’età se deve arrivare in alto ci arriva indifferentemente se hai 40, 50 o 60 anni”.

2) “Riguardo la scelta io non so se l’avrei fatta perché credo sempre che bisogna trovarsi in certe situazioni per poter giudicare. Ricordiamoci che Sarri è nato a Napoli ma nella nostra città non ci aveva mai vissuto mentre io sono nato di fronte al San Paolo e non so se avrei accettato. Professionalmente non biasimo la sua scelta ma sono convinto che se l’allenatore toscano non avesse fatto così bene sulla panchina azzurra questa sua scelta non avrebbe fatto tutto questo rumore”.

MAIURI (SORRENTO)

1) “Quello che è successo a Sarri è qualcosa di unico e davvero difficile da realizzare. Sognare così in grande penso sia eccessivo, l’ambizione di crescere non deve mai mancare ma gli ostacoli da superare sono tanti quindi non credo sia un qualcosa di facile realizzazione”.

2) Io avrei  fatto la stessa scelta, perché il rispetto verso una società non si valuta dalle scelte professionali che uno fa. Sarri ha dimostrato di rispettare il Napoli dando tutto nei tre anni in cui è stato allenatore degli azzurri e credo che la sua sia una scelta che vada rispettata in pieno”.

DE FELICE (GELBISON)

1) “Nella vita bisogna sempre essere ambiziosi ma non bisogna crearsi false aspettative. La cosa più importante è dare sempre il proprio massimo e non mettersi limiti ma percorsi come quello di Sarri sono più unici che rari”.

2) “Allenare è una professione, tra l’altro tra le più difficili e precarie al mondo! Non bisogna mai giurare amore eterno o prendere posizioni contro chicchessia perché, come tutte le professioni, a volte può avere delle evoluzioni inaspettate. Si, io avrei scelto la Juventus”.

LIQUIDATO (EX NOLA ORA AL S. TOMMASO)

1) “Le ambizioni e le speranze camminano sempre di pari passo e quello che ha ottenuto Sarri è qualcosa di straordinario, non è da tutti lasciare un posto di lavoro per allenare riuscendo a farsi spazio prima tra i dilettanti e poi tra i professionisti. Il caso del tecnico toscano deve essere un esempio per chiunque si affaccia a questo mondo evidenziando come le speranze a volte possono coincidere con la realtà”.

2) Sono sincero e non nego che anche io avrei accettato la proposta della Juventus. Forse avrei evitato, negli anni passati al Napoli, di parlare contro i bianconeri, definiti come il “Palazzo”, ergendosi ad una sorta di Masaniello calcistico. Così facendo ha tradito il popolo partenopeo e in tutta onestà è davvero dura da digerire. Resta una grande scalata la sua raggiungendo un punto altissimo, per questo gli faccio i complimenti, ma per me resta comunque un tradimento”.

DE SARNO (EX NOLA)

1) “Assolutamente da speranze, il suo percorso è stato sempre e solo in crescita quindi il passaggio alla Juventus è più che meritato.
L’ambiente bianconero è noto perché lì pretendono, giustamente, tutto e subito quindi Sarri dovrà rimboccarsi subito le maniche perché non avrà la possibilità di sbagliare come accaduto all’inizio anche a Napoli. Se riuscirà subito ad imporre la sua idea di calcio e i risultati lo assisteranno sono sicuro che scriverà una pagina di storia”.

2) “Da professionista ha fatto bene ad accettare ma da uomo credo che avrebbe fatto meglio a non rilasciare delle dichiarazioni come fatto in passato. Le sue dichiarazioni gli si sono rivoltate contro perdendo anche la stima e l’affetto di buona parte dei tifosi napoletani”.

RENATO CIOFFI (EX POMIGLIANO)

1)Sarri per me è un allenatore vero costruito su sacrifici, studi, aggiornamenti, e tanta gavetta. Quindi il suo esempio deve essere un monito per chi gestisce il grande calcio, evidenziando che non bisogna per forza aver giocato in serie A per essere un grande allenatore e vincere trofei. Ben vengano altri Sarri, è giusto che chi sa fare questo lavoro venga premiato allo giusto modo”

2) Per me non è un tradimento, l’allenatore è un libero professionista che cerca sempre di migliorare e quando ha la possibilità di farlo ,deve cogliere l’occasione. Forse l’errore è stato commesso da De Laurentiis che si è fatto scappare uno dei 5 tecnici migliori d’Europa, non ha volendo mai investire e alzare l’asticella. Riguardo a chi lo definisce traditore vorrei vederli a 60 anni se avessero avuto il coraggio di negarsi a una società come la Juventus.

CAMPANA (EX GRAGNANO)

1) “Ogni allenatore aldilà del suo percorso non deve mai perdere la speranza che la sua vita calcistica possa cambiare. A me ad esempio è capitato quest’anno che nonostante abbia purtroppo perso il playout con il Gragnano, sono stato contattato dalla dirigenza del Anconitana. Questo è stato davvero gratificante mi ha dimostrato che in fondo lavorare bene è più importante di un risultato negativo”.

2) “Da tifoso penso che chi indossa la maglia del Napoli non dovrebbe mai andare alla Juve. Professionalmente invece nella vita si deve puntare sempre al meglio e attualmente la Juve è il meglio del calcio italiano per blasone ed organizzazione. Credo che parte della scelta di Sarri, oltre all’aspetto economico, sia dovuta all’innata vanità dell’uomo essendo stuzzicato dall’idea, dopo aver vinto l’Europa League, di poter essere colui che li porterà a vincere la Champions League”. 

CUSANO (EX SARNESE)

1) “Dà grandi speranze poiché Sarri rappresenta un esempio per tutti i tecnici che vengono, come me, dalla gavetta. È laureato in scienze motorie ed ha sudato tanto per diventare professionista”

2) “La sua scelta è da condividere, vincere lo scudetto è una grande motivazione e credo che chiunque vorrebbe lottare almeno una volta per un traguardo così importante”.

PEPE (EX SARNESE)

1) “Il passaggio alla Juventus è il giusto premio per un allenatore che ha avuto il coraggio di scommettere su se stesso. Questo dà speranze e motivazione a tutto il movimento”.

2) “Sulla scelta, credo sia difficile da accettare perché la rivalità con la Juve non svanirà mai. Tra il cuore e la carriera Sarri ha preferito la seconda”.

MASCHIO (EX GRANATA)

1) “Se credi nel tuo lavoro e nelle tue idee nulla ti è precluso. Lui ha dimostrato con i fatti di meritare la chiamata della Juve, negli ultimi anni ha ottenuto ottimi risultati ovunque sia andato”.

2) “La sua è stata una scelta giusta, lo dico da tifosissimo del Napoli ma il nostro lavoro ti porta a prendere certe decisioni. Io credo che ogni allenatore sia tifoso della squadra che allena e lui con noi si è dimostrato un vero signore. Per me ha fatto bene e non lo considero un traditore”.

FABIANO (TURRIS)

1) “Penso che sia un fattore importante e un punto di riferimento per tanti allenatori che arrivano tardi ai grandi palcoscenici ma dimostrano comunque di saperci stare”

2) “Purtroppo il calcio di oggi è questo, i valori umani ed affettivi sono stati sostituiti da quelli economici eliminando difatti il fenomeno delle “bandiere” che ormai non esistono più”.

CHIANESE (PORTICI)

1) “Che Sarri sia arrivato al top questo sicuramente gratifica tutti coloro che anno dopo anno lavorano sodo raggiungendo risultati importanti pur non essendo stati dei calciatori di serie A. Nulla avviene per caso infatti lui è molto preparato e scrupoloso il tempo gli ha dato ragione. Questo fa capire che il lavoro fatto con professionalità, dignità ma soprattutto con serietà alla lunga paga sempre”.

2) “Io non conosco le dinamiche che il professionista Sarri e la proprietà abbiano vissuto, noi possiamo parlare per quello visto e letto ma non vivendole dall’interno non potremmo mai capire la realtà dei fatti. È normale che il tifoso la vede in tal senso ma io non credo che quello che l’uomo e il professionista ha vissuto non l’abbia custodito dentro e lo protegga con sentimento. 
Quando si è professionista si fanno delle scelte dettate da tanti fattori e qualunque esse siano saranno sempre oggetto di critiche da una parte e di apprezzamento dall’altra”.

VISCIDO (EX NOCERINA)

1) “Sicuramente  la storia di Sarri dà speranza e fa capire che si può fare strada anche attraverso i propri meriti e non solo tramite le proprie conoscenze”.

2) “Guardando al passato e ai suoi trascorsi al Napoli potrei definirla una una scelta infelice ma è una occasione che capita poche volte nella vita e ha fatto bene a coglierla. Forse il suo unico errore è stato non evitare in passato certe dichiarazioni”.

BORRELLI (EX GRANATA)

1) “Maurizio Sarri è un grande insegnante di calcio, è partito come tutti sanno da zero, gli episodi sono sicuramente stati a suo favore. Credo, anzi sono sicuro, che si sia realizzato il suo sogno arrivando ad allenare la Juve”.

2) “Non c’è nessun tradimento, un professionista deve valutare qualsiasi proposta. Il tifoso napoletano reagisce in questo modo per le dichiarazioni fatte in passato ma sono reazioni a dovute al momento poi tutto verrà presto dimenticato specialmente nel calcio di oggi. Personalmente non mi sento di giudicare perché bisogna vivere determinate circostanze per potersi esprimere quindi non riesco a dare alcun giudizio”.

GRIMALDI (EX TURRIS)

1) “Questa storia può dare più speranze che false illusioni, soprattutto perché parliamo di un allenatore che ha fatto del lavoro il suo credo. Anche se sappiamo che in un calcio sempre meno credibile c’è bisogno che combacino svariate situazioni”.
2) “Avrei fatto la stessa scelta in quanto parliamo di lavoro e di calcio. Approdare alla Juventus, considerata anche la storia di Sarri, è un punto d’arrivo. Non è assolutamente un tradimento, visto e considerato quanto il calcio è cambiato negli ultimi anni, in giro ci sono troppi falsi moralisti ed ipocriti”. 

SQUILLANTE (EX SAVOIA)

1) “È stata premiata la sua indubbia caparbietà, non è semplice lasciare un posto sicuro come quello in banca per dedicarsi al calcio. Lui lo ha fatto e dopo tanta gavetta ha inanellato diverse annate positive che gli hanno consentito di spiccare il volo fino a giungere sulla panchina italiana più ambita quella della Juve”.

2) “Avrei accettato, come ha fatto lui, perché il lavoro e la professionalità difficilmente vanno d’accordo con il cuore. Certo lui ha assunto atteggiamenti che facevano presagire altro ma alla fine avere una chance del genere e coglierla credo che sia stata la scelta giusta”.